Come coltivare l’Arnica

Come coltivare l’Arnica

L’Arnica (Arnica montana L.) è una specie erbacea delle Asteraceae; si tratta di una pianta medicinale, alta 20 – 60 cm, con capolini grandi di colore giallo aranciato dal gradevole odore aromatico.
La moltiplicazione dell’arnica può avvenire per divisione dei cespi in primavera o in autunno, oppure per seme.
La pianta predilige i luoghi luminosi e soleggiati ma teme il caldo eccessivo dell’estate e per questo motivo si consiglia di piantarla anche in luoghi semiombrosi o al riparo di alberi ad alto fusto.
Per quanto riguarda il terreno, anche se cresce ben in qualunque tipo, predilige quello sciolto, ben drenato e con pH leggermente acido.
Le annaffiature vanno effettuate regolarmente in caso di clima secco, mentre le estati successive l’arnica sopporterà bene la siccità se il terreno rimane fresco.
Per la concimazione si consiglia, una volta l’anno prima della ripresa vegetativa, interrare ai piedi dei cespi di Arnica del concime stallatico maturo. Concimare anche quando si effettua il trapianto.

 

La semina si effettua direttamente a dimora in primavera – estate e in semenzaio protetto in autunno. Il terreno di semina deve essere soffice, fresco e ricco di sostanza organica soffice. I semi vanno posti a pochi centimetri di profondità e distanziati tra loro circa 2 cm. Per tutto il tempo necessario alla germinazione il terreno va mantenuto sempre umido ma non inzuppato d’acqua.
Come visto la moltiplicazione dell’Arnica può avvenire per divisione del rizoma. In questo caso con un coltello ben affilato e disinfettato si divide il rizoma in più parti portanti radici secondarie ben sviluppate. Le talee di rizoma si trattano con l’ormone radicante e si impianto in buche aventi dimensioni doppie della talea.
In primavera oppure all’inizio dell’autunno le piante di Arnica vanno messe a dimora in buche distanti circa 30 cm e annaffiate abbondantemente.
Nel caso si coltivazione in vaso le radici delle piante di arnica tendono ad occupare in breve tempo tutto lo spazio disponibile e per tale motivo si consiglia di effettuare il rinvaso almeno ogni 2 anni per favorire lo sviluppo e la fioritura. Il vaso deve essere più grande del precedente; il terriccio va completamente cambiato.
Per favorire lo sgrondo dell’acqua delle annaffiature si consiglia di stratificare sul fondo del vaso della ghiaia grossolana.
I fiori, ricchi di essenze benefiche, si raccolgono nel mese di luglio. Dopo averli riuniti in mazzetti si mettono ad essiccare in un luogo ombroso e conservati successivamente in sacchetti di carta o barattoli di vetro.
Per quanto riguarda i parassiti e le malattie dell’Arnica, si tratta di una pianta rustica che per il profumo intenso e le sue insite capacità di difesa, non viene attaccata dai parassiti animali come afidi e cocciniglia. I suoi germogli più teneri però sono un richiamo per lumache e chiocciole che in poco tempo li divorano compromettendone seriamente lo sviluppo.
Per tenere lontano le lumache basta spargere ai piedi dell’Arnica un po’ di cenere del camino oppure utilizzare delle trappole biologiche. Per evitare il soffocamento delle piante di Arnica eliminare le erbe infestanti.
Trattandosi di una tra le piante medicinali più utilizzate al mondo, l’appartenenza alle specie protette rende complicata la sua produzione su scala industriale. Vengono pertanto utilizzate, a livello industriale, anche altre specie di arnica, quali ad esempio l’Arnica chamissonis Less.




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