Hibiscus cannabinus

Hibiscus cannabinus

Il Kenaf (Hibiscus cannabinus L.) è una pianta erbacea di elevate dimensioni della famiglia delle Malvaceae; altri nomi con cui è conosciuta questa pianta sono Bimli, Ambary, Canapa Ambari, Canapa Deccan, e Juta Bimlipatum.

Sistematica –
Il Kenaf , dal punto di vista sistematico, appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Dilleniidae, Ordine Malvales, Famiglia Malvacee, Sottofamiglia Malvoideae, Tribù Hibisceae e quindi al Genere Hibiscus ed alla Specie H. cannabinus.

Etimologia –
Il termine Hibiscus proviene dal greco ιβίσκος ibískos; mentre l’epiteto cannabinus proviene da Cannabis, per le foglie simili a quelle della canapa.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’ Hibiscus cannabinus secondo alcuni è originario dell’Asia meridionale, mentre secondo il Murdoc, fu domesticato nel 3500 a.C. nel Nuclear Mande, una regione agricola dell’Africa Occidentale ove l’agricoltura si sviluppò indipendentemente da quella egiziana. Per la sua origine si fa comunque più riferimento alle aree africane ove si trovano forme selvatiche: le valli superiori del Niger e del Bani; il territorio Angolano, che presenta le specie più primitive ed il territorio Tanzaniano.

Descrizione –
L’ Hibiscus cannabinus è una specie erbacea annuale o biennale che può raggiungere i 4 metri di altezza, con fusti di diametro di 1-2 cm, spessi ma non sempre ramificati. Le foglie sono di 10-15 cm di lunghezza e variabili nella forma, da profondamente lobate quelle basali a debolmente lobate o lanceolate, quelle superiori. I fiori hanno diametro di 8-15 cm, bianco, giallo o viola. Il frutto (capsula) ha un diametro di 2 cm con numerosi semi.

Coltivazione –
La coltivazione del kenaf parte dalla semina tra l’ultima settimana di aprile e la prima di maggio in un letto di semina abbastanza umido e a seconda delle condizioni climatiche del luogo (temperatura, sole, pioggia, vento, etc.), con una densità di 40-60 piante per mq ed in interfilari regolari di circa 45 cm. Il ciclo vegetativo completo della pianta di kenaf è di 150 giorni ma per il perfetto raggiungimento della maturazione commerciale si deve aspettare che la temperatura ambientale scenda sotto i 10 gradi per 2 settimane e che si verifichino almeno 2 fenomeni di gelata consecutivi, dopo di che la pianta è pronta per essere raccolta.

Usi e Tradizioni –
Le fibre nel kenaf vengono prelevate sia nella corteccia sia nel legno. La corteccia costituisce il 40% della pianta. “La fibra grezza” separata dalla corteccia è multi-cellulare, costituita da diverse singole cellule attaccate insieme. Le singole cellule sono lunghe circa 2-6 mm e sottili. La parete cellulare è spessa (6,3 μm). Il legno forma circa il 60% della pianta e ha cellule corte (0,5 mm) spesse (≈38 μm) e con pareti sottili (3 μm). La polpa di carta è prodotta da tutto il fusto e quindi contiene i due tipi di fibre. Con questa fibra si producono principalmente: corda, spago, tessuto ruvido (simile a quello di juta) e carta. Ma il Kenaf, in un’ottica di sostenibilità dei prodotti si utilizza oramai anche per: legno ingegnerizzato, isolamento, tessuti per abbigliamento, miscele per terriccio, lettiere per animali, materiali di imballaggio e materiali che assorbono olio e liquidi. È anche utile come fibra tagliata da mescolare con resine per i compositi plastici, come prevenzione della perdita di fluidi nei pozzi di perforazione petrolifera. Inoltre alcune multinazionali come Panasonic, Ford e BMW si stanno occupando della sua produzione o utilizzo.

Modalità di Preparazione –
Su utilizzi alternativi del Kenaf per altri scopi (alimentari o farmacologici) non si hanno ancora notizie e dati reali e concreti.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

 




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