Come coltivare il Pioppino

Come coltivare il Pioppino

Il pioppino, o piopparello (Cyclocybe aegerita (V. Brig.) Vizzini), è uno dei più gustosi, profumati e apprezzati funghi commestibili. È una specie saprofita che si presta molto bene alla coltivazione artificiale, su ceppi di latifoglie (es. pioppo o sambuco) parzialmente interrati e umidi. Questo fungo che in natura cresce su tronchi marcescenti (ma anche vivi fino all’attacco definitivo del fungo) di molte latifoglie, specialmente di pioppo, olmo, sambuco oppure salice, a tempo mite ed umido, dalla primavera all’autunno inoltrato.
Per la sua duttilità alla coltivazione, in questa scheda vi spiegheremo come coltivare il Pioppino. Infatti si può creare anche una piccola coltivazioni di questi funghi in un piccolo giardino. Per fare questo basta uno spazio di un metro quadrato, ombreggiato e riparato dal vento. Tralasciando le produzioni per scopi commerciali che rispondono a criteri alquanto differenti, per una produzione “fatta in casa” il primo passo è quello di procurarsi un grosso tronco di Pioppo, Olmo o Salice. A questo punto è meglio che il pezzo di legno sia ricco di tagli e insenature poiché è proprio in questi spazi che si riprodurrà il Pioppino.

A questo punto bisogna sistemare in maniera stabile il pezzo di Pioppo (o di Olmo o di Salice ma anche di Sambuco) dove possa mantenere umidità ed essere riparato dai venti, ma comunque esposto alla luce (infatti anche se non ci sono prove scientifiche sembrerebbe che al buio il pioppino produca delle tossine; quindi meglio evitare). Se siete in un luogo frequentabili da animali, circondatelo con della rete. Per far crescere il pioppino bagnate la superficie abbondantemente, usando possibilmente acqua di fonte o acqua piovana. Una volta che la superficie è impregnata di acqua dovete dotarvi della materia madre, cioè i funghi Pioppini freschi che potete acquistare in commercio o da raccolta spontanea, ponendo i pioppini in vari pezzetti, nelle insenature del tronco. Per attendere la crescita dei primi Pioppini (se avete rispettato i suggerimenti) e le condizioni climatiche di umidità e calore sono stati adeguati, dovete attendere un paio di stagioni, dopodiché il processo va da se. L’unico accorgimento che dovrete rispettare una volta iniziata la produzione è quello di raccogliete i più grandi, lasciando modo ai piccoli di crescere senza depauperare le colonie. Altro suggerimento è quello di restituire al vostro piccolo ecosistema i resti dei funghi che mangerete: le spore rilasciate vi garantiranno la continuità e la rigenerazione del fungo. Un altro suggerimento essenziale è quello di non allagare il terreno circostante in quanto un eccesso di acqua può inibire completamente la formazione dei carpofori.
Inoltre una considerazione di natura opinionistica ma non dimostrata; secondo alcuni gli esemplari che si sviluppano su legno di Sambuco siano i più saporiti. Provare per credere.

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