Boehmeria nivea

Boehmeria nivea

Il ramiè (Boehmeria nivea) è una specie erbacea urticacea di provenienza asiatica.

Sistematica –
Il ramiè, dal punto di vista sistematico, appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Urticales, Famiglia Urticaceae e quindi al Genere Boehmeria ed alla Specie B. nivea.

Etimologia –
Il termine generico deriva dal botanico tedesco Georg Rudolf Boehmer (1723-1803), mentre l’epiteto specifico Ramiè proviene da “ramen” nome con cui gli indigeni delle isole della Sonda (Indonesia) chiamano questa specie.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Boehmeria nivea sembra essere di origine Indo-Malese; popolazioni indiane sono state raccolte dalla regione dell’Alto Assam, regione del Basso Assam e Meghalaya, che è considerato l’habitat naturale delle ramie indiane e una delle possibili aree del centro di origine. In India, la ramie è distribuita nelle regioni del Nord Est, in particolare negli stati di Assam, Meghalaya e Arunachal Pradesh, che ricadono sotto il centro di origine indo-malese della specie. Boehmeria nivea, nel suo habitat naturale, si riproduce sessualmente tramite seme attraverso l’impollinazione aperta e asessualmente attraverso i rizomi sotterranei.

Descrizione –
La Boehmeria nivea, nota anche col nome di Ramiè bianco, è una Urticacea perenne priva di peli urticanti che può raggiungere un’altezza compresa tra 1 e 2,5 metri, con foglie che hanno forma di cuore, lunghe dai 7 ai 15 cm e larghe 6 – 12 cm, bianche e pelose nella parte inferiore.

Coltivazione –
Il ramiè bianco è coltivato in Cina, mentre una seconda varietà, il ramiè verde, si pensa abbia avuto origine nella penisola malese. Quest’ultima ha foglie più piccole, verdi nella parte inferiore, e cresce in ambiente tropicale. Il ramiè, oltre che in Cina, è coltivato in Brasile, Laos, Filippine, India, Corea del Sud e Thailandia. Il Brasile ne cominciò la produzione verso la fine degli anni trenta, raggiungendo il culmine nel 1971. Da allora, la produzione ha subito un declino costante, come risultato della competizione con fibre tessili alternative, quali quelle sintetiche.

Usi e Tradizioni –
L’utilizzo del ramiè ha origini remote, come testimoniano gli abiti delle mummie egiziane, intorno al 5000-3300 a.C., ed è stato coltivato in Cina per molti secoli. Dalla sua corteccia si ricava una fibra tessile (ramia o ramiè) ma trova utilizzo anche come pianta ornamentale nell’Estremo Oriente. Le fibre sono contenute nella corteccia dei fusti, che tagliati periodicamente vengono isolate in seguito a decorticazione e liberate dalla gomma che le riveste con mezzi chimici. Il principale prodotto finale è la fibra tessile, che è considerata la più lunga e resistente nel regno vegetale. La fibra di ramie è fine, lucente, resistente e resistente alla degradazione microbica con elevata capacità di assorbimento dell’umidità. Il Ramiè è utilizzato per la fabbricazione di tessuti, di filo per calzolai, di cordami per la navigazione. È Inoltre usato per produrre carta di straordinaria tenacità e per questo motivo entra come importante componente nella fabbricazione della carta moneta di molti Stati. Foglie fresche di ramiè sono utilizzati come mangime per animali e concime naturale.

Modalità di Preparazione –
Oltre ai principali utilizzi tessili, le foglie e gli estratti di radice della Boehmeria nivea hanno proprietà antimicrobiche, anti-infiammatorie, antiossidanti ed epatoprotettive. Essendo un’alta produzione di biomassa, la Ramiè ha anche un alto potenziale di fitorimediazione.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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