Trialeurodes vaporariorum

Trialeurodes vaporariorum

La mosca bianca, conosciuta anche come aleurodide delle serre (Trialeurodes vaporariorum (Westwood, 1856) è un insetto della famiglia Aleyrodidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Phylum Arthropoda, Subphylum Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte         Exopterygota, Subcoorte Neoptera, Superordine Paraneoptera, Sezione Rhynchotoidea, Ordine Rhynchota, Sottordine Homoptera, Sezione Sternorrhyncha, Superfamiglia Aleyrodoidea, Famiglia Aleyrodidae, Sottofamiglia Aleyrodinae e quindi al Genere Trialeurodes ed alla Specie T. vaporariorum.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Trialeurodes vaporariorum è un insetto originario delle zone tropicali ma si è diffuso in tutto il mondo in maniera omogenea, soprattutto per l’alto potenziale riproduttivo e la capacità di adattarsi. La sua diffusione si è avuta soprattutto all’interno delle produzioni serricole dove il clima caldo umido e la scarsa ventilazione creano le migliori condizioni di riproduzione e, pertanto, il maggior numero di danni. Da queste passa poi anche alcune colture all’aperto soprattutto nell’Italia meridionale.

Morfologia –
Il Trialeurodes vaporariorum è un piccolo moscerino di colore bianco con delle piccole ali, anch’esse bianche, che sono parallele alla superficie fogliare (cosa che le fa distinguere dalla Bemisia tabaci (dove le ali sono unite al corpo); tra l’altro gli adulti e le pupe di T. vaporariorum hanno solitamente una quantità maggiore di polvere cerosa rispetto alla B. tabaci. Le forme giovanili del T. vaporariorum  sono di forma piatta e di colore bianco/giallastro quasi trasparente.

Attitudine e Ciclo biologico –
Il Trialeurodes vaporariorum si posiziona fra le foglie, dove si vedono volare dei piccoli moscerini; sulla pagina inferiore si possono notare sia gli adulti che le forme giovanili, nonché le uova. Il ciclo di vita completo di questa mosca bianca dura fra i 15 e i 40 giorni, a seconda delle condizioni di umidità e temperatura: le uova si sviluppano infatti più rapidamente a temperature maggiori. La mosca bianca di solito depone le uova sulla pagina inferiore delle foglie, dove vengono fissate. Questo insetto può svernare in diversi stadi, all’aperto, su piante spontanee. In  serra le generazioni, viste le particolari condizioni, sono praticamente continue, senza interruzioni e con cicli molto veloci che possono durare 30 giorni. Per questo motivo in serra e soprattutto in pieno campo vanno adottate delle tecniche di contenimento naturale.

Ruolo Ecologico –
Il Trialeurodes vaporariorum essendo un insetto originario delle zone tropicali trova in questi habitat sia le condizioni migliori di crescita ma anche gli antagonisti naturali con cui si generano biocenosi di equilibrio. Nei climi dove si è diffuso, lontano dalle aree originarie, il sistema ecologico lo favorisce per cui è necessario attuare sistemi di contenimento di varia natura. Il primo sistema di contenimento è assolutamente quello di diminuire oggi le superfici serricole che, oltre a generare una notevole impronta ecologica per la produzione di pari quantitativi di prodotto agricolo, sono diventati dei focolai di propagazione privilegiati per l’insetto. Il secondo sistema è di introdurre negli ambienti dove prolifera i suoi antagonisti. In serra o in altre condizioni di colture protette è possibile applicare con successo dei lanci inondativi dell’Imenottero Afelinide, Encarsia formosa; questa è un parassitoide delle forme giovanili dell’Aleurode dentro le quali depone un uovo per insetto; le neanidi parassitizzate si notano perché diventano nere. Da ogni neanide sfarfallerà un adulto in grado di parassitizzare altre neanidi (ogni femmina parassitizza circa 50-60 neanidi di Aleurode). La soglia per il lancio dell’Encarsia formosa va fatto solo dopo aver valutato la presenza del fitofago, in ragione di 4-5 parassitoidi (pupari) per m2 di serra, ripetendo i lanci 4-6 volte, a cadenza settimanale fino ad ottenere una parassitizzazione del 60-80%. Si tratta però di una situazione che non tende all’equilibrio, in quanto nei nostri climi e nelle nostre condizioni l’E. formosa non si acclimata. Altri rimedi si possono attuare con il predatore Macrolophus caliginosus e la Chrysoperla carnea che, seppure specifica predatrice di Afidi, svolge un’azione collaterale anche contro la Mosca bianca delle serre. Anche altri insetti antagonisti potrebbero contenere questa piccola mosca, così come le trappole cromotropiche possono svolgere un’azione aggiuntiva al contenimento del T. vaporariorum. La soluzione che riequilibra l’intero sistema va ricercata però, come detto sopra, in tecniche di contenimento naturale.

Guido Bissanti

Fonti

– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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