Come coltivare il cotone

Come coltivare il cotone

Il cotone (Gossypium L., 1753) è una pianta arbustiva della famiglia delle Malvaceae, originaria del subcontinente indiano e delle regioni tropicali e subtropicali dell’Africa e delle Americhe. La sua importazione in Europa fu operata dagli arabi. Tra le diverse specie di cotone potete consultare qui il Gossypium herbaceum.
In questa scheda vedremo come coltivare il cotone, una coltivazione che ha visto alterne vicende e che invece, riconsiderata in un criterio di agro ecologia e arricchimento della biodiversità aziendale può essere molto interessante. Tra l’altro il cotone, oltre a essere una delle piante più coltivate per uso tessile, è anche una bellissima pianta ornamentale; infatti raggiungendo un’altezza di 150 cm, la rendono ideale per realizzare siepi o aiuole colorate. Il frutto del cotone, a fine estate, si apre mostrando i vistosi ciuffi di bambagia bianca molto decorativi.
Per la coltivazione del cotone bisogna scegliere posizioni ben soleggiata con un sesto di 50-60 cm tra una pianta e l’altra.

 

Il cotone, essendo una pianta annuale, va impiantata verso la seconda metà di aprile, soprattutto nel Nord Italia, quando sono scongiurate le gelate tardive. Si possono preparare dei semenzai a fine febbraio – inizio di marzo in cassoni vetrati per poi operare il trapianto nel periodo idoneo. Il cotone (nella coltivazione produttiva) va messo in rotazione a colture ortive per cui sono state utilizzate cospicue concimazioni organiche (letame maturo, compost, ecc.); in queste condizioni non necessita di alcuna concimazione. Se viene coltivato ovviamente per scopo ornamentale ovviamente va operata una buona concimazione con sostanza organica. Se si sceglie la semina di cotone in pieno campo, va operata una lavorazione non molto profonda (bastano 20 cm circa) ma ben raffinata, dopodiché si deve utilizzare un quantitativo maggiore di seme vista la germinabilità non molto elevata di questi.
Per quanto riguarda il terreno il cotone è molto adattabile, ma soffre in terreni con troppo ristagno idrico o troppo aridi. Resiste inoltre abbastanza bene alla salinità del terreno.
Il cotone è una pianta che si adatta a condizioni climatiche semiaride; cresce utilizzando l’umidità del suolo ed in condizioni meteorologiche normali. Se invece ad un inverno poco piovoso segue anche un mese di maggio molto siccitoso, sarà necessario effettuare delle irrigazioni di soccorso.
Quando il cotone viene coltivato a livello hobbistico o familiare viene utilizzato quasi esclusivamente a scopo ornamentale, in quanto per ricavare un reddito servirebbero grandi superfici e attrezzature, nonché conoscenze molto più approfondite. Si ricorda inoltre che anche dai semi di cotone si possono ricavare utili prodotti; da essi infatti si ricava un olio impiegato nella produzione dei saponi.
Le coltivazioni di cotone per scopi produttivi possono essere soggette all’attacco di insetti che distruggono il fiore, diminuendo quindi drasticamente la produzione di fibra. In questo senso bisogna avere competenze specifiche entomologiche per attuare piani di lotta biologica o integrata o attuare possibili consociazioni (in filari che rimangono meccanizzabili). In un orto familiare però, dato l’interesse esclusivamente hobbistico della coltura, non sono consigliati interventi antiparassitari e ci si può limitare all’eliminazione manuale di eventuali parassiti.




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