Sovescio, come si effettua

Sovescio, come si effettua

Il sovescio, soprattutto in un’agricoltura naturale e rigenerativa, è una pratica agronomica che, tramite nell’interramento di alcune colture, ha lo scopo di mantenere o aumentare la fertilità del terreno. Questa pratica consente, senza l’uso di sostanze di sintesi, di apportare azoto ed altri elementi e composti al terreno.
Il sovescio si può effettuare in qualunque periodo anche se per una migliore umificazione della sostanza sarebbe preferibile effettuarlo quando la temperatura ambientale non è troppo alta. Ovviamente anche le finalità produttive che avete determineranno l’epoca del sovescio e le specie da utilizzare per questa tecnica. Come orientamento si può dire che la semina primaverile si pratica a inizio marzo, quella autunnale a metà settembre mentre per il sovescio estivo si semina verso maggio. Chiaramente le sementi da seminare dovranno avere una germinazione idonea al clima ed al periodo di semina.
In generale i benefici che si hanno con la tecnica del sovescio sono:

  • aumento della sostanza organica nel terreno;
  • diminuzione dei fenomeni erosivi;
  • mantenimento del contenuto di azoto nitrico e di altri elementi minerali.

Quando decidete pertanto di effettuare la semina delle specie che dovrete successivamente sovesciare importante è soprattutto l’inserimento delle leguminose, in quanto essendo in grado di fissare l’azoto atmosferico questo viene successivamente trasferito al terreno. Si ricordi a tal proposito che con la pratica del sovescio, la percentuale di azoto che rimane disponibile per la successiva coltivazione è solitamente compresa tra il 40-60% dell’azoto totale prodotto. Per questo motivo il sovescio rappresenta un mezzo per concimare i terreni, anche nei paesi caldo-aridi, indipendentemente dalla disponibilità di letame ed è una pratica molto utilizzata soprattutto nell’agricoltura biologica.
Tra le leguminose che possiamo utilizzare nel sovescio ricordiamo: favino, erba medica, trifogli, lupino, meliloto, sulla, veccia, crotolaria, ecc..
Scelte pertanto le specie che dovrete seminare dobbiamo sapere qual è il momento più idoneo per effettuare l’interramento. Questo periodo corrisponde quando la coltura è nello stadio di pre-fioritura, avendo l’accortezza di non far lignificare troppo gli steli della vegetazione che, una volta interrati, impiegherebbero troppo tempo (a causa della lenta degradazione della lignina) per restituire sostanze al terreno. Questo momento è caratterizzato dal fatto che le piante da sovescio hanno raggiunto il massimo sviluppo e la percentuale di fibre nei loro tessuti inizia a crescere; in questo modo aumenta anche il rapporto carbonio-azoto (C/N), insieme al trasferimento dei nutrienti. L’operazione di interramento del sovescio può essere praticata in diversi modi: con arature, ripuntature, vangature o anche con lavorazioni superficiali. Una tecnica interessante può essere quella di non interrare il sovescio ma utilizzarlo come pacciamatura per il controllo delle erbe infestanti e per mantenere l’umidità del terreno più elevata risparmiando grandi quantità di risorse idriche.




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