Come coltivare il Ricino

Come coltivare il Ricino

Il ricino (Ricinus communis L.) è una pianta del genere Ricinus appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae. In questa scheda vediamo come coltivare il Ricino e le informazioni tecniche utili. Questa pianta originaria dell’Africa orientale può raggiungere nei luoghi originari anche più di 10 metri; nelle aree delle latitudini italiane assume la conformazione di un arbusto che non supera i due metri di altezza. Il Ricino possiede radice fittonante e robusta, un fusto eretto, cavo e molto ramificato; con steli che portano grandi foglie palmate sorrette da lunghi piccioli cavi di colore rossastro. Sia fusto che rami terminano con una infiorescenza a pannocchia che porta fiori femminili e maschili. I fiori femminili picciolati e con pistilli centrali di colore rosso si trovano nella parte alta mentre i maschili riuniti in grappoli e portanti stami di colore giallo si trovano nella parte bassa. Il Ricino ha dei frutti che sono capsule globose ricoperte di spine non rigide, che al loro interno contengono tre grossi semi ovali simili a fagioli, marmorizzati e lucidi.

Anche se i semi sono tossici (per la presenza della ricina) vengono lavorati per ottenere l’olio di Ricino che viene impiegato in cosmesi, in campo medico ed anche come lubrificante nelle motorizzazioni.
La pianta di Ricino per un’ottima crescita deve essere impiantata in luoghi soleggiati ed al riparo dai venti; è una specie che teme sia il freddo che le gelate notturne. Non ha particolari esigenze di terreno purché sia ben dotato di sostanza organica e soprattutto permeabile e ben drenato.
L’irrigazione del Ricino si richiede soprattutto in caso di periodi di siccità prolungata. All’impianto del Ricino bisogna dotare il terreno con buoni quantitativi di sostanza organica (ottimo il letame ben maturo) da reintegrare durante il ciclo vegetativo soprattutto con la lavorazione preliminare all’inizio della primavera.
La propagazione del Ricino si può effettuare per seme nel periodo primaverile con messa a dimora dei semi in un substrato di sabbia e torba in parti uguali a temperatura costante di circa 18 °C. Si consiglia, prima dell’interramento dei semi di metterli in acqua tiepida per almeno 24 ore. I semi germinano in circa una trentina di giorni. L’impianto in pieno campo va fatto in file distanti circa un metro quando le piantine avranno sviluppato la quinta foglia.
Il Ricino non è una pianta che per produrre ha bisogno di particolari tecniche di potatura, però è buona cosa asportare rametti e foglie secche per arieggiare meglio l’interno della pianta.
Siccome la maturazione dei frutti  e dei semi del Ricino è scalare, la raccolta viene effettua da agosto fino al mese di ottobre inoltrato.
Per quanto riguarda le avversità, anche se il Ricino è una pianta rustica, teme la Alternaria ricini, la Xanthomonas ricinicola, la Botrytis e la Fusarium, parassiti fungini che causano  gravi danni sia alle radici che al fusto. Ma il nemico più pericoloso del Ricino è il Dichocrocis punctiferalis (bombice del Ricino), una farfalla che danneggia gravemente i frutti durante la fase di maturazione.
Per diminuire queste avversità si sconsiglia l’uso dell’utilizzo di nitrati, che tendono a far vegetare eccessivamente la pianta e a renderla più suscettibile (ed appetibile) soprattutto al bombice. Un trattamento con olio di Neem può aumentare molto la resistenza sia contro il Bombice che la resistenza agli attacchi fungini.




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