La fitodepurazione: un obiettivo per le città sostenibili del futuro

La fitodepurazione: un obiettivo per le città sostenibili del futuro

Nel nostro pianeta (come riporta l’International Water Association (IWA)), circa quattro miliardi di persone vive in città o aree urbane, cioè oltre la metà della popolazione mondiale; una tendenza che è destinata ad accelerare; attualmente infatti la popolazione urbana globale è in aumento di circa il 2,4% su base annua. Entro il 2050 due terzi della popolazione mondiale vivranno nelle città, il che richiederà risorse sempre maggiori per il loro approvvigionamento.
Pensare di continuare a gestire il sistema energetico delle nostre città così come abbiamo fatto fino ad ora è impossibile ed in questo senso anche i sistemi di riutilizzo e riciclo delle risorse dovrà essere totalmente ripensato.
È il caso della depurazione delle acque, ancora oggi in gran parte attuato con sistemi di depurazione chimico-fisica e con impianti vetusti, inadeguati ed energeticamente improponibili.

 

Bisogna pertanto pensare a sistemi di depurazione delle acque ecosostenibili quali sono appunto quelli che prevedono la fitodepurazione*. Una tecnica già conosciuta dai tempi antichi ma caduta in disgrazia con il modello di sviluppo industriale.
Le esperienze oramai a livello mondiale non mancano più anche su larga scala ed anche in Italia si stanno realizzando impianti in tal senso ma è ancora poco, perché fitodepurare non è solo una questione tecnica ma comporta grandi modifiche gestionali ed urbanistiche. Allora dobbiamo iniziare a ripensare le nostre città. Tutto ciò perché le città sono i motori dell’economia globale, rappresentando attualmente circa l’80% della produzione economica globale.
In questa direzione bisogna pensare ad un bilanciamento tra aree cementificate ed aree naturali che forniscano servizi ecologici di varia natura, tra cui i sistemi umidi adatti alla fitodepurazione. Sistemi umidi che fornirebbero habitat per pesci e fauna selvatica e flora. Le zone umide urbane contribuiscono alla vivibilità delle città in molti modi importanti. Riducono le inondazioni, reintegrano l’acqua potabile, filtrano i rifiuti, forniscono spazi verdi urbani e sono una fonte di sostentamento. È evidente come le zone umide urbane o la fitodepurazione dovrebbero essere integrate nella pianificazione e nello sviluppo di una città per un futuro sostenibile e come questo approccio progettuale sia multidisciplinare (Urbanisti, Dottori Agronomi e Forestali, Geologici, ecc.) per la ricreazione di una nuovo modello abitativo ed energetico in linea con i principi della Natura.
Nel 2050 oltre sette miliardi di persone dovranno vivere in centri abitati sostenibili. Senza l’applicazione di questa nuova visione la povertà, il degrado, l’umiliazione della vita umana nelle città sarà l’unica realtà possibile.

Guido Bissanti

* La fitodepurazione è un sistema di depurazione naturale delle acque reflue domestiche, agricole e talvolta industriali, che riproduce il principio di autodepurazione tipico degli ambienti acquatici e delle zone umide.

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