Come coltivare l’Asimina

Come coltivare l’Asimina

L’Asimina (Asimina triloba) (L.), o comunemente chiamato banano del nord, è un piccolo albero da frutto con origini negli Stati Uniti orientali dove è conosciuto anche con il nome di pawpaw o paw paw. L’Asimina, oltre ad essere coltivata come fruttifero, è apprezzata anche per il suo aspetto ornamentale; è una pianta cespugliosa a foglia decidua con fioritura nel periodo primaverile e fiori ermafroditi, anche se molte varietà manifestano dicogamia (con maturazione degli organi femminili in ritardo rispetto alla maturazione di quelli maschili). L’impollinazione è prevalentemente anemocora e non tutte le cultivar sono auto feconde; per questo sarà necessario valutare prima dell’impianto il numero delle piante e la cultivar migliore; inoltre in questa scheda vediamo come coltivare l’Asimina e gli accorgimenti utili.

La pianta può essere coltivata per i suoi frutti commestibili, di consistenza simili a quella dell’avocado e con peso oscillante tra i 70 ed i 250 grammi e con maturazione scalare. Per impiantare l’Asimina triloba è opportuno farlo nel periodo autunnale, tramite propaggine o talee, quest’ultime messe a radicare nel periodo invernale (per l’innesto si consiglia quello a spacco). Se si sceglie di partire da seme si consiglia di effettuarla in un cassone mantenuto, sin dal periodo autunnale, ad una temperatura di 5 °C; i semi (che hanno bisogno di 30-45 giorni per germinare) devono essere posti sotto uno strato di sabbia umida per un periodo di 90 giorni. È una pianta che può essere coltivata anche in vasi di dimensioni grandi. Per quanto riguarda le temperature invernali è abbastanza resistente (tollera anche oltre – 15 °C) mentre per il tipo di terreno si consigliano quelli di medio impasto con pH acido, sub-acido oppure neutro, dove non si verificano ristagni idrici e con buona dotazione di sostanza organica. La pianta va impiantata in zone molto soleggiate, altrimenti otterremo scarse produzioni di frutti, e vanno evitate aree costiere (con venti salmastri) e con estati poco calde. Per la sua coltivazione in zone del sud Italia bisogna verificare se la pianta abbia un periodo di freddo (vernalizzazione) di almeno 400 ore. Per l’impianto si consiglia un sesto di 3 metri tra le piante e 3,5 m tra le file (ponendo un tutore per ogni pianta di 150-200 cm). È bene preparare bene il terreno prima dell’impianto, con una concimazione organica nel periodo di fine inverno da rimescolare con la prima lavorazione di preparazione. Si può fare l’impianto anche solo scavando delle buche (profonde 60 cm), a cui lati verrà posta la sostanza organica (si consiglia sempre il letame maturo), con un quantitativo di circa 40-50 kg ogni 10 metri quadri di terreno. Per l’irrigazione dell’Asimina triloba bisogna effettuarla (soprattutto nelle piante giovani) dal periodo di ripresa vegetativa in aprile fino alla completa maturazione dei frutti nel mese di settembre. Per la concimazione di poche piante si può integrare alla sostanza organica circa 1,0 – 1,5 kg di cenere proveniente dalla bruciatura di altre essenze vegetali non trattate da alcun prodotto di sintesi. Per un impianto di maggiori estensioni si consiglia, in aggiunta alla letamazione, integrazione di cenere per quanto sia possibile, sovesci con leguminose (soprattutto con lupino) ed interramento periodico delle erbe infestanti.
Per la potatura si consiglia di eliminare costantemente i polloni basali, impalcando la pianta all’altezza di 80-100 cm (con eliminazione in inverno dei rami sotto l’impalcatura. La vera potatura inizia poi dal 5° anno in poi, con i tagli di diradamento soprattutto della parte interna. Per guidare le ramificazioni si possono utilizzare della canne o dei paletti in legno a “Y”impiegati come distanziatori. Quando poi la pianta è più vecchia si può stimolare nuova vegetazione con tagli di ritorno sui rami. La raccolta si effettua da agosto a tutto settembre, ricordando che il frutto va consumato in pochissimi giorni (3-4). La cosa più interessante dell’ Asimina triloba che è resistentissima ad attacchi parassitari fungini, di insetti o acari.




2 pensieri riguardo “Come coltivare l’Asimina

  • 29 luglio 2019 in 14:36
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    Riguardo all’impollinazione dell’asimina, dal momento che ne coltivo da alcuni anni vorrei precisare:

    è vero che i fiori manifestano dicogamia, ma al contrario di quanto scritto sono gli organi femminili a maturare in anticipo rispetto a quelli maschili (proteroginia).
    L’impollinazione non è prevalentemente anemocora ma per la maggior parte assicurata da insetti, in particolare mosche e insetti simili attratti dal leggero odore di “putrefazione” emanato dai fiori (quasi impercettibile per noi).
    Considera che i fiori si schiudono aperti verso il basso e gli organi sessuali sono circondati dai petali, del polline che cade da un fiore ha poche probabilità (anche se può accadere) di raggiungere il pistillo di un altro fiore per il solo effetto dell’aria.

    Se si intende propagare la pianta per seme un metodo efficace a livello, diciamo, amatoriale, è quello di interrare semplicemente i semi in un vaso (o in un piccolo cumulo) da lasciare all’aperto durante l’inverno, badando che il terreno non asciughi eccessivamente ma non abbia neppure ristagni d’acqua. La percentuale di germinazione di solito è piuttosto alta. A inizio primavera si può trasferire ogni seme in un vaso. La radichetta di norma inizia a svilupparsi tra aprile e maggio e il germoglio emerge dal terreno nei mesi di giugno/luglio (qui nel Nord Italia).

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    • 30 luglio 2019 in 10:37
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      E’ vero ma dipende anche dalle varietà e da alcune condizioni ambientali … in alcune situazioni sono gli organi maschili a maturare prima …. però la precisazione era necessaria. Grazie!

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