Come raccogliere l’acqua piovana

Come raccogliere l’acqua piovana

La raccolta dell’acqua piovana è un procedimento che rientra nelle tecniche per una gestione ecosostenibile dell’ambiente e che contribuisce ad una maggiore economicità dei costi di gestione nell’utilizzo dell’acqua potabile. Spesso infatti utilizziamo acqua potabile anche quando questo non sarebbe necessario. Ci riferiamo all’acqua per l’irrigazione delle piante, per il lavaggio e pulizia di auto, pavimenti, manufatti, ecc.. In questa scheda vediamo come raccogliere l’acqua piovana, considerando che questa è pressoché priva di sali minerali e, quindi, molto più adatta di quella potabile per questi usi. Nelle tecniche di progettazione dei nuovi fabbricati, sia residenziali che rurali, le tecniche di captazione e raccolta delle acque piovane sono divenute uno dei fattori di economicità di notevole interesse. Oltretutto la captazione di queste acque diminuisce lo scorrimento superficiale che contribuisce spesso a fenomeni di dissesto, perdita di suolo, ecc..

 

I sistemi per la raccolta delle acque piovane possono essere molteplici ma è soprattutto nel settore agricolo che, nella realizzazione o ristrutturazione di nuovi fabbricati si possono raggiungere livelli di raccolta di assoluto interesse quantitativo. Per comprendere questo passaggio basta fare dei piccoli e semplici calcoli. Se, infatti, ipotizziamo di abitare in una località che abbia 600 mm di pioggia annue, con una superficie di raccolta di 100 mq (le falde di un tetto di una casa di medie proporzioni) si possono raccogliere in un anno 60 mc di acqua. Se a questo aggiungiamo pavimentazioni esterne, aree di sosta, ecc., allora la raccolta delle acque piovane può raggiungere valori ancora più interessanti, considerando che per ogni mq di superficie di raccolta (nelle nostre condizioni di piovosità) si aggiungeranno 0,6 mc di acqua raccolta per anno. Considerando poi che il costo a mc di acqua oggi varia mediamente (in funzione di alcuni parametri, come quantità di consumo, addizionale fognatura, ecc.) è intorno ai 3 euro, si comprende che se abbiamo accumulato (tra falde del tetto e piazzali vari) 200 mc di acqua avremo un risparmio di circa 600 euro annui. Ovviamente il risparmio ecologico è superiore perché la distribuzione la raccolta dell’acqua pubblica, il suo trattamento e la sua distribuzione comportano costi congiunti, e quindi una impronta ecologica, maggiore. Il sistema di raccolta poi dell’acqua piovana va completato (oltre che dalle superfici di captazione) da sistemi di convogliamento e di raccolta. I sistemi di convogliamento devono essere attentamente dimensionati per evitare che in una pioggia intensa parte dell’acqua piovana trasbordi e si perda. Per questo motivo ogni superficie di captazione deve avere delle pendenze adeguate, alla cui base devono essere eseguite le opere di intercettazione e di convogliamento. Altezza delle barriere di intercettazione delle acque captate e dimensionamento dei diametri delle tubazioni di convogliamento devono essere preventivamente progettate, preferibilmente da un tecnico abilitato. Un errore di progettazione può vanificare l’intento che si vuole raggiungere e soprattutto creare seri pericoli per manufatti ed immobili. Inoltre va predisposto un sistema di filtri facilmente ispezionabile, perché soprattutto le prime piogge portano con se notevoli quantitativi di materiale solido ed impurità che possono intasare il sistema e rendere impossibile poi la successiva fase di distribuzione. È necessario porre particolare attenzione alla scelta del punto in cui collocare il serbatoio di raccolta, al suo dimensionamento (è preferibile incrementarla di un 1/3 per eventi meteorici annui maggiori). Ovviamente è preferibile che questo sia interrato ed essere collegato almeno ad un’autoclave e ad un tubo di distribuzione dell’acqua piovana. L’utilità e l’economicità della raccolta delle acque piovane è tanto maggiore quanto, in fase di progettazione, si è ragionato in termine di superfici utili e di sistemi di captazione e di accumulo di queste.




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