Come coltivare il coriandolo in maniera biologica

Come coltivare il coriandolo in maniera biologica

Il coriandolo (Coriandrum sativum, L. 1753) o prezzemolo cinese o cilantro in spagnolo  è una pianta aromatica molto utilizzata nella cucina sudamericana, orientale ed africana ma poco in quella italiana. Negli ultimi tempi però a causa della internazionalizzazione di alcuni piatti ha fatto la comparsa anche nelle nostre tavole. Il coriandolo è un’ombrellifera che non ha particolari esigenze di terreno; basta però seminarlo in una zona ben soleggiata ed ovviamente in aree dove non si verifichino ristagni idrici. Si ricorda che come molte piante, se lo poniamo in zona più ombreggiata tende a vegetare maggiormente a discapito della fioritura e quindi della produzione di semi. Per questo motivo in funzione dell’utilizzo che dobbiamo fare della pianta (utilizzo dei semi o delle foglie) dobbiamo scegliere l’area dove seminarlo. L’adattabilità della pianta al nostro clima è variabile anche in funzione delle sue diverse varietà; in generale si adattano meglio ai climi freddi quelle a frutto più piccolo mentre per i climi miti o caldi l’adattabilità delle diverse varietà è praticamente indifferente.

 

Vediamo come coltivare il coriandolo in maniera biologica. La semina del coriandolo si effettua nel periodo primaverile (anche a spaglio) aspettando che la temperatura si stabilizzi sopra i 15-18 °C. il seme va posto ad una profondità non superiore ai 2 cm, successivamente ad una buona lavorazione primaria del terreno, in cui avete apportato sostanza organica (letame maturo o compost), e ad una seconda lavorazione di rifinitura in cui avete raffinato e livellato il terreno. La germinazione avviene normalmente in una settimana, dopodiché quando le piantine inizieranno ad emettere la quarta foglia si dovrà effettuare il diradamento per la sciarne una ogni 20-30 cm(o di più in piano campo). Questa operazione può essere superata se seminerete in un semenzaio ponendo le piantine alla distanza indicata. Un’alternativa alla semina primaverile, nelle zone a clima più temperato, è quella autunnale ma in questo caso la pianta potrà essere utilizzata per la raccolta delle foglie e delle altre parti commestibili ma non dei semi. Quest’ultimi vanno raccolti infatti solo dopo l’ingiallimento (maturazione) delle ombrelle fiorali e con la semina autunnale, essendo una pianta annuale rischiamo di non portare a fiore la pianta. Dopo il diradamento delle piantine si consiglia di effettuare i consueti interventi di sarchiatura per favorire la traspirazione del terreno e rimuovere le erbe infestanti che nei primi stadi di crescita possono prendere il sopravvento sulle giovani piantine di coriandolo. Infine per quanto riguarda l’irrigazione, tranne nei casi di periodo primaverile altamente siccitoso è una pianta che non necessita di particolari contributi irrigui.
La raccolta delle ombrelle, che vanno recise insieme al gambo, deve avvenire al mattino presto quando il coriandolo è ancora umido di rugiada. Le ombrelle raccolte vanno poi essiccate subito altrimenti perdono molte proprietà. Si consiglia di riunire le ombrelle in mazzi e appese in luoghi ombreggiati; infine quando sono ben essiccate si battono all’interno di un sacchetto per separare i frutti dai peduncoli che li sostengono. Si consiglia di conservare i frutti in recipienti di vetro. Altro consiglio è quello di conservare i semi interi poiché la polvere di coriandolo perde aroma in poco tempo.
Tra le malattie crittogamiche che colpiscono la pianta di coriandolo ricordiamo l’Oidio, la Tracheomicosi (Fusarium oxysporium) e qualche volta altro organismo che può attaccare le radici della pianta di coriandolo è il Pythium irregolare. Comunque sia è interessante l’utilizzo di preparati a base di Equiseto da effettuarsi però lontano dalla raccolta di foglie o semi.




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