Gossypium herbaceum

Gossypium herbaceum

Gossypium herbaceum L. è una delle specie di cotone coltivate e commercializzate per la fibra tessile ed appartiene alla famiglia delle Malvaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Malvales, Famiglia Malvaceae e quindi al Genere Gossypium ed alla Specie G. herbaceum.

Etimologia –
L’epiteto Gossypium deriva da gossypǐŏn, nome di origine egiziana usato da Plinio il vecchio per il cotone e la pianta che lo produce; probabilmente il termine è derivato dall’arabo qoz = soffice; il termine specifico proviene ovviamente da hérba= erba: erbaceo, non lignificante.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Questa varietà è originaria dell’India, mentre le altre provengono perlopiù dal Sudamerica o dall’Africa.

Descrizione –
Il Gossypium herbaceum è una pianta erbacea annua alta da 1 a 4 m. con radice a fittone, fusto ramoso e foglie partite o palmato-lobate glabre o pubescenti. I fiori hanno una con corolla a 5 petali e producono una capsula coriacea con 3 o 4 logge contenenti semi angolosi rivestiti da una folta peluria più o meno lunga (cotone). Il cotone fiorisce tra giugno e fine estate anche in funzione dell’habitat dove viene coltivato.

Coltivazione –
Per la coltivazione si rimanda alla scheda specifica.

Usi e Tradizioni –
Il nome generico “cotone” viene attribuito a parecchie specie della famiglia delle Malvacee appartenenti al genere Gossypium che più precisamente sono: G. hirsutum, G. herbaceum, G. peruvianum, G. arboreum, G. tomentosum, G. barbadense, G. sturtianum ed G. thurberi. Questa coltura viene maggiormente prodotto in Africa, in India, in Egitto, nel Centro-Sud America e negli USA. In Cina si coltiva da oltre 7000 anni, mentre in Italia è stato introdotto dagli arabi nel IX sec. ma lo si può trovare quasi esclusivamente in Sicilia. La peluria bianca e compatta, chiamata bambagia, che avvolge i semi, è costituita al 91% da cellulosa, ma contiene anche una piccola percentuale (0,4 %) di oli e cere che la rendono idrorepellente. Per essere trasformata in cotone idrofilo necessita un trattamento con sostanze basiche. Dai semi di cotone si estrae un olio con una resa, dopo vari processi, che varia dal 13 al 18 %.
L’olio di cotone è composto da una miscela di acidi grassi in cui prevalgono quelli essenziali come l’acido linoleico, con gli omega 6. Questi acidi grassi sono ritenuti essenziali in quanto il nostro organismo non è in grado di produrli, e svolgono ruoli importanti per la salute dell’uomo tra cui la prevenzione di malattie cardiovascolari.
Molto ricco di sostanze emollienti, l’olio di cotone si usa sulla pelle. Ne impedisce la secchezza e ne rallenta l’invecchiamento, la rende più morbida, svolgendo su di essa un’azione elasticizzante e nutriente. In particolare è indicato sulla pelle dei più piccoli, perché ne previene l’arrossamento e la difende dagli agenti esterni. L’olio di cotone è anche un ingrediente importante degli shampoo ristrutturanti per capelli. Le qualità più scadenti di questo olio vengono invece usate per la saponificazione, contiene infatti un coefficiente di saponificazione di 0,138, dato che indica la quantità di idrossido di sodio che serve per saponificare 1 grammo di sostanza grassa.

Modalità di Preparazione –
L’olio di cotone potrebbe andare bene in cucina per le fritture perché ha un punto di fumo piuttosto elevato, ma la raffinazione chimica ne mette in dubbio la salubrità. Quest’olio viene utilizzato come materia prima per alcuni prodotti cosmetici.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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