Come coltivare il fiore di loto

Come coltivare il fiore di loto

Il fior di loto (Nelumbo Adans., 1763), è un genere di piante acquatiche, unico genere della famiglia delle Nelumbonaceae, comparse intorno a 80 milioni di anni fa, con due sole specie, originarie di America, Asia e Australia. In questa scheda vedremo le tecniche e come coltivare il fior di loto. Per poter coltivare il fiore di loto è necessaria una vasca rotonda di almeno 170-200 litri (o un vaso molto capiente) che permetta lo sviluppo del tubero. A questo punto il fondo della vasca o del recipiente vanno riempiti con torba scura oppure con terriccio argilloso tipico per i laghetti artificiali; dopo questa operazione riempite la vasca fino all’orlo con acqua tiepida (intorno ai 30 °C). A questo punto ponete il tubero sulla superficie dell’acqua dove dovrebbe galleggiare avendo cura di cambiare spesso l’acqua (5-7 giorni); nel frattempo dovrebbero formarsi delle alghe. Una volta che il tubero avrà sviluppato alcune parti verde abbiate cura di ancorare lo stesso al fondo, senza interrarlo, possibilmente anche con l’ausilio di un sasso.

 

Il fior di loto per poter svilupparsi e produrre i fiori ha bisogno di luoghi luminosi e soleggiati per molte ore al giorno. Soprattutto le varietà più rustiche come Nelumbo nucifera e Nelumbo lutea sopportano il freddo anche quando lo strato superficiale diventa ghiaccio durante l’inverno. Se la pianta viene allevata in vaso ha bisogno di terreno umido, abbastanza pesante e ghiaioso o anche fangoso mescolato ad argilla. Si consiglia un subtrato composto da 30 centimetri di terreno e 30 centimetri di acqua ad una temperatura di circa 25° C. È una pianta che richiede di essere innaffiata, nelle ore più calde, almeno ogni 3-4 giorni. Per quanto riguarda la concimazione questa va fatta nel periodo del riposo vegetativo invernale somministrando nella vasca o sul terreno un concime granulare a lenta cessione specifico per piante verdi e da fiore; ancora meglio se trovate delle pasticche a base di alghe marine che favoriscono la produzione dei fiori.
La riproduzione di questa pianta può avvenire anche per seme o mediante divisione dei rizomi.Se partiamo da seme ricordiamoci che dobbiamo scarificare (con un coltello tagliente) la capsula esterna rigida, dopodiché vanno posti per circa due giorni in un contenitore contenente acqua tiepida e solo successivamente potranno essere piantati in vaso, in terra o nell’acqua ricoperti con uno strato sottile di terra. È bene che il locale do ve si effettua questa operazione abbia temperature intorno ai 28 °C. Dopo circa due settimane, a germogliazione avvenuta, si mette sul fondo del recipiente uno strato di terreno compatto e argilloso in cui si interra il seme con il germoglio rivolto verso l’alto fino alla base del colletto; a questo punto si ricopre il terreno completamente con l’acqua. Mediamente la fioritura avviene dopo 60-90 giorni. Se invece volete riprodurre a partire dai rizomi, questi vanno divisi quando saranno ben sviluppati (normalmente dopo il terzo anno di vita) utilizzando un attrezzo ben affilato e disinfettato. Come per il seme, i rizomi vanno interrati per cinque centimetri in posizione orizzontale e poi ricoperti di terra e ricolmati di acqua gradatamente, per circa una settimana, e durante le ore più calde (per evitare stress termici). Dalla propagazione con i rizomi si otterrano piante simili alle madri. Per il periodo d’impianto l’epoca da preferire è la primavera dopo che siete sicuri che non ci saranno più gelate notturne.
Il fior di loto non ha bisogno di particolari potature se non l’allontanamento delle foglie vecchie e le parti danneggiate nonché è una pianta molto resistente ad insetti e funghi.




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