Come coltivare i fagioli in maniera biologica

Come coltivare i fagioli in maniera biologica

Per capire come coltivare i fagioli in maniera biologica bisogna intanto sapere che questi si distinguono in due raggruppamenti: quelli di cui si mangia il seme (fagioli veri e propri) e quelli in cui si mangia tutto (chiamati fagiolini). Le tecniche di coltivazione sono molto simili ma in questo contributo parleremo della coltivazione dei fagioli veri e propri.
A sua volta i fagioli si distinguono in due tipi: a crescita determinata (nani) ed indeterminata (rampicanti). La coltivazione dei fagioli diventa importante oltre che per l’apporto di proteine per la funzione nitrificante del terreno. Va detto che sono piante che preferiscono climi caldi e temperati e con buona esposizione al sole. Preferisce terreni di medio impasto, sub acidi ma si adatta molto bene anche a diverse condizioni pedologiche.

L’epoca di semina consigliata dei fagioli è entro i primi di maggio (fino a tutto il periodo estivo), con posizionamento del seme molto superficiale (a profondità di 1,5 volte la dimensione del seme). Si può optare per la preparazione di un semenzaio in modo da anticipare al momento della semina leggermente il tempo di raccolta. Nel calendario lunare il momento migliore per la semina è due o tre giorni dopo il primo quarto lunare e comunque sempre in luna crescente. Ovviamente per le specie rampicanti bisogna predisporre dei sostegni. Negli orti ottima è la consociazione del fagiolo con: basilico, cavoli, cetrioli, lattughe, melanzane, patate, pomodori, rape, ravanelli, sedani e zucchine. Le due colture consociate si avvantaggiano reciprocamente.
Per la concimazione dei fagioli va bene quella organica con letame maturo o compost ed in terreni non alcalini con l’aggiunta di cenere di legna o parti vegetali. Da evitare assolutamente l’apporto di azoto nitrico.
Per avere una buona produzione bisogna non fare mai mancare l’acqua soprattutto dopo la fioritura ed effettuare delle continue sarchiature per eliminare la concorrenza delle infestanti. La tecnica della pacciamatura con paglia o altri residui vegetali risolve in una volta sola la necessità delle sarchiature e contribuisce a diminuire notevolmente gli apporti irrigui. Le varietà rampicanti richiedono comunque più acqua; mentre soprattutto per quelle nane va operata la rincalzatura (da operare con terreno asciutto) che lo aiuta a stare più sostenuto.
Per la raccolta questa va effettuata quando il baccello è completamente colorato con tendenza già all’appassimento. Mediamente il ciclo colturale dei fagioli può oscillare (in funzione del momento stagionale e della varietà) tra 80 e 120 giorni.
Tra le avversità in piano campo si ricordano soprattutto gli afidi ed i marciumi radicali. Per gli afidi ottimi sono i trattamenti con sapone di Marsiglia, mentre per i marciumi si rivela ottimale la tecnica della pacciamatura.
Visto che i fagioli si possono conservare e consumare anche secchi ai parassiti di pieno campo bisogna aggiungere il tonchio; un piccolo coleottero le cui larve svernano nei semi erodendoli e svuotandoli. Tra le tecniche di prevenzione di questo parassita si possono passare i semi qualche minuto al microonde uccidendo eventuali insetti presenti.

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