Come coltivare la manioca

Come coltivare la manioca

La manioca (Manihot esculenta Crantz), conosciuta anche come cassava o yuca è una pianta delle Euphorbiaceae di origine Sudamerica. Dalla radice della manioca si ricava la tapioca che è un amido derivato dal tubero della pianta. la tapioca viene utilizzata come le farine dei cereali. Questa si presenta sotto forma di piccole sfere bianche che una volta cotte diventano trasparenti, assumendo consistenza gelatinosa. Le varietà di manioca sono classificate in “dolci” o “amare”; la polpa della radice di manioca dolce può essere mangiata cruda, mentre quella della manioca amara è tossica, e deve essere elaborata. Le radici della manioca con rami verdi richiedono un trattamento per eliminare la linamarina, un glicoside cianogenico che si trova normalmente nella pianta, che può trasformarsi in cianuro. Se si assume per varie settimane prodotti della manioca non opportunamente trattati si va incontro ad una malattia paralizzante, il konzo (chiamato anche mantakassa).

 

Per coltivare la manioca, essendo di origine tropicale e subtropicale, sono necessarie temperature elevate con una buona dose di umidità. Comunque sia questa pianta può essere coltivata soprattutto nelle aree più a sud del nostro paese in corrispondenza delle zone litorali più calde e riparate dai venti. La condizione ottimale di coltivazione è quella di scegliere terreni sufficientemente sciolti, di natura vulcanica o silicica, da irrigare nel periodo caldo una volta a settimana, assicurandosi di mantenere il terreno umido ma soffice. La concimazione va effettuata in preimpianto, possibilmente con letame maturo lavorato poi finemente col terreno prima dell’impianto. Per l’impianto questo può essere fatto seminando i gambi a distanze di almeno 60-80 cm e ad una profondità di 10-15 cm. la manioca viene poi raccolta a mano, sollevando la parte inferiore del gambo e tirando per estrarre la radice dal terreno. Dopo l’estrazione della radice, i gambi vengono tagliati in pezzi e ripiantati nel terreno prima della stagione umida. La manioca è una delle coltivazioni che forniscono la massima quantità di calorie per metro quadro al giorno; questa quantità è forse inferiore solo a quella ottenuta attraverso la coltivazione della canna da zucchero. In Africa, i principali nemici delle coltivazioni di manioca sono tradizionalmente la cocciniglia Phenacoccus manihoti e l’acaro Mononychellus tanajoa, che fino agli anni settanta-ottanta erano responsabili dell’80% delle perdite di piante; importanti progressi nella lotta a questi infestanti sono stati raggiunti negli ultimi decenni dal Biological Control Centre for Africa. Altro parassita temibile è il virus del mosaico della manioca che è un virus simile a quello del tabacco, e trasmesso da alcune specie di insetti. Negli anni ottanta ha cominciato a diffondersi a partire dall’Uganda una mutazione del virus che è risultata essere ancora più dannosa; oggi questa mutazione affligge le coltivazioni di Paesi come: Uganda, Ruanda, Burundi, Repubblica Democratica del Congo e Repubblica del Congo. Interessante comunque può essere la coltivazione in consociazione con altre coltivazioni per diminuire gli effetti di questi parassiti. Un po’ come la shifting cultivation che è una tecnica praticata dalle popolazioni che vivono ai bordi della foresta pluviale sempreverde. La tecnica consiste nel fatto che poco prima dell’inizio della stagione piovosa vengono seminate diverse colture in consociazione. Molto spesso si tratta di specie amilacee da tubero (manioca, igname, taro, tannia), ma anche banano plantain, mais, arachide. Questa tecnica comporta una distribuzione più omogenea delle ore di lavoro ed una maggiore produttività e sanità delle colture coltivate.




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