Bio Fertilizzante fai da te

Bio Fertilizzante fai da te

Sempre più in futuro si dovrà andare verso aziende agricole virtuose dal punto di vista energetico ed ecologico. Ciò equivale a dire che si dovranno produrre, quanto più, fertilizzanti ed altri fattori che entrano nel ciclo produttivo. Ecco come produrre un ottimo bio fertilizzante a partire da “ingredienti” che potete trovare in azienda e nelle vicinanze. Questo bio fertilizzante può essere usato sia come concimazione fogliare su piante da frutta e su ortaggi, oppure in fertiirrigazione. I composti di partenza sono: il siero di latte che dà un apporto enzimi, cariche microbiche, acido lattico, ormoni, aminoacidi e proteine; polvere di roccia Biolite che arricchisce di minerali; melassa ricca di zuccheri ed energia; lievito di birra che trasforma gli zuccheri (saccaromyces). Chiaramente i benefici sono ecologici ed economici.

 

Infatti questo bio fertilizzante contribuisce ad una buona mineralizzazione di alcuni elementi, aumenta la risposta immunitaria delle piante, aiuta la creazione di acidi urici e agglomerati nel suolo (antierosivo), stimola la successione ecologica, riduce del 30-40% l’utilizzo di altri fertilizzanti, aumenta del 30-35% la produzione ed arricchisce quindi il terreno. Di seguito vi diamo i quantitativi per la preparazione di 200 litri di bio fertilizzante. Bisogna intanto utilizzare dei bidoni di plastica da 100 litri cadauno, con coperchio a chiusura ermetica su cui predisporre uno sfiato con un rubinetto in metallo, successivamente siliconato (il bio fertilizzante fermenta per almeno 2-3 settimane). Al rubinetto viene collegato un tubo in gomma per irrigazione da circa 50 cm che andrà poi inserito in una bottiglia di plastica colma di acqua; questa verrà appesa al bordo del coperchio a operazioni concluse. Per la preparazione della miscela (che dovrà fermentare) si consiglia l’uso di un frullino da trapano ed effettuare l’operazione a temperature non inferiori ai 15° e preferibilmente più alte. Anche per la conservazione si evidenzia la necessità di mantenerlo in locali temperati e senza sbalzi termici. Se conservato in condizioni principalmente anaerobiche, rimane utilizzabile anche per 18-24 mesi.
Per 200 litri di preparato procurarsi quindi: letame bovino fresco, 50 kg (più povero possibile di paglia); siero di latte, almeno 4 kg per miscelarlo con il lievito e la melassa (se possibile procurarne in quantità, anche 150-180 litri, così da non utilizzare acqua per il preparato); melassa, 2 litri; polvere di roccia Biolite, 4 kg; lievito di birra, 200 gr.
A questo punto bisogna miscelare in un secchio i 4 litri di siero di latte con la melassa e il lievito (per facilitare l’operazione di scioglimento della melassa si consiglia di aggiungere un paio di litri di acqua calda). Nei due bidoni da 100 litri miscelare con il frullino da trapano i 180 litri di siero di latte con il letame e la polvere di roccia. Versare in quantità uguali il contenuto del secchio nei due bidoni grandi, miscelare il tutto in modo uniforme. A questo punto coprire con i coperchi e fissare le bottiglie che fungono da sfiatatoi. Si lasca iniziare la fermentazione, che inizia già pochi istanti dopo aver miscelato gli ingredienti, e dura per almeno 15-20 giorni. In condizioni di fermentazione a 20-25 °C il prodotto è utilizzabile già un mese dopo la preparazione: si consiglia comunque di lasciarlo “lavorare” per periodi più lunghi e di utilizzarlo dopo tre mesi.
Le caratteristiche ottimali del bio fertilizzante sono: colore marroncino; odore fruttato-acidognolo; presenza di lieviti in superficie con patine color bianco o beige. Assicuratevi di togliere eventuali muffe nere o materiale denso emerso in superficie.
Per gli utilizzi si consiglia: dopo 1 mese dalla preparazione, come fogliare sulle piante da frutta; dopo 2 mesi dalla preparazione, come fogliare sui cereali e dopo 3 mesi dalla preparazione per gli ortaggi, sia come fogliare che in fertiirrigazione. Si consiglia di non utilizzarlo durante le fioriture. Ovviamente le operazioni di utilizzo del bio fertilizzante vanno fatte o al mattino o, meglio ancora nel tardo pomeriggio.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *