Euphorbia pulcherrima

Euphorbia pulcherrima

L’Euphorbia pulcherrima nota anche come Poinsettia o Stella di Natale, appartiene alla famiglia delle Euphorbiaceae; è una pianta ornamentale originaria del Messico dove cresce allo stato spontaneo e dove può raggiungere anche un’altezza fra i due e i quattro metri.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico l’Euphorbia pulcherrima appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Euphorbiales, Famiglia Euphorbiaceae e quindi al Genere Euphorbia ed alla Specie E. pulcherrima.

Etimologia –
Il termine del genere Euphorbia (che fu assegnato da Linneo) viene dal latino euphorbium, che a a sua volta proviene dal greco εὐφόρβιον euphórbion, dal nome personale Εὔφορβος Éuphorbos, cerusico di Giuba II di Mauretania, come riportato da Plinio. Secondo altri proviene da Euphorbium, con cui s’indicavano le piante (che ora noi conosciamo sotto il genere considerato) che producevano un succo latteo caustico e velenoso utilizzato nella medicina di allora. Secondo altre fonti infine Euphorbia potrebbe derivare da Euphorbius che è formato da due parole: εὖ eû (“buono”) e φορβή phorbḗ, (“pascolo” o “foraggio”), il cui significato finale potrebbe assumere vari significati. L’epiteto specifico Pulcherrima significa ovviamente “la più bella”.
L’altro nome con cui viene conosciuta questa pianta, cioè Poinsettia, deriva da Joel Roberts Poinsett, il primo Ambasciatore degli Stati Uniti in Messico, il quale introdusse la pianta negli Stati Uniti nel 1825.
Gli altri nomi con cui questa pianta viene conosciuta sono: Mexican flame leaf, Christmas star, Winter rose, Noche Buena, Lalupatae, Atatürk çiçeği (“Fiore di Atatürk”, in Turchia), Αλεξανδρινό (traslitterato “Alexandrinò”, cioè Alessandrino, in Grecia), Pasqua, e Stella di Natale (in Italia).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Come già detto la Stella di Natale, (Euphorbia pulcherrima) è una pianta che nel suo habitat naturale può raggiungere un’altezza di 4 metri, mentre negli ambienti domestici di noi italiani, fatica a vivere più a lungo del periodo natalizio. È comunque una pianta da giardino popolare nelle aree tropicali e subtropicali ed è nota come pianta da vaso associata alle feste invernali nelle regioni temperate. Area di origine è il sud del Messico e forse del Guatemala. Le più grandi popolazioni selvatiche del Messico si trovano a Guerrero, Oaxaca, Michoacán e Chiapas. Si trova occasionalmente comunque in altre parti del mondo.

Descrizione –
La Poinsettia è una pianta tipicamente fotoperiodica o brevidiurna; per questo la sua fioritura avviene in pieno inverno quando le giornate sono più corte. Una buona luminosità favorisce una crescita rigogliosa ma per avere una buona fioritura la pianta deve stare per buona parte della giornata al buio. Andrà quindi posta in un luogo dove non riceva luce artificiale e in un ambiente comunque illuminato da non più di otto ore di luce solare. La sua caratteristica più appariscente (e quindi la sua bellezza) è senza dubbio la fioritura ma, al contrario di quello che si può pensare, il suo fiore, detto ciazio, con petali e sepali disposti a coppa, non è rosso ma di colore giallo e circondato da una corona di cinque brattee rosse. Vi sono però varietà anche di colore rosa (var. Annette Hegg Pink; bianco var. Annette Hegg White e rosso acceso var. Annette Hegg Supreme).

Coltivazione –
Per la coltivazione di questa pianta, che viene praticata specialmente nelle aree più calde del Mediterraneo, è necessaria una temperatura tra i 14 e i 22 °C. la stella di natale può vivere anche a temperature più basse, ma non sopporta il gelo. Va concimata, nel periodo invernale, almeno ogni quindici giorni con dei fertilizzanti a base di potassio e fosforo e innaffiata spesso (ogni due o tre giorni). In primavera va potata e rinvasata prestando molta attenzione al fusto e alle radici che sono molto delicati. La Poinsettia è una pianta tipica del periodo natalizio. Spesso, quando perde le foglie, non conoscendo bene la biologia di questa pianta, viene buttata via; invece la stella di Natale non muore dopo poche settimane dall’acquisto. Non va quindi buttata quando sfiorisce e perde le foglie rosse. È un processo naturale. Cadute tutte le foglie la pianta va potata lasciando steli di massimo 10 centimetri, rinvasata e posizionata all’esterno, in un luogo luminoso ma non esposta direttamente ai raggi del sole.
Nel periodo di ottobre e novembre bisognerà tenerla al buio (o coprirla con una busta nera) per almeno 15 ore al giorno, dal pomeriggio alla mattina successiva. È proprio il buio, infatti, che favorisce la fase vegetativa e lo sviluppo delle caratteristiche foglie rosse. Attenzione al lattice emesso dalle foglie e dai rami tagliati: può provocare irritazioni nelle persone più sensibili.
Per quanto attiene alla riproduzione della Poinsettia questa avviene in primavera per talea (avendo cura di usare una lametta anziché una forbice, in modo da evitare lo schiacciamento del ramo); la parte tagliata va posta poi in un bicchiere di acqua tiepida e lasciata radicare; quindi invasata.
La poinsettia è una pianta molto coltivata in Italia (nelle zone a vocazione floricola), anche se negli ultimi anni c’è stata una sensibile diminuzione a causa del costo del riscaldamento delle serre. Le zone dove a livello mondiale è pure coltivata sono quelle dei Paesi Bassi e degli Stati Uniti.

Usi e Tradizioni –
La stella di natale, da parecchio tempo, è entrata a far parte delle tradizioni delle nostre case del periodo natalizio.
È soprattutto il colore rosso delle brattee delle poinsettie che ben si presta ad ornare le case durante il periodo natalizio, visto che questo colore nel corso degli anni è divenuto simbolo stesso del Natale; questo perché molto probabilmente ricorda la rossa veste di Santa Claus, e quindi le rosse le bacche di queste piante ornamentali sono state utilizzate tradizionalmente per le decorazioni dell’abete natalizio e delle nostre case. Il fatto che questa pianta tenda a fiorire proprio in autunno ed inverno ne ha velocemente diffuso l’utilizzo, vista anche la facilità con cui se ne possono produrre nuovi esemplari, tramite la riproduzione per talea.
Tra le varie leggende, si narra anche quella di due piccoli bambini Messicani, che non potendo portare doni al presepio della loro cittadina, portarono semplici rami degli arbusti vicino alla loro casa; appena appoggiati i rami al presepio questi rivelarono grandi fiori colorati, che abbellirono l’intero presepio.
Questa leggenda sicuramente si riallaccia alla tradizione della festività natalizia, che vedrebbe, come graditi doni, semplici ninnoli, candele e nastri colorati, poiché è il pensiero che conta e non il dono in sé. In realtà, come avviene per la maggior parte delle piante utilizzate durante le festività, ciò che le rende nel tempo simbolo di una festa è il semplice fatto che durante quel dato periodo dell’anno tali piante siano in fiore, o portino bacche, o siano facilmente disponibili. La stessa tradizione europea infatti utilizza come piante tipiche delle festività di fine inverno l’agrifoglio, l’abete, il pungitopo, ovvero tutte le piante del bosco che in questo periodo sono più belle e rigogliose. Anche perché la presenza di parti vegetative e colorate compensa la presenza del freddo e della neve esterna dando calore alle nostre abitazioni.
Si dice pure che nel 1825 (o 1828, la data precisa non è chiara) mentre Poinsett era ambasciatore in Messico, vide una meravigliosa chiazza rossa alta circa due metri. Era un cespuglio di Poinsettia, anche se all’epoca, naturalmente, non si chiamava in questo modo. Poinsett importò la pianta negli Stati Uniti e proprio dagli USA inizio la coltivazione per scopi ornamentali ed il business della Poinsettia.

Modalità di Preparazione –
Oltre ai suoi scopi ornamentali la stella di Natale non ha altri particolari utilizzi ma, visto che spesso viene tenuta nelle nostre abitazioni, vanno prese in considerazioni alcune precauzioni legate al fatto che all’interno del suo tronco e dei suoi rami vi è una sostanza lattiginosa (il lattice), leggermente irritante per la pelle ma altamente tossica per cani e gatti.
Tutta la pianta è velenosa, in particolare modo le foglie. L’intossicazione può avvenire per contatto e ingestione. I sintomi che si riscontrano in caso di contatto sono irritazione cutanea,eritema, prurito, bruciore. In caso di ingestione accidentale i sintomi che si possono riscontrare sono irritazione della bocca e della ola, diarrea, nausea, vomito, perdita di coscienza.
È bene quindi sapere che in caso di contatto cutaneo bisogna lavare abbondantemente con sapone neutro,e se l’irritazione permane è necessario contattare il proprio medico.
In caso di intossicazione non indurre il vomito. Anche in assenza di sintomi,portare la persona al Pronto Soccorso e, se la situazione appare particolarmente seria, contattare un Centro Antiveleni.
Insomma non tutte le piante possono essere utilizzate per scopi alimentari o di utilità diretta per l’Uomo ma la Natura ha i suoi segreti e come è giusto pensare in questi casi, visto che la Stella di Natale è abbinata alla nascita di nostro Signore: Non di solo pane vive l’Uomo!

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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