Come coltivare l’anacardio in maniera biologica

Come coltivare l’anacardio in maniera biologica

La produzione dell’anacardio (Anacardium occidentale L.) è tipica dell’India e dell’Africa occidentale anche se la pianta è originaria dell’Amazzonia.
L’anacardio viene utilizzato per la produzione contemporanea di due tipi di frutti: uno fresco, la “mela d’anacardio”, che in Brasile è detta “mela di acagiù”, mentre in America Centrale prende il nome di Marañón, ed uno secco, che è la “mandorla o nocciola d’anacardio” chiamata in Brasile “noce di acagiù o mandorla di acagiù”. La mela dell’anacardio, da punto di vista botanico è un falso frutto essendo generata dalla ipertrofia dei peduncoli fiorali e può raggiungere le dimensioni e la forma di una pera tondeggiante.

 

Questa si ha una superficie liscia, molto sottile, di colore variabile dal giallo al rosso vivo, con una polpa fibrosa. La “mandorla o nocciola d’anacardio” (il vero frutto) e’ una noce reniforme provvista di un duro pericarpo, contenente un seme oleoso e commestibile.
Per la sua coltivazione si tenga conto che può essere effettuata in climi con temperature tra 5° e 45 °C con produzioni medie tra i 15 ed i 30 chilogrammi all’anno. Da considerare che nei paesi produttori invece del seme si mangia il frutto. L’anacardio ha bisogno di terreni leggeri, ben drenati e subacidi. L’albero dell’anacardio soffre il gelo e non resiste a temperature basse. Ecco perché gli anacardi sono coltivati in Paesi tropicali anche se la pianta riesce ad adattarsi in diverse regioni climatiche ma comprese all’interno dei due tropici. L’anacardio si moltiplica prevalentemente per seme ed anche se si utilizzano noci conservate per almeno 4-5 mesi non si riscontrano problemi nella germinazione (ma i semi vanno tenuti in acqua 1-3 giorni). La propagazione per via vegetativa, mediante la margotta aerea e l’innesto, è meno praticata. Dopo la semina (con 2-3 semi per buca) si lascia la pianta più robusta. I sesti vanno da 10 a 12 metri oppure, come in Brasile, si effettua il sesto dinamico (6 x 6) con diradamento dopo una decina di anni. La produzione va dal 4-5 anno fino al 30-35° anno. La potatura si effettua solo per i primi due anni per dare forma alle piante. L’albero è molto esigente in luce e non fruttifica nelle parti di chioma ombreggiate, inoltre ha una forte resistenza alla siccità
Nella tecnica colturale dell’anacardio si fa ricorso all’innesto più che altro per migliorare le capacità adattative dell’albero di anacardio ma è anche usato per aumentare la resa e la produttività nei frutteti commerciali. Anche se la pianta di anacardio può raggiungere i 12-14 metri di altezza lo si preferisce coltivare in forme nanizzate (non oltre 6 metri) per avere rese più produttive e maggiore velocità di maturazione.
Gli utilizzi dell’anacardio sono per drink a base di polpa di mela di anacardio, burro di anacardi e anche olio di anacardi e il suo latte. In Brasile, durante il periodo della produzione che va da novembre a gennaio, dal frutto, che ha un sapore acidulo e rinfrescante, viene estratto un succo che, dopo leggera fermentazione, viene bevuto.
Ma dal guscio dell’anacardio si estrae un inchiostro indelebile, inoltre il succo ha un potere antitermiti molto apprezzato e dallo stesso si ricavano alcool e aceto e, previa pressione, un olio pregiato. Sempre da questa pianta si ottengono una gomma e un liquido lattiginoso che vengono usati come basi per le vernici. Il succo ha un colore nerastro ed è resinoso ed estremamente caustico ed ha impieghi medicinali.




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