Come coltivare il mango in maniera biologica

Come coltivare il mango in maniera biologica

Per poter coltivare il mango (Mangifera indica L., 1753) è bene saper che la sua coltivazione, in Italia, può essere attuata con buon successo nelle aree in cui le temperature non scendono mai sotto lo zero termico (meglio se non scendono sotto i 5-7 °C), non sottoposti a venti di tramontana, abbastanza soleggiate e comunque nelle aree più meridionali (e soprattutto insulari). Risultano infatti particolarmente deleterie le gelate tardive.
I terreni dove impiantare il mango devono essere profondi (per consentire una buona crescita dell’apparato radicale), mediamente sciolti e ben drenati; mentre il fabbisogno idrico, dal mese di marzo – aprile (dipende dall’andamento stagionale) è crescente fino al periodo estivo (frequenza di circa 8-10 giorni), per cui i turni di irrigazione non devono permettere la sofferenza della pianta che si ripercuote sulla pezzatura dei frutti.

 

Per la piantagione si può partire sia da semi, da margotta che da innesto. Per avere però una uniformità colturale (per scopi produttivi) vi consigliamo di partire direttamente da piante innestate e certificate, in quanto sia da seme che da margotta si hanno vari problemi che vanno dalla variabilità genetica delle piante alle difficoltà di attecchimento. Comunque la crescita da seme, per coltivazioni personali è abbastanza veloce e facile (importante è che il frutto di partenza sia maturo e non abbia subito trattamenti). In questo caso, dopo aver aperto con attenzione il nocciolo dalla parte laterale opposta a quella più arcuata, utilizzando un coltello affilato e cercando di non intaccare il seme, se ne preleva l’embrione che esce con facilità. La rimozione del nocciolo dall’embrione velocizza lo sviluppo della pianta e impedisce che le radici si attorciglino dentro al seme. A questo punto, il seme può essere piantato nel letto di coltura adagiandolo di lato, su un letto di semina abbastanza solido e ricoprendo il seme con uno-due centimetri di terra (la temperatura esterna deve essere tra 20 e 30 gradi). Sia per la talea che per la margotta si consideri che il mango radica con difficoltà ed alla fine non si avrà un buon apparato radicale. Per l’innesto può essere operato sia a corona che a spacco.
Per la concimazione è consigliata(se volete coltivare in biologico) quella invernale, con  letame ben maturo, apportato alla pianta e poi rimescolato in modo da integrarsi col terreno. Ciò comporterà una migliore ed uniforme umidità ed un rilascio graduale di tutti gli elementi nutritivi (ed una maggiore resistenza della pianta ai parassiti ed ai funghi.
Per quanto riguarda parassiti e malattie il mango è molto sensibile agli sbalzi termici che non solo sono i principali nemici del mango ma possono essere la causa scatenante di malattie funginee. Gli afidi e le cocciniglie possono infestare il mango a fine inverno- inizio primavera; questi sono però efficacemente contrastabili con acqua e peperoncino piccante lasciato macerare un paio di giorni. Anche l’olio di neem, può essere utilizzato a tal fine. Tutti questi trattamenti vanno però evitati in presenza di fioriture.




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