Come coltivare la pastinaca

Come coltivare la pastinaca

La pastinaca (Pastinaca sativa L.) è una specie erbacea biennale ma coltivata come annuale, della famiglia delle Apiaceae (Ombrellifere); possiede un fusto erbaceo, cavo e angoloso, radici carnose a fittone, foglie pennate che sono profondamente incise e dentate. La lunga radice, bianca e carnosa, dal sapore acidulo, viene consumata come ortaggio dopo la cottura. In questa scheda vediamo come coltivare la pastinaca.
La pastinaca di fatto è un ortaggio poco conosciuto (almeno in Italia) ma allo stesso tempo facile da coltivare e botanicamente parente stretto delle carote. È un ortaggio che si consuma cotto, ed è una verdura con pasta morbida, dolce, che si avvicina al sapore della patata e della carota. La pastinaca, pur se di origini antiche e coltivata soprattutto nel nord Europa può essere coltivata benissimo anche nel clima italiano ed è un ortaggio tipicamente invernale.

La semina della pastinaca avviene nel periodo tra febbraio e giugno in pieno campo. Ricordo che la germinabilità dei semi di questa pianta è piuttosto breve per cui devono provenire da piante dell’anno. Per agevolare la germinabilità si consiglia inoltre di far ammorbidire per una notte i semi in acqua (meglio ancora se in infuso di camomilla). La profondità consigliata di semina deve essere di 1-1,5 cm con una densità di circa 40 grammi di seme ogni 100 metri quadrati di orto. La semina deve essere fatta a file distanti circa 40 cm e con distanza sulla fila di 15 cm.
Come per le carote o le patate il letto di semina deve essere soffice, profondo, ottimamente drenato ed il terreno deve essere stato lavorato per bene in modo da poter fare ingrossare bene la radice. Si consiglia una lavorazione di rifinitura fino a 40 cm. Nella concimazione utilizzare solo letame ben maturo (o al limite compost) evitando nitrati (che fanno vegetare troppo a discapito della radice, predispongono la pianta ad attacchi parassitari e peggio ancora vengono assimilati dal nostro organismo con conseguenze poco piacevoli). La pastinaca è una pianta da climi freddi per cui non teme il gelo (che agisce anzi sul migliore gusto della radice) ma va coltivata con buona esposizione solare.
La pastinaca va soggetta, un po’ come la carota, ad alcuni parassiti come ferretti e nematodi, all’alternaria, a malattie fungine come la peronospora e la sclerotinia, e a batteriosi come Xantomonas ed Erwina Carotovora. Per questo motivo è bene operare attente rotazioni e consocazioni. Tra le consociazioni sono ottimali quelle con aglio, scalogno, porro e cipolla, che risultano repellenti per gli insetti. Un’ottima rotazione è anch’essa una tecnica necessaria per un orto biologico; per questo motivo non seminate la pastinaca dopo a cavoli, spinaci, biete, cipolle, porri, finocchi, carote e sedano.
Il periodo di raccolta ottimale della pastinaca è in autunno o inverno (quest’ultima è migliore dal punto di vista organolettico), con estrazione totale dell’intera pianta dal terreno. Per una scalarità della raccolta si può lasciare a lungo la pianta in terra dove si conserva perfettamente, proteggendola con una pacciamatura di paglia. A raccolta avvenuta però va conservata in luoghi ventilati ed a temperatura media.
L’utilizzo in cucina di quest’ortaggio può essere fatto anche crudo (come per le carote) ma il suo gusto ed utilizzo migliore è se viene cucinata come la patata, in tutte le sue varianti.




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