Come coltivare il corbezzolo in maniera biologica

Come coltivare il corbezzolo in maniera biologica

Il corbezzolo (Arbutus unedo L., 1753) si può riprodurre tramite seme oppure tramite il trapianto delle piante, attraverso giovani astoni di qualche anno di età reperibili anche in vivaio. La semina viene effettuata invece nel periodo di ottobre o novembre quando i frutti sono giunti a maturazione. Sempre nello stesso periodo è possibile trapiantare gli astoni nelle zone a inverno mite. Nelle zone più fredde si attende la fine del periodo invernale e i primi mesi di primavera. La sua coltivazione può avvenire dalla pianura fino a quote pedemontane di 800-1100 metri.
Il corbezzolo predilige terreni moderatamente acidi mentre rifugge da quelli troppo calcarei. Il terreno ideale per i corbezzoli è quello di medio impasto con una buona dotazione di sabbia in modo da aumentare la capacità drenante. Importante è che siano ben drenati. I sesti di impianto per i corbezzoli sono circa 3-4 metri tra le piante e da 4 a 5 metri tra le file.

 

Dopo l’impianto delle piante e per almeno 2-3 anni sarà necessario provvedere a delle protezioni invernali effettuando una pacciamatura alla base delle piante e nei primi 20-30 cm del fusto utilizzando del materiale come paglia. L’esposizione migliore per la pianta di corbezzolo è in pieno sole, tollera anche posizioni in mezza ombra. Il corbezzolo tollera freddi invernali anche di -15 gradi ma non gelate o intense nevicate nel momento della maturazione. Resiste anche alle estati calde con elevate temperature, sia con umidità media-elevata che con clima secco. L’irrigazione migliora le rese produttive ma bisogna stare attenti ai ristagni.
La concimazione del corbezzolo si effettua in reimpianto con letame maturo e poi a partire dal secondo anno dall’impianto sempre con l’utilizzo di letame bovino od equino da somministrare come pacciamatura sull’area delle radici, il letame deve essere necessariamente ben maturo.
La forma di allevamento più diffusa per la pianta di corbezzolo è quella ad alberello con interventi di potatura che devono essere limitati. Annualmente si provvede alla rimozione dei polloni basali con un taglio raso al terreno a meno che non si voglia riprodurre nuove piante. I tagli vengono effettuate nel mese di aprile, dopo i tagli è preferibile l’applicazione di mastice protettivo.
La raccolta dei frutti di corbezzolo avviene nel periodo autunnale. La fase di raccolta richiede molta attenzione poiché sulla pianta sono presenti i fiori che daranno vita nell’anno successivo ai nuovi frutti. È necessario quindi non danneggiare le ramificazioni delle pannocchie fiorali. I frutti raccolti vanno consumati in tempi brevi perché non hanno lunga conservabilità.
Per quanto riguarda le principali avversità del corbezzolo, ricordiamo: Marciume del colletto, Marciume radicale, Antracnosi del corbezzolo, Seccume dei rami e seccume del Fusto, Septoria del corbezzolo. Ci sono anche alcuni insetti che infestano la pianta di corbezzolo tra quelli più importanti ricordiamo l’Afide verde, il Tortricide dei germogli, l’Oziorrinco (Otiorhynchus sulcatus). Utile alla comparsa degli attacchi entomologici l’uso dell’olio di Neem (da utilizzare lontano dalla raccolta) che tiene a bada molti attacchi fungini.




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