Come coltivare il piretro in maniera biologica

Come coltivare il piretro in maniera biologica

La coltivazione della pianta del piretro (Tanacetum cinerariifolium) (Trevir.) Sch.Bip. o (Chrysanthenum cineralifolium) è una di quelle tecniche che possono inserire, all’interno della nostra piccola coltivazione o azienda un elemento di arricchimento sfruttando le peculiarità di questa pianta; vediamo come coltivare il piretro in maniera biologica. Proprietà dovuta alla presenza delle piretrine naturalmente prodotte da questa pianta e particolarmente presenti nei suoi fiori. Basta sfregare tra le mani le foglie di questa pianta che emanando un odore caratteristico, funge da repellente per insetti e parassiti.

 

Ovviamente la maggiore proprietà insetticida è legata proprio alle piretrine che sono dei composti che agiscono sul sistema nervoso degli insetti.
Ecco perché l’ipotesi della coltivazione della pianta del piretro può essere attuata (oltre che per abbellimento dei campi) o come repellente naturale per molti insetti dannosi delle colture agricole o per l’estrazione diretta del piretro da somministrare successivamente se e quando necessita. Si ricorda infatti che per quanto si tratti di un prodotto naturale e sia consentito in agricoltura biologica ciò non significa che non abbia una sua tossicità e vada utilizzato con oculatezza e le precauzioni necessarie.
Per coltivare la pianta di piretro, la prima cosa da fare è trovare i semi Tanacetum cinerariifolium che si possono trovare on line o nei consorzi e negozi specializzati. Importante è utilizzare questa specie e non piante simili che hanno minori quantitativi di piretrine.
La coltivazione può essere quindi fatta in aiuole o margini dei campi come effetto repellente degli insetti o in produzioni specifiche. Anche se cresce un po’ ovunque è importante scegliere aree soleggiate (se vogliamo maggiori concentrazioni di piretrine) e, pur se si avvantaggia di climi miti e caldi sopporta anche freddo e gelo invernale.
Anche per quanto riguarda i suoli si adatta bene un po’ ovunque ma è meglio scegliere are dove non vi siano ristagni o eccessi di argille. Una volta seminato a spaglio nel periodo di marzo dovrà essere irrigato con regolarità nel periodo primavera-estate.
Per la concimazione bisogna prima capire qual è l’obiettivo della coltivazione; se seminate il piretro in aiuole ai margini dei campi basterà estendere la concimazione (con letame maturo o altro organico) fino alle aiuole. Se invece cerate dei campi di piretro appositi dovrete destinare a questa pianta una sua concimazione organica esclusiva. Alcuni consigliano anche l’uso di fertilizzanti chimici. È una tecnica altamente sconsigliata perché i fertilizzanti di natura chimica (soprattutto l’azoto) indeboliscono e diminuiscono le proprietà di questa pianta. La concimazione, nei campi specializzati, va fatta bene nel periodo presemina (almeno un mese prima) per consentire una buona interazione chimica e biochimica tra il concime organico e le particelle di terreno.




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