Agaricus albertii

Agaricus albertii

L’Agaricus albertii (Bon.) è un fungo pregiato, commestibile e come tutti i prataioli di buon sapore. Sono sinonimi: Agaricus macrosporus (Moell. & J. Schaeff.) Pilàt.; Agaricus urinascens (Moell. & J. Schaeff.) Singer., conosciuto anche col nome di prataiolo di montagna.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico l’Agaricus albertii appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Classe Basidiomycetes, Ordine Agaricales, Famiglia Agaricaceae e quindi al Genere Agaricus ed alla Specie Agaricus albertii.

Etimologia –
Il termine “agaricus” proviene dal Latino e significa campestre.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il prataiolo di montagna si trova spesso nei campi, nei prati, talvolta in numerosi esemplari a formare i cosiddetti “cerchi delle streghe”. Il periodo più facile per trovarlo è quello della tarda estate ed autunno non inoltrato.

Descrizione –
L’Agaricus albertii possiede un cappello largo fino a 25 ed oltre cm, prima campanulato, poi emisferico ed infine convesso spianato e a volte depresso al centro; questo è piuttosto carnoso e di color bianco, fibrilloso (vira subito al giallo quando viene toccato), si screpola con il tempo secco. Le lamelle sono piuttosto fitte e libere, da giovane bianche e dopo bianco-rosa e grigiastre, infine di colore bruno-cioccolata per via delle spore. Le spore sono di color cacao in massa, ovali, di grosse dimensioni (10-12 X 6-7 µm). Il gambo di questo fungo ha dimensioni di 5-10 x 2-4 cm; è corto e tozzo, pieno poi quasi cavo e di un colore bianco-giallastro. L’anello è spesso, membranoso, dentellato e fioccoso. La carne è bianca che si scurisce dopo il taglio con odore di anice o mandorlato, con sapore grato e dolce.

Coltivazione –
È un fungo saprofita. Cresce nella tarda estate, nei prati o ai margini del bosco, a volte in cerchi ma, anche se è un prataiolo non rientra tra quelli coltivati, per lo meno su scala commerciale.

Usi e Tradizioni –
Come tutti i prataiolo è conosciuto e consumato da tempi remoti, entrando a far parte delle tradizioni culinarie e dei piatti tipici locali. È un ottimo fungo commestibile ed il riconoscimento risulta abbastanza facile per le dimensioni notevoli degli esemplari e per il particolare habitat di crescita. L’unica specie con la quale l’osservatore superficiale può confonderlo è Agaricus litoralis (Wakef. & A. Pearson) Pilát, che spesso condivide gli stessi habitat di crescita e lo stesso portamento. Tuttavia, quest’ultimo si differenzia bene già a livello macroscopico, per il gambo e la faccia inferiore dell’anello assolutamente lisci ed il lento arrossamento della carne alla sezione (oltre che per le spore di lunghezza ben inferiore ai 10 µm).

Modalità di Preparazione –
È un fungo con una resa elevata ed è preparato e conservato in maniera molto simile ad altri prataioli.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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