Linum usitatissimum

Linum usitatissimum

Il lino comune (Linum usitatissimum L., 1753) è una pianta appartenente alla famiglia delle Linaceae ed è una delle prime colture domesticate.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico il lino comune appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Euphorbiales, Famiglia Linaceae e quindi al Genere Linum ed alla Specie L. usitatissimum.

Etimologia –
Il termine Linum, da cui deriva la famiglia delle Linaceae, proviene dal greco λίνον línon, divenuto successivamente linum in latino e quindi lino. L’epiteto usitatissimum è il superlativo latino di usitatus usuale, comune, consueto: comunissimo.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Linum usitatissimum è presente in quasi tutte le zone del mondo, ma con alcune lacune importanti di natura continentale o zone climatiche. L’origine della pianta pare sia nell’area tra Europa e Caucaso.

Descrizione –
Linum usitatissimum è una specie erbacea annuale con fusto eretto e fragile alta tra i 30 e i 60; presenta foglie tenere e lanceolate e fiori grandi di colorazione azzurro-cielo con 5 sepali, 5 petali e 5 stami gialli. All’interno dei frutti (capsule) troviamo dei semi di piccole dimensioni, di colore tra il bruno scuro ed il giallo paglierino (incide la varietà). Possiede una radice a fittone corto.

Coltivazione –
Il lino comune è conosciuto e coltivato sin dall’antichità in Etiopia e in Egitto; inoltre in una grotta della Georgia, sono state trovate fibre di lino tinte, con datazione intorno al 30.000 a.C.. Nell’area mediterranea le prime testimonianze della coltivazione e dell’utilizzo di lino si fanno risalire a oltre 6.000 anni fa, mentre l’introduzione nel Nord-Europa è avvenuta in epoca preromana. È una specie che cresce con facilità in regioni a clima temperato ma è nei paesi freddi che si ottiene la migliore produzione di fibra; infatti Russia, Paesi Bassi, Francia e Romania sono tra i primi produttori mondiali di fibra. Il lino è una pianta annuale, con un ciclo vegetativo di circa quattro mesi. Per la coltivazione del Lino leggi la scheda seguente.

Usi e Tradizioni –
Il lino comune viene coltivato sia per i suoi semi sia per la sua fibra. È una pianta dalle cui parti si possono ricavare vari prodotti: tessuti, carta, medicinali, cordami vari. Dai semi del lino si ottiene sia la farina sia l’olio di lino, commestibile, che viene impiegato sia come integratore alimentare che come ingrediente in prodotti per il legno, che nell’industria delle vernici. Il lino comune trova impiego anche nell’industria cosmetica come ingrediente base di gel per capelli e sapone. Come il cotone anche il lino viene coltivato come pianta ornamentale nei giardini. Un tempo i semi di lino erano utilizzati nella medicina popolare come lassativo ed anche la medicina moderna sta rivalutando tale uso; un altro uso era quello di utilizzare i semi per realizzare impiastri contro la tosse secca. L’olio di lino viene impiegato anche in fitoterapia come antinfiammatorio ed emolliente. Per il suo contenuto in Omega-3, 6 e 9 si ritiene che possa lenire il diabete stabilizzando il livello di zuccheri nel sangue anche se il consumo eccessivo può ostacolare l’azione di alcuni medicinali somministrati oralmente per il suo contenuto in fibre. Il lino è pero maggiormente conosciuto perché si ottiene una fibra molto pregiata, morbida, flessibile e resistente. Purtroppo per i suoi costi di produzione maggiore, rispetto a quelli del cotone, è spesso sostituito da questo anche se qualitativamente il lino è più pregiato. La diffusione del lino è antica anche nel sud Italia, in Sicilia il paese di Linera (CT) trae origine e nome dalla coltivazione del lino.

Modalità di Preparazione –
Il lino viene coltivato anche per alcuni prodotti alimentari che si ricavano dai suoi semi come la farina (di colore scuro) e l’olio. I semi, che sono particolarmente ricchi di acidi grassi, a catena lunga, possono essere consumati anche in purezza, integri e secchi, oppure ammorbiditi in acqua e consumati appena germogliano.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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