Come combattere la muffa grigia in maniera biologica

Come combattere la muffa grigia in maniera biologica

La lotta biologica alla Botrytis cinerea, o muffa grigia o botrite, parte da una corretta condizione agro ecologica tra la pianta che vogliamo coltivare ed il suo ecosistema; per questo motivo vediamo come combattere la muffa grigia in maniera biologica. Errori di impianto, di scelta di varietà e di scelta dell’area possono essere talmente incisivi da vanificare ogni successiva possibilità di contenimento di questo fungo.
La Botrytis cinerea è un fungo parassita aerobico, è polifago, potendo interessare piante diverse, tra cui soprattutto la vite, attaccando principalmente i frutti, ma a volte anche germogli e foglie.
Come detto, la prima lotta è quella indiretta; cioè la scelta di condizioni e tecniche agronomiche che diminuiscano la virulenza della muffa grigia.

 

Tra questi accorgimenti una buona strategia può essere la riduzione della vigoria del ceppo ed una gestione del verde tale da aumentare l’arieggiamento ottimale della fascia dei grappoli. Ma le prime scelte sono di pre-impianto e finalizzate a diminuire la vigoria vegetativa; tra queste: varietà più adatte in funzione del tipo di terreno; giacitura ed esposizione; scelta di forma di allevamento; sesto d’impianto; portinnesto e clone che consentano di contenere più facilmente il vigore delle piante. Oltre alla fase di progettazione dell’impianto, successivamente, si dovranno attuare alcune pratiche tra le quali: riduzione significativa dell’apporto di azoto nella concimazione, e contemporaneo inerbimento permanente o stagionale con controllo nell’interfila allo scopo di creare una competizione per acqua ed elementi nutritivi e facilitare lo sviluppo equilibrato della vegetazione. Inoltre per un buon controllo della muffa grigia si ricorda la corretta gestione della chioma operata con opportune cimature e con sfogliature precoci e moderate della zona dei grappoli.
Tra i metodi innovativi di lotta biologica ricordiamo invece l’utilizzo delle spore del fungo Ulocladium oudemansii che, quando viene distribuito sulla vegetazione, colonizza e occupa aggressivamente la spazio occupato dalla muffa grigia, entrando in competizione fisica con essa fino a farla soccombere. Queste spore vengono irrorate all’inizio della fase della fioritura (all’incirca al 5 % di questa) e quando la fioritura e quasi completamente avvenuta (circa 90 %) con dosi relative alle formulazioni commerciali presenti. Questi trattamenti possono essere ripetuti in caso di attacchi massicci di botrite nelle fasi di accrescimento degli acini e in prechiusura del grappolo.
Ricordiamo ancora l’uso della zeolite e l’uso di microrganismi come Bacillus subtilis, Bacillus amyloliquefaciens, Aureobasidium pullulans, e Pythium oligandrum. Il loro utilizzo è consigliabile sia nelle strategie di difesa integrata come anche in quelle biologiche. Infine tra i prodotti che agiscono per contatto ricordiamo il bicarbonato di sodio e, meglio ancora, quello di potassio, che creano condizioni chimico-fisiche inadatte allo sviluppo del fungo.
Ricordiamo però che la presenza costante della muffa grigia sulle vostre piante è il sintomo di un errore di impostazione agro ecologica della vostra coltura e del vostro impianto.




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