Craterellus cornucopioides

Craterellus cornucopioides

Il Craterellus cornucopioides (L.) Pers., Mycol. eur. (Erlanga) 2: 5 (1825), conosciuto soprattutto col termine trombetta dei morti.

Sistematica –
La trombetta dei morti, da un punto di vista sistematico, appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Classe Basidiomycetes, Ordine Cantharellales, Famiglia Cantharellaceae e quindi al Genere Craterellus ed alla Specie C. cornucopioides.

Etimologia –
Il termine del genere deriva dal latino e dal greco craterellus, cioè piccola coppa, mentre l’epiteto specifico da cornucopia, cioè corno dell’abbondanza, per la sua forma tipica. Il nome trombetta dei morti è dovuto perché spunta intorno al 2 novembre, giorno della Commemorazione dei Defunti. Sono sinonimi o termini obsoleti: Agaricus cinereus Batsch., Cantharellus cornucopioides (L.) Fr., Craterella nigrescens Pers., Craterellus ochrosporus Burt, Ann., Helvella punctata Jul. Schäff., Merulius cornucopioides (L.) With., Pezicula cornucopioides (L.) Paulet., Sterbeeckia cornucopioides (L.) Dumort.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Craterellus cornucopioides è un fungo saprofita che cresce dalla tarda estate all’autunno inoltrato. Lo si può ritrovare a gruppi talvolta molto numerosi e più raramente in esemplari singoli. Cresce su terreni umidi (preferibilmente calcarei) nei boschi e foreste di latifoglie decidue, più raramente conifere. È una specie diffusa in Europa, Nordamerica, Giappone e Corea. In Italia lo si trova nell’Appennino e a quote basse sulle Alpi.

Descrizione –
La trombetta dei morti ha un cappello a forma di tromba, cavo fino alla base del gambo, di colore bruno grigiastro tendente al nero. L’imenio è grigio cenere, liscio negli esemplari giovani e più rugoso con l’età. Ha un gambo imbutiforme, cavo e costituito essenzialmente dallo strato corticale che sostiene l’intero corpoforo. La carne è sottile ed elastica, inizialmente grigia, e poi subito nera, con odore gradevole, fruttato, che aumenta notevolmente in caso di essiccazione e con sapore caratteristico, dolce ed aromatico.

Coltivazione –
Il Craterellus cornucopioides non risulta una specie coltivata; per lo meno non si è trovata bibliografia di qualche coltivazione o, tentativo, in merito.

Usi e Tradizioni –
Questo fungo è comunque più apprezzato in Francia che in Italia, dove e spesso ignorato per via dell’aspetto poco appetibile. Si può confondere con il Cantharellus cinereus, anch’esso commestibile ma di colore grigio, con Craterellus fallax e Craterellus konradii.

Modalità di Preparazione –
Il Craterellus cornucopioides è un fungo comunemente descritto come ottimo ed usato cucinato nei primi di pasta fresca con burro, panna e prezzemolo o nei misti di funghi, ottimo nei risotti e con la selvaggina. È un fungo conservabile bene per essiccazione e per la preparazione della polvere di fungo che viene utilizzata come prelibato condimento. Ricorda il sapore del tartufo e, di fatto, viene impiegato come sostituto di quest’ultimo.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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