Come coltivare il Gelso in maniera biologica

Come coltivare il Gelso in maniera biologica

La coltivazione del Gelso si basa essenzialmente su tre specie: Morus alba L., Morus nigra L. e Morus rubra L.. Le specie in Italia più coltivate sono il Morus alba L. (Gelso bianco) ed il Morus nigra L. (Gelso nero), in misura minore anche il Morus rubra L. (Gelso rosso) più diffuso in America; vediamo Ccme coltivare il Gelso in maniera biologica. Il Gelso bianco è più resistente al freddo del Gelso nero per cui le due specie si distribuiscono differentemente secondo la latitudine. Un tempo pianta utilizzata per l’allevamento del baco da seta, tradizione in via di estinzione anche se in piccola ripresa negli ultimi anni. Per la sua coltivazione bisogna sapere che è un albero molto rustico; pur con la differenza tra le varie specie il Gelso è una pianta molto resistente alla variabilità climatica; è il gelso nero quello che poi resiste meglio anche a temperature di -15 °C, per cui può essere coltivato da nord a sud, senza particolari difficoltà.

 

Anche per quanto riguarda i terreni è una pianta molto rustica anche se in terreni profondi e più organici da maggiori produzioni. Il pH più tollerato è comunque quello neutro. Per questo comunque si consiglia al momento dell’impianto una buona dotazione di sostanza organica da porre in una buca di 60 x 60 x 60. Il sesto d’impianto di questa pianta, viste le dimensioni che questi alberi possono raggiungere non può mai scendere sotto gli 8 x 8 metri, prediligendo sesti più ampi. L’accorgimento comunque nel caso di piantagioni nei giardini è di posizionarlo lontano da marciapiedi o punti di residenza per via della sporcizia e delle macchie (soprattutto i gelsi con more scure) che rimangono.
Per l’impianto si consiglia l’acquisto di piante già in pane di terra che nel giro di tre o quattro anni iniziano a produrre; l’epoca consigliata è quella di fine inverno in modo da farlo avvantaggiare dell’umidità residua e dalla ripresa vegetativa.
Per quanto riguarda la concimazione questa va fatta esclusivamente con letame ben maturo da interrare in inverno attorno al tronco e dalla possibilità di integrare con le lavorazioni di tarda primavera la cenere proveniente dalla bruciatura di rami e residui vegetali. L’irrigazione è necessaria nei primi anni di vita, poi per le caratteristiche di questa pianta e per la profondità delle radici la sua necessità scema fino a terminare intorno ai 10-15 anni di vita.
Se coltivate il gelso per scopi produttivi la potatura ha lo scopo di arieggiare l’albero all’interno e di togliere i rami secchi. Per fini ornamentali la potatura ha molto meno significato se non quello di far crescere in maniera equilibrata (e quindi gradevole dal punto di vista estetico) la pianta.
Attenzione particolare va fatta alla raccolta soprattutto delle varietà a polpa scura, per via delle macchie che queste lasciano sia su indumenti che sulla pelle. Il consiglio è di usare copri capi ed indumenti indossati solo per questa operazione.
Per quanto riguarda i parassiti questi possono essere rappresentati solo da cocciniglie ed afidi, in questo caso irrorazioni con sapone di Marsiglia sono il miglior rimedio.




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