Come combattere la gommosi dell’albicocco in maniera biologica

Come combattere la gommosi dell’albicocco in maniera biologica

La gommosi di molte piante, come quella dell’albicocco, può essere una conseguenza del tutto normale al metabolismo della pianta o quanto meno a particolare stati morfologici o fisiologici.
Nella maggior parte dei casi le formazioni gommose sono causate da infezioni di monilia (Monilia laxa). Questo fungo microscopico sverna nei cancri gommosi presenti sui rami della pianta e i cui elementi infettivi contaminano i fiori, causandone l’avvizzimento e la morte. L’infezione si propaga poi ai rametti con conseguente formazione di cancri, emissioni di gomma e disseccamento della parte posta al di sopra del cancro gommoso. In seguito le infezioni interessano i frutti in via di maturazione o prossimi alla raccolta, sui quali determina la formazione di macchie marcescenti in rapido accrescimento, sulle quali si sviluppano piccoli cuscinetti di muffa color nocciola.

 

In questa scheda comunque vedremo come combattere la gommosi dell’albicocco in maniera biologica. Come accennato però la gommosi non è necessariamente espressione di una malattia specifica. Può trattarsi pure di un essudato mucoso che si origina da ferite provocate da una azione di microrganismi saprofiti che tendono ad aggravare la situazione impedendo il rimarginarsi dalla lesione. Si hanno gommosi nel caso di ferite causate da traumi o condizioni climatiche, virus, parassiti animali, parassiti vegetali (Phytophthora, Sclerotinia, Coryneum).
Quando ciò succede comunque si ha una fuoriuscita di un flusso gommoso che appare sugli organi legnosi sotto forma di colata densa di un colore che va dal bianco al giallo che, successivamente con l’ossidazione a contatto con l’aria,  assume varie tinte di colore a seconda del microrganismo che vi si sviluppa. I danni si manifestano con distruzione delle cellule, dove si ha il processo degenerativo, o alla perdita di sostanze energetiche che col tempo, portano alla debilitazione dell’organo. Quando il flusso raggiunge proporzioni abbondanti si può arrivare anche alla morte della pianta o a necrosi di parte di essa.
I rimedi contro le gommosi sono intanto di natura preventivamente diagnostica e, successivamente, appurata la causa di natura preventiva (se possibile) o curativa. Iniziamo a dire subito che la forma preventiva è sempre la migliore. Questa inizia con usare sempre e comunque organi di taglio ben affilati e preventivamente trattati con prodotti fungicidi (poltiglia bordolese, lecitine, ecc.). nella fase preventiva sono poi importantissimi gli equilibri vegetazionali da far tenere alla pianta. l’eccesso di fertilizzanti di sintesi (quali soprattutto l’azoto nitrico) e tecniche irrigue a volte eccessive predispongono le piante ad una suscettibilità maggiore agli attacchi; un’altra questione che spesso si trascura spesso è la scelta pedoclimatica dove si impiantano gli albicocchi: terreni pesanti e zone con frequenti nebbie predisporranno le vostre piante a gommosi quasi certe. Se tutte queste condizioni negative sono state evitate e volete comuqnue dare maggiore forza e resistenza alla pianta possiamo agire cercando di prevenire e/o curare le pianta con dei preparati che andranno a colpire la causa scatenante.
Ottimo è il ricorso a dei preparati a base di bicarbonato di sodio (o meglio di potassio), con aggiunta di macerati di equiseto e di ortica. Questa operazione può essere fatta in via del tutto preventiva oppure nel caso che si sia procurata una ferita: in questo caso la ferita (se volete essere maggiormente sicuri) va pulita molto accuratamente e disinfettata con prodotti rameici (poltiglia bordolese).




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