Come coltivare l’equiseto

Come coltivare l’equiseto

Per sapere come coltivare l’equiseto (Equisetum L., 1753) bisogna sapere che è un genere di piante vascolari Pteridofite appartenenti alla famiglia Equisetaceae, conosciute comunemente con il nome di code di cavallo e che sono tra gli organismi più antichi della terra. Si tratta di piante acquatiche rustiche adatta per le bordure di laghetti, stagni e coltivabili in maniera anche semplici in vaso come pianta d’appartamento. È importante sapere che l’equiseto è dotato di una robusta radice rizomatosa lunga oltre 20 cm di un colore marmoreo con un ciuffo di radici avventizie o secondarie di colore scuro. Questi rizomi, fertili, provvisti di gemme, danno origine a steli sotterranei stoloniferi e a steli aerei. Gli steli dell’equiseto sono cilindrici, rigidi, eretti o flessibili (dipende dalla specie) e di un bel verde scuro, sono cavi e scanalati longitudinalmente come nel bambù e presentano a distanza di 3 -10 cm degli anelli o nodi di colore crema o nerastri.

 

L’altezza dei rametti epigei varia dai 20 ai 60 cm. L’equiseto possiede foglie sottili e lanceolate che terminano spesso con apici appuntiti e di colore bruno. L’equiseto non ha fiori ma spighe contenenti sporangi e spore.
Per la scelta della posizione considerate che anche se si tratta di piante che crescono in luoghi ombreggiati non disdegnano aree luminose e soleggiate. Tollerano abbastanza bene le basse temperature ma non sopportano i venti gelidi. Nell’allevamento come pianta d’appartamento va posto in luoghi luminosi con vasi pieni d’acqua. Per sapere come coltivare l’equiseto bisogna partire dal tipo di terreno; questo è meglio che sia argilloso soffice, molto umido con pH tendente all’acido oppure neutro. Gli equiseti riescono a colonizzare anche terreni incolti fino a diventare infestanti. Le piante di equiseto sono molto esigenti di acqua e pertanto vanno annaffiate regolarmente ed abbondantemente. In appartamento è bene tenere dei sottovasi sempre pieni di acqua. In aperto campo non necessita di particolari concimazione mentre in appartamento possiamo fertilizzare con concimi specifici per piante acquatiche o, meglio, se volete fare da voi, utilizzando fondi di caffè preventivamente disciolti in acqua.
La riproduzione dell’equiseto si propaga naturalmente mediante spore o, nel periodo primaverile,   attraverso la divisione del rizoma. Le spore invece, una volta disseminate, germinano dando vita a nuove piante formando nuove radici rizomatose e nuovi fusti. Altro sistema, per avere nuove piante uguali a quella madre, è quello di scoprire l’apparato radicale e con cesoie affilate e disinfettate, dividerlo in più parti. Ognuna di queste porzioni, avente radici ben sviluppate e almeno uno stelo, vengono poi poste a radicare a circa 10 cm di profondità.
Il periodo migliore per la messa a dimora delle piante è comunque quello autunnale o primaverile. La pianta di equiseto non ha bisogno di potature ma nel periodo primaverile i cespi vanno comunque ripuliti recidendo alla base quelli vecchi e quelli danneggiati dal freddo (soprattutto per motivi estetici nelle piante di appartamento). Dal punto di vista sanitario è una pianta molto resistente agli attacchi di afidi e cocciniglie e malattie fungine come oidio.
Gli equiseti (soprattutto L’Equisetum arvensis) , vengono impiegati per l’elevato contenuto di Silicio per rivitalizzare le piante debilitate. Dall’equiseto si ottiene un ottimo insetticida e fungicida non inquinante e non tossico per gli insetti utili.




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