Come coltivare il rafano in maniera biologica

Come coltivare il rafano in maniera biologica

Il rafano, conosciuto anche come barbaforte, cren, rafano di Spagna o rafano orientale (Armoracia rusticana L.) è una specie erbacea perenne delle Crucifere. In questa scheda vedremo come coltivare il rafano, che è una verdura molto conosciuta nel Nord Europa ed un po meno in Italia.
Di questa pianta si utilizza la radice, che ha un sapore molto deciso e piccante ed infatti si usa nella preparazione di salse per aromatizzarle. Comunque il rafano si può consumare anche fresco ed a piccole dosi (in quanto è molto piccante) per insaporire carni o salse. Si può anche conservare anche essiccato. Oltretutto la radice del rafano è ricco di vitamina B1 e C, per cui può essere indicato come rimedio naturale per problemi della respirazione; alcuni gli attribuiscono proprietà digestive. Anche per questi motivi il suo interesse può essere crescente; è infatti di facile coltivazione, migliora il terreno e aiuta l’orto sinergico nella difesa naturale dai parassiti; difatti le radici del rafano tengono lontano i nematodi e diminuiscono i batteri (azione bio fumigante), tanto che il rafano (o cren) viene molto utilizzato come coltura da sovescio.

Per la coltivazione del rafano si ricordi che è una pianta poco adatta a caldo e siccità per cui è più idonea a coltivazioni a latitudini maggiori o al sud ma a quote di montagna e comunque in zone ombreggiate e con ricorso all’irrigazione molto regolare. Il terreno ove coltivare il rafano deve essere sciolto, profondo e con ottimo drenaggio, onde consentire un regolare ed ottimale sviluppo della sua radice. Se il vostro terreno ha queste caratteristiche ma è alquanto arido va integrato con una buona dotazione di letame maturo o compost da miscelare ed interrare alla prima lavorazione di preparazione. Per la semina, basta seguire il metodo adottato per le patate; si interrano parti di radice a una decina di centimetri di profondità; operazione che va eseguita ordinariamente tra marzo ed aprile. È buona cosa, se si vuole perpetuare la sua coltivazione, lasciar sempre qualche radice nel terreno e interrare ogni anno parti di radice. Si può partire anche da seme queste oramai si possono trovare facilmente anche su internet. Per moltiplicare le piante di rafano si può adottare anche la divisione dei cespi, dividendo in pezzi il rizoma e ripiantandoli. Questa tecnica di moltiplicazione può essere eseguita a inizio primavera oppure in autunno.
Ottima cosa poi nella sua coltivazione è quella di far ricorso alla pacciamatura con paglie o foglie; cosa che consente di eliminare zappettature e sarchiature. La tecnica della pacciamatura oltremodo fa diminuire la quantità di acqua di irrigazione e permette il mantenimento costante dell’umidità del suolo di cui la radice di rafano si avvantaggia notevolmente.
Come detto in anticipo, per quanto riguarda le avversità, il rafano appartiene ad una di quelle piante utile per se e per le altre essendo repellente per molti parassiti ed è quindi utile nelle consociazioni ortive. Per la raccolta di questo ortaggio bisogna aspettare che la radice raggiunge una buona dimensione (questo si ha tra il secondo o il terzo anno di coltivazione); la raccolta è autunnale e si può protrarre per tutto l’inverno. Colori e dimensioni della radice però dipendono molto dalle varietà.

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