Quando raccogliere i funghi: mese per mese

Quando raccogliere i funghi: mese per mese

La raccolta dei funghi nei boschi o nei prati è una delle attività più interessanti ed in certi casi remunerative a condizione che si rispettino alcune regole ecologiche e si conoscano i periodi in cui trovarli; in questa piccola guida vediamo quando raccogliere i funghi. Iniziamo con i funghi dei primi mesi dell’anno, cioè quelli che possiamo trovare tra gennaio e marzo. Questi mesi, per via di alcune condizioni climatiche favorevoli, sono tra i più favorevoli per la raccolta di alcuni funghi. Nelle aree più costiere possiamo trovare: cantarelli (Cantharellus), leccini (della famiglia dei boleti), morette (Tricholoma terreum (Schaeff.: Fr.) Kummer), tricolomi (Tricholoma), steccherini (Hydnum)e lardaioli (Hygrophorus), mentre nelle pinete possiamo trovare facilmente i pinaroli (Suillus granulatus (L.: Fr.) Roussel).

 

Altri funghi che possiamo trovare in questo periodo sono i pleuroti (Pleurotus)che crescono soprattutto vicino agli alberi da frutto, nei pioppeti, presso i salici o i cardi. Sui tronchi di latifoglie, sambuco e pioppi in via di disfacimento troviamo l’orecchio di Giuda (Auricularia auricula-judae) un fungo per molti pregiato per altri meno. Verso fine febbraio è il momento dei marzuoli (Hygrophorus marzuolus) che possiamo rinvenire vicino ad abeti, faggi e pini celati a terra tra le foglie e soprattutto dopo abbondanti piogge. In climi più caldi possiamo rinvenire in questo periodo i prugnoli (Calocybe gambosa) e le verpe, tra cui (Verpa digitaliformis Pers., 1822); sugli alberi deboli o malati di olmo, pioppo, salice e sambuco troviamo la flammulina velutipes (Flammulina velutipes (o Collybia velutipes)), infine a marzo possiamo trovare le mitrofore (tra cui Mitrophora DC.: Fries).
Considerato che alcuni di questi funghi si trovano poi ancora nel mese di aprile, in questo mese iniziano i nuovi “arrivi” ed in particolar modo la spugnosa gialla. Bisogna però aspettare maggio per l’arrivo dei funghi principi: i porcini (Boletus), soprattutto vicino ai castagni nelle aree di collina, e l’amanita vaginata (detta alba). Nei prati e nei pascoli a maggiori altitudini e dopo abbondanti piogge possiamo trovare le gambe secche (Marasmius oreades (Bolton) Fr.). Non dimentichiamo in questo periodo anche la Vescia gigante (Calvatia maxima) e Calvatia utriformis (Lycoperdon utriforme Bull., 1791). A giungo troviamo il porcino estivo (Boletus aestivalis) ed il porcino rosso(Boletus pinophilus (Pilát & Dermek)) ; il primo soprattutto nelle radure vicino ai boschi ed il secondo nei castagneti e vicino ai mirtilli neri. Ancora a giungo troviamo ancora i cantarelli (Cantharellus), la tignosa vinata (Amanita rubescens Pers., 1797) ed ancora l’amanita vaginata. A quote più alte ed a fine mese possiamo trovare gli imbutini (Clitocybe gibba (Pers.: Fr.) Kummer). Tra luglio, agosto (molto più rari) e settembre (mese di funghi per eccellenza) ricordiamo che è possibile trovare ma in zone più piovose ancora pinaroli e porcini estivi, le colombine (Russule), la mazza di tamburo (Macrolepiota procera (Scop.) Singer, 1948) e l’ovolo buono (Amanita caesarea (Scop.) Pers.) nei boschi di querce e roverelle dopo piogge non troppo intense.
Infine ad ottobre, novembre e dicembre soprattutto negli Appennini troviamo porcini, gli ultimi porcini estivi, russole ed i sanguinelli (Lactarius deliciosus (L.: Fr.) S.F. Gray). Ricordiamo ancora i cimballi (Clitocybe geotropa (Bull.: Fr.) Quél.), e dopo ottobre i chiodini (Armillaria mellea). Questa è ovviamente una carrellata di massima le specie possono variare per altitudine, esposizioni, piovosità ma soprattutto, se non siete esperti non raccogliete mai funghi di dubbio riconoscimento e anche per quelli di cui vi sentite certi la parola di un esperto è altamente consigliata. Ricordatevi che alcuni funghi sono commestibili tra l’altro solo dopo cottura.

Guido Bissanti




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