Come coltivare l’indivia in maniera biologica

Come coltivare l’indivia in maniera biologica

L’indivia (Cichorium endivia) chiamata anche scarola, è una pianta commestibile di facile coltivazione sia negli orti familiari che a livello aziendale. Con questo termine si indicano comunque sia l’indivia scarola che l’indivia riccia. Per la loro coltivazione si ricordi che sono a ciclo annuale, abbastanza resistenti al freddo ma non al gelo quando sono nelle fase iniziale dello sviluppo.
Il terreno su cui piantare le indivie preferibilmente deve essere di medio impasto, con buon drenaggio, con pH intorno a 6-7,5 ben dotato di sostanza organica (se si vogliono vegetazioni rigogliose).

 

L’indivia deve trovare terreno soffice e quindi o lavorato in tempo nel periodo primaverile, quando viene pure apportata la sostanza organica (letame maturo o compost) e con una seconda lavorazione come la fresatura o la zappettatura (dipende dall’estensione), tranne che non trovi terreno già preparato, come coltura intercalare dopo pomodori, piselli, fagioli, fagiolini, ecc.. Si consiglia poi una ulteriore lavorazione leggera prima della semina per eliminare eventuali infestanti, in questo caso si consiglia la semina nel periodo estivo dal mese di luglio fino alla fine di agosto ed anche oltre in climi con inverni più miti, oppure se non segue alcuna coltura anche dal mese di marzo in poi (tenendo conto che dalla semina alla raccolta passano 3-4 mesi).
La semina può effettuarsi preliminarmente in un semenzaio con trapianto a file distanziate di 30-50 cm e 30 cm tra le piante. Interessante è la possibilità di consociare l’indivia con cicoria e porri, mentre è meglio tenerla lontana dai cavoli e finocchi. In questo caso si fanno delle file binate con stessa distanza tra le file e 30 cm alternate tra le due specie consociate. Subito dopo il trapianto si effettua una prima irrigazione che poi non dovrà mancare mai senza esagerare ma senza tenere la pianta troppo in condizioni di aridità. Interessante è poi la tecnica della pacciamatura con paglia o fogliame che evita la crescita delle infestanti e diminuisce l’evaporazione del terreno, altrimenti periodicamente dovrete sarchiare il terreno. Per gli amanti delle fasi lunari ricordiamo che il trapianto va effettuato nella prima settimana di luna crescente.
Con le indivie si può operare la tecnica dell’imbianchimento; in questo caso prima della raccolta per rendere le foglie dell’indivia più tenere, croccanti  e meno amare; per far cio scegliamo una giornata di sole o di vento, perché le foglie siano ben asciutte e leghiamole con uno spago non troppo strette; a questo punto copriamo il cespo con un vaso di terracotta capovolto tappando il foro di drenaggio con del cartone o con un pezzo di mattone; dopo circa una settimana i cuori delle indivie saranno bianchi e pronti per la tavola. Si ricorda inoltre che una volta raccolta è consigliabile consumare subito l’indivia, perché le foglie tendono subito ad indurirsi.
Per quanto riguarda i parassiti, le lumache sono temute perche si nutrono delle foglie, mentre tra gli insetti che colpiscono l’indivia ricordiamo: Siphonophora sonchi, Afide del papavero, Aphis lactucae, mentre tra le crittogamiche: Bremia lactucae, Erysiphe cichoracearum, Sclerotinia sclerotiorum. È buona cosa operare sin da quando le piantine sono piccole con macerato di ortica che conferisce alla pianta una grande resistenza e soprattutto un apporto nutritivo supplementare.




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