Come coltivare il pomodoro in maniera biologica

Come coltivare il pomodoro in maniera biologica

Per la coltivazione del pomodoro (Solanum lycopersicum, L. 1753) in maniera biologica bisogna partire dalle sue esigenze pedoclimatiche. È una pianta sensibile al gelo, vuole un clima caldo ed è sempre meglio coltivarla all’aperto per evitare forzature che costringano la pianta a condizioni fitosanitarie complesse. Il pomodoro germina quando la temperatura minima supera i 12 °C e per fiorire ha bisogno di almeno 20 °C. Per la fase che va dall’allegagione alla maturazione le temperature consigliabili non devono superare i 30 °C diurni e scendere sotto i 15 °C notturni. Evitate poi ambienti umidi per problematiche fitosanitarie varie.
Per la semina, questa si può effettuare tra Febbraio e marzo utilizzando un semenzaio in ambiente riscaldato oppure ad Aprile con semenzaio all’aperto. Il trapianto in pieno campo si effettua invece dal mese di aprile, con temperature stabili e soprattutto nei mesi di maggio e giugno, per gli orti domestici. Per i terreni sono da preferire quelli con ottimo drenaggio, con pH tra 5,5 ed 8,0 operando una lavorazione a 30-40 cm che aiuti le radici a svilupparsi bene.

 

Se volete produrre ottimi pomodori (sia come pezzatura che come qualità organolettica) il miglior concime è il letame maturo di animali allevati in maniera biologica (il migliore è quello bovino mentre quello più problematico è la pollina per il suo elevato contenuto salino che può ustionare la pianta); anche l’humus di lombrico da buone produzioni. Il momento migliore per apportare questa sostanza organica è quello invernale steso dopo la vangatura, ricoperto e lasciato riposare. Dopodiché circa venti giorni prima del trapianto, il terreno letamato va ulteriormente lavorato.
Per le distanze tra le piante è bene distanziarle almeno a 40 cm una dall’altra. Per l’irrigazione (preferibile è quello a manichetta) bisogna effettuarla di frequente, non nelle ore calde, questa accortezza dovrebbe evitare il famoso marciume apicale. Per una buona coltivazione è bene effettuare anche una pacciamatura naturale che eviterà lo sviluppo delle erbe infestanti, spesso portatrici di parassiti animali delle piante. Inoltre farà diminuire l’apporto d’acqua necessario alla coltura.
I pomodori hanno poi bisogno di adeguati sostegni di cui la classica soluzione è quella con canne che in alcune aree possono essere già presenti in azienda. L’impalcatura tipica è quella che prevede vicino ad ogni pianta di pomodoro una canna in verticale. In corrispondenza di ogni palco di fiori, invece, va sistemata una canna in orizzontale.
Per far crescere la pianta di pomodoro in maniera equilibrata è poi necessaria un’operazione colturale molto delicata, ovvero la scacchiatura o sfemminellatura. Questa operazione consiste nella rimozione, manuale o con degli attrezzi, dei germogli ascellari della pianta, chiamati cacchi, da qui il termine scacchiatura. Questa operazione rende più armoniosa la crescita della pianta ed evita una eccessiva vegetazione a discapito dei frutti. Per l’impalcatura del pomodoro ci si può fermare a 5 o 6 palchi dopodiché si cima per evitare la eccessiva crescita in altezza della pianta. Per tutte le operazioni ricordatevi di pulire sempre forbici e coltelli.
Per la raccolta (e per avere le migliori caratteristiche organolettiche) vi consigliamo di raccoglierli appena maturati per quelli da consumare per insalata e maturi (ma non eccessivamente) per quelli da salsa.
Vediamo adesso le fitopatie ed i loro trattamenti. Per quanto riguarda gli insetti, i principali nemici sono gli afidi, la mosca bianca, la tuta absoluta del pomodoro e le cimici. Gli afidi si possono tenere lontani utilizzando i macerati naturali, tra cui quello di ortica e l’infuso d’aglio. Per la mosca bianca i macerati da soli possono non bastare; in questo caso bisogna intervenire al momento giusto utilizzando il sapone puro di Marsiglia. Le irrorazioni di questi prodotti vanno sempre fatte nelle ore fresche della giornata. Per le cimici e la tuta absoluta del pomodoro la cosa è più complessa e difficile. Il consiglio che vi diamo è di consociare il pomodoro con altre piante, quali basilico, carota, cavolo, cipolla, fagiolino, lattughe, menta, peperone, pisello, porri, prezzemolo, rape, ravanelli, sedani e spinaci. Queste consociazioni tolgono a questi due insetti l’unico alimento si cui concentrarsi e, in alcuni casi, li disturbano.
Per quanto riguarda peronospora e oidio la soluzione con lo zolfo può dare, in maniera preventiva buoni risultati (attenzione all’uso eccessivo e nelle ore calde); per le virosi, se queste si sono già manifestate la cosa è di difficile soluzione; in maniera preventiva,  siccome queste virosi sono causate da un tripide (Frankiniella occidentalis) la tecnica della pacciamatura, l’uso dei macerati, una rotazione, in cui il pomodoro non ritorni nello stesso appezzamento per alcuni anni, sono delle ottime attività di prevenzione.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *