Come coltivare la fragola in maniera biologica

Come coltivare la fragola in maniera biologica

La coltivazione della fragola (Fragaria spp. L., 1753) in biologico va operata seguendo attentamente una serie di indicazioni, a partire da una zona ben arieggiata con microclima asciutto e terreni ben dotati in sostanza organica. Inoltre è bene sapere che le varietà di fragole possono essere Unifere o non rifiorenti, che producono cioè il frutto una sola volta l’anno in primavera e Bifere o rifiorenti, che produco i frutti più volte l’anno dalla primavera fino all’autunno.
Altro accorgimento fondamentale è quello di farla ruotare a se stessa non prima di quattro anni e, molto consigliato, la consociazione con aglio (molto consigliata per gli effetti repulsivi di questo contro alcuni insetti), cavolo, cipolla, porro, finocchio, lattuga, prezzemolo, rapa, ravanello, salvia, spinaci.

 

L’epoca migliore per l’impianto delle fragole è la primavera. Alcune varietà (che non hanno bisogno della vernalizzazione) possono avere i primi frutti anche l’estate successiva alla semina, le altre invece richiedono un periodo “freddo” dando i frutti solo dall’estate successiva.
Il terreno dove impiantarle deve essere soleggiato e sciolto (prevalentemente sabbioso) con pH subacido, ricco di sostanza organica (ottimo il letame bovino ben maturo) e ben drenato. Prima dell’impianto il terreno va preparato per tempo, integrato con il concime organico e pulito dalle erbe. Per l’impianto si consiglia l’acquisto di materiale certificato e biologico con una distanza di 20-30 cm tra una pianta e l’altra e l’ipotesi molto consigliata della consociazione in file binate e di 30 cm tra le file.
Gli apporti irrigui devono essere costanti a partire da quella post impianto con irrigazioni mattutine e, possibilmente, nei periodi più caldi anche serali. La pianta non va mai bagnata; per questo motivo si consiglia la manichetta con gocciolatoi a distanze identiche a quelle delle piante. Una tecnica fondamentale per le fragole (come di molte ortive) è la pacciamatura, da eseguire però con paglie, o altro materiale vegetale, che mantiene il substrato più umido e pulito dalle erbe antagoniste.
Per le varietà da scegliere c’è veramente l’imbarazzo della scelta facendo però attenzione se si tratta di varietà rifiorente o no.
Per la concimazione di mantenimento si consiglia di non utilizzare mai concimi chimici (meno che mai nitrati) e, se fatto con oculatezza, l’apporto della cenere ricavata dalla bruciatura di altre piante (o potature); la cenere infatti alcalinizza il terreno per cui con piante acidofile non si deve esagerare mai.
Per le malattie fungine della fragola si ricordano soprattutto oidio e muffa grigia. Contro la muffa grigia si fa ricorso all’uso di antagonisti microbici come il batterio Bacillus Subtilis mentre per l’odio si può utilizzare lo zolfo, da apportare con oculatezza nelle ore fresche pomeridiane), inoltre lo zolfo terra a bada anche il ragnetto rosso. Bisogna comunque operare in maniera preventiva (se ricorrono condizioni favorevoli).
Le consociazioni con altre piante (in particolar modo l’aglio) e la possibilità di apportare macerati di ortica rendono le piante più resistenti ad altri attacchi e parassitosi varie.




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