Come coltivare il Lime

Come coltivare il Lime

La lima o limetta (Citrus aurantiifolia [Christm.] Swingle, 1913), meglio conosciuta come lime è un agrume della famiglia delle Rutaceae. In questa scheda vediamo gli elementi fisoologici essenziali e come coltivare il Lime. Il lime è un albero che cresce tendenzialmente in zone tropicali o subtropicali e pur avendo esigenze simili al limone ha bisogno di una clima almeno di tipo subtropicale per cui in Italia lo si può coltivare solo in alcune aree costiere del sud, molto soleggiate e riparate da venti freddi. Temperature sotto 0 °C possono compromettere seriamente lo stato vegetativo della pianta. Per quanto riguarda i tipi di suoli bisogna evitare quelli calcarei ed argillosi, avendo cura prima dell’impianto di apportare buoni quantitativi di sostanza organica (letame maturo). Il lime, come gli altri agrumi, deve essere irrigato nel periodo che va da fine primavera fino al sopraggiungere delle prime piogge autunnali, senza mai eccedere e regolandosi quando i primi due – tre cm di suolo superficiale si sono prosciugati. Le acque di irrigazione devono avere un basso contenuto in NaCl (cloruro di sodio) che interferisce nell’assorbimento di alcuni elementi, provocando clorosi indirette.

 

Per quanto riguarda la forma di allevamento, quella più adatta è quella a globo ma con arieggiamento interno della chioma. La potatura deve iniziare già dai primi anni partendo da una impalcatura con tre o quattro branche, che devono essere inclinate e distanziate adeguatamente, ed eliminando i rami di troppo ed i succhioni. Le branche tendono a ricoprirsi da un folto fogliame, per cui l’arieggiamento è necessario per evitare l’auto ombreggiamento ed una maggiore predisposizione agli attacchi parassitari, soprattutto di cocciniglie ed afidi. La potatura va eseguita alla ripresa vegetativa primaverile avendo sempre cura di disinfettare gli organi di taglio.
La concimazione del lime deve essere fatta in un periodo che predisponga la pianta non solo ai necessari elementi ma gli garantisca una crescita equilibrata. Il più idoneo fertilizzante è il letame bovino maturo, che oltre alla concimazione di impianto va mescolato con la prima lavorazione di interramento delle erbe (periodo di metà primavera); importante è anche la tecnica del sovescio che può essere fatta per esempio con il lupino. Non utilizzare mai nitrati in quanto, oltre alla loro tossicità, predispongono la pianta a maggiori attacchi parassitari. Tra le malattie parassitarie più comuni al lime ricordiamo le gommosi fungine ed il malsecco. Ambedue possono essere causate da tre cause o concause: eccesso di irrigazione, tagli di potatura con attrezzi non disinfettati o in periodi troppo umidi, lavorazioni del terreno con organi rotanti. Per le malattie fungine si può ricorrere a disinfestazione periodica della pianta con prodotti a base di lecitina, mentre per cocciniglie e afidi si possono usare oli minerali con aggiunta di soluzioni di sapone di Marsiglia.
Tra le cultivar ricordiamo la “Mexicana” (Limetta messicana), la “Neapolitanum” e “La Valletta”. Dal Lime sono derivati vari ibridi come il Limequat, che è un incrocio tra Citrus aurantifolia e Fortunella margarita.
La polpa dei frutti di lime contiene circa il 6% circa di acido citrico, il quale, com’è noto, ha delle eccellenti proprietà antiossidanti. L’alto concentrato di Vitamica C, lo rende ideale inoltre per succhi e spremute.




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