Eriobotrya japonica

Eriobotrya japonica

L’Eriobotrya japonica (Thunb. Lindl. 1821) è una albero appartenente alla famiglia delle Rosacee e al genere Eriobotrya, che è coltivata sia a scopo ornamentale che per il suo frutto conosciuto prevalentemente con il nome di Nespola del Giappone.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico il Nespolo del Giappone appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno         Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine   Rosales, Famiglia Rosaceae, Sottofamiglia Maloideae e quindi al Genere Eriobotrya ed alla Specie E. japonica.

Etimologia –
Il nome del genere deriva dalla unione di due parole greche: ‘erion’, lana, e ‘bótrys’, grappolo, in riferimento alle inflorescenze densamente tomentose. L’epiteto japonica proviene dal latino ‘japonicus, -a, -um’, che fa chiaramente riferimento all’origine della pianta.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Come detto, il nespolo del Giappone è originario della Cina, dove il frutto prende il nome di pipa o pipa guo, cioè frutto del pipa, in riferimento allo strumento musicale tradizionale di cui ricorda la forma. In Cina sono presenti una notevole gamma di varietà in tutte le taglie, anche a frutto piccolo ed a minore interesse commerciale. In giapponese il frutto è chiamato biwa ed è qui che ha ricevuto la maggior attenzione colturale già in epoca precedente al contatto con l’Europa, con la selezione di diverse varietà che sono di norma a frutto più grande di quelle selvatiche cinesi. Queste ultime di norma sono a polpa più compatta, mentre quelle giapponesi sono a polpa più acquosa.
Il Nespolo del Giappone è una pianta termofila, coltivata in giardini, parchi e orti nelle zone a clima temperato-caldo in quanto non sopporta i geli prolungati. Cresce tra 0 e 600 m s.l.m.

Descrizione –
Il nespolo del Giappone è un albero di medie dimensioni, difficilmente si spinge fino ad 8-10 metri di altezza ed altrettanto in larghezza. Normalmente è coltivato a dimensioni più modeste. L’albero è latifoglie e sempreverde con foglie sono molto grandi (lunghezza fino a 25 cm, larghezza fino 10 cm), di consistenza molto robusta, simile al cartone, con superficie dorsale colore verde carico, lucide, mentre al verso sono colore verde pallido, biancastro e fortemente pelose. La pelosità riguarda tutte le parti giovani e non lignificate della pianta. I frutti del nespolo del Giappone sono dei pomi di colore giallastro chiaro, giallo o arancione, e sono immediatamente eduli. Essi contengono uno, due tre o quattro grossi semi che sono in peso una parte considerevole del frutto. La maturazione di questi avviene in maggio-giugno, mentre la fioritura avviene nel periodo tra dicembre egennaio.
Le cultivar di questa pianta ricoprono spesso carattere locale e si distinguono per colore e forma. Tra quelle di maggior interesse possiamo elencare: Mogi, proveniente dal Giappone, Tanaka, Early Red, California, Champagne, Precoce di Palermo, Gigante rossa di Ciaculli, Nespolone gigante di Trabia, Santa Rosalia Conca d’oro, Monreale, Speciale Precoce, Nespolone bianco, Nespolone rosa, Nespola rossa di Ficarazzi, di Trabia, Pelosetta, Vaniglia, Verticchiara , Nespola di Ferdinando. Ma ricordiamo che la variabilità e gli ibridi sono innumerevoli.

Coltivazione –
La messa a dimora del nespolo del Giappone avviene nel periodo autunnale sia per quanto riguarda la semina diretta che per l’impianto di esemplari di età ridotta.
Il Nespolo del Giappone è resistente ai terreni siccitosi o con poca sostanza organica ma molto meno a quelli umidi e troppo compatti. La coltivazione di questo fruttifero deve essere fatta in una zona piuttosto calda con inverni non rigidi.
La coltivazione può avvenire su diverse tipologie del terreno. Se si vuole però ottenere un buon quantitativo di raccolto è bene comunque valutare la scelta di un terreno mediamente ricco di sostanza organica e che risponda in tutto e per tutto alle esigenze della pianta. Il terreno ideale dovrebbe avere un pH compreso tra 7-8. Il substrato di coltivazione deve essere necessariamente ben drenato, evitare i terreni troppo compatti che possono agevolare il ristagno dell’acqua. Nei terreni più poveri, che la pianta comunque riesce a tollerare, sarà opportuno studiare un piano di concimazione che riesca a soddisfare l’esigenza della coltura, è bene quindi valutare le carenze tramite un analisi preventiva del terreno.
Il Nespolo del Giappone predilige l’esposizione in pieno sole. Sono da preferire le zone non troppo esposte ai venti soprattutto per evitare che nel periodo invernale la vegetazione venga danneggiata dalle intemperie. Per quanto riguarda le esigenze climatiche il Nespolo necessita di un clima piuttosto caldo, vegeta bene nelle regioni al sud del paese e nelle zone più miti del centro e del nord Italia. Durante il periodo di fruttificazione e fioritura la temperatura non dovrebbe mai scendere al disotto dei 15 gradi.
Per chi sia appresta a coltivare la pianta per ottenere in breve tempo una produzione di frutta è preferibile scegliere l’impianto con piantine già formate. Se si sceglie di coltivare i nespoli da seme ottenendo quindi dei franchi si dovrà poi operare l’innesto impiegando le varietà che si preferiscono, questo è un punto fondamentale per ottenere delle piante produttive in breve tempo.
Una volta scelto l’appezzamento di terra definitivo si dovrà provvedere alle lavorazioni di base con un aratura profonda circa 40-50 cm, operazione che sempre più viene sostituita da una fresatura se il terreno risulta abbastanza sciolto e poco compattato. Successivamente si provvederà ad una letamazione con concime organico o letame maturo, le quantità esatte devono essere valutate a seconda della fertilità del terreno.
Si deve tenere presente che una letamazione eccessiva nel primo anno di impianto non gioverà ulteriormente alle piante. Se si coltivano pochi esemplari non è necessario effettuare una lavorazione totale del terreno, basterà concentrarsi sulla realizzazione delle buche e alla loro concimazione con una piccola percentuale di composto organico. Tale tecnica comunque, per i minori costo di impianto e per il fatto che è meno invasiva nei riguardi del terreno è da scegliere.
L’impianto si può realizzare con sesti che si aggirano su circa 5 metri tra le file e le piante nei terreni poco fertili e 6-6,5 m di distanza nei terreni più ricchi di nutrimento.
Durante i primi anni di crescita, sia per le giovani piantine coltivate da seme che per gli astoni da  vivaio si dovrà provvedere ad effettuare delle regolari sarchiature per l’eliminazione delle erbe infestanti e per aumentare la traspirazione del terreno.
Per migliorare la fruttificazione si può attuare la tecnica del diradamento dei frutticini, questa operazione prevede di scartare dapprima i piccoli frutti danneggiati e che presentano malattie o deformazioni.
Per quanto riguarda le esigenze idriche bisogna prevedere delle soprattutto nel periodo estivo e dopo la raccolta. Il metodo di irrigazione più diffuso nelle monocolture di nespolo è l’irrigazione per sommersione a conca. Questo metodo consiste nella realizzazione di conche ovvero di avvallamenti del terreno attorno al tronco della pianta delimitati da un cordone di terreno. In prossimità del tronco è presente un avvallamento in senso contrario che evita il ristagno di acqua che potrebbe causare marciumi al colletto.
L’acqua viene fatta defluire attraverso dei canali e le conche vengono riempite per un periodo di tempo limitato. Il terreno assorbe l’acqua necessaria che in genere viene fornita in dosi di circa 3000 metri cubi per ettaro. È evidente che questa tecnica, per le necessità di un risparmio idrico sempre più opportuno si va sempre più sostituendo con quella con microirrigatori.
Tra le tecniche più importanti ricordiamo quella della potatura che è un operazione importante che servirà già dai primi anni di crescita della pianta per impostare una forma e successivamente per massimizzare la produzione dei frutti.
I tagli iniziali servono per stimolare la crescita della chioma e dovranno effettuarsi per equilibrare lo sviluppo della parte aerea nel suo insieme. Si elimineranno i succhioni che cresceranno nella parte interna della chioma favorendo una buona areazione. I frutti comunque si sviluppano nei rami più esterni per cui si dovrà prediligere la distribuzione uniforme di questo tipo di ramificazioni.
La maturazione delle piante presenta alcune differenze ad esempio i nespoli coltivati da seme entrano in produzione piuttosto tardi, verso il 7-8 anno di età. Diversamente le piante innestate possono essere produttive già dal quarto anno. In genere i nespoli cominciano ad avere una buona produzione intorno al quinto-sesto anno di età.
La raccolta del Nespolo del Giappone avviene in genere nel periodo tra maggio e giugno.
La vita media produttiva di un Nespolo Giapponese è in genere di 35 anni dopo tale periodo le piante vengono rinnovate. In piena età produttiva la resa di una singola pianta di nespolo varia da 25 kg a 50 kg a seconda di alcune variabili pedoclimatiche.
Dopo la raccoltade i frutti il periodo di conservazione è piuttosto limitato; va dai 4 ai 7 giorni. I frutti vanno conservati ad una temperatura compresa tra i 5 e i 7 gradi vanno tenuti in un luogo asciutto e al riparo dai raggi solari.
Anche se il nespolo risulta resistente a carenze idriche limitate a terreni poco fertili non è esente da malattie e parassiti che in molti casi possono provocare una consistente perdita di raccolto e alcune volte portare al danneggiamento grave della pianta.
Per evitare tali inconvenienti è sempre consigliato effettuare le osservazioni dello stato di salute di foglie, rami e frutti durante le varie fasi di operazioni sulla pianta come il raccolto e la potatura.
Il nespolo può essere attaccato da varie malattie; tra quelle più gravi ci sono quelle di origine fungina che vengono elencate di seguito: Maculature fogliari, Mal bianco, Antracnosi, Cancro rameale, Ticchiolatura del nespolo, Marciume radicale, Marciume radicale fibroso, Marciume del colletto, Ruggine; tra quelle batteriche ricordiamo: Colpo di fuoco batterico e Tumore batterico. Tra gli insetti e gli acari: Capnodio (Capnodis tenebrionis), Mosca della frutta, Ragnetto rosso, Tripidi, Cocciniglia grigia (Diaspis leperii), Afidi (Aphis pomi), Rodilegno giallo, Cocciniglia di San josé e Bombice gallonato (Malacosma neustria).

Usi e Tradizioni –
Il frutto del Nespolo del Giappone iniziò la diffusione in Europa all’inizio del 1800, il primo esemplare infatti fu impiantato nel giardino Botanico di Parigi nel 1784, ed in seguito, ai Kew Gardens di Londra nel 1787. Pianta originaria della Cina orientale, naturalizzata in Giappone da circa un millennio, fu introdotta in Europa quindi alla fine del XVIII secolo per scopi ornamentali e per i suoi frutti commestibili. Importanti coltivazioni per la produzione dei frutti avvengono soprattutto in Spagna (Alicante) e in Italia (Sicilia). Di fatto è però naturalizzata in gran parte del territorio.
Di nespole nella nostra cultura si parla da sempre: “Col tempo e con la paglia si maturano le nespole”, recita un proverbio (anche se il detto viene utilizzato anche nella forma: “Col tempo e con la paglia si maturano le sorbe”).
Abbiamo visto come il nespolo comune fosse considerato, un tempo, un autentico scaccia-guai per le case contadine. Probabilmente incideva anche la sua capacità di scandire le stagioni, visto che era il primo a fiorire e l’ultimo a far maturare i suoi frutti. Ma chiunque abbia letto I Malavoglia di Giovanni Verga ora si chiederà: la Casa del nespolo della sventurata famiglia di Aci Trezza, deve il suo nome a un nespolo comune o a un nespolo giapponese? Il dibattito tra gli appassionati di botanica e di letteratura è accesissimo. Sappiamo infatti con certezza che il nespolo giapponese, dopo il suo arrivo in Francia nel 1784, già pochi anni dopo iniziò ad essere coltivato con successo in Campania e in Sicilia. Tuttavia, appare improbabile che negli anni ‘60 dell’Ottocento (periodo di ambientazione dei Malavoglia) il nespolo giapponese venisse coltivato in un’umile casa di pescatori: poteva comparire, al più, in qualche giardino aristocratico. Alcuni passi dei Malavoglia lasciano invece pensare al nespolo comune europeo, sia per il suo ruolo beffardamente simbolico – il nespolo doveva portare fortuna, ma alla famiglia accadranno praticamente solo disgrazie – analogo a quella della sfortunata nave Provvidenza. Sia per quei passi in cui Verga sembra sottolineare il ruolo del nespolo come albero che scandisce le stagioni. “Il nespolo intanto stormiva ancora, adagio adagio, e le ghirlande di margherite, ormai vizze, erano tuttora appese all’uscio e le finestre, come ce le avevano messe a Pasqua delle Rose”. Gustiamoci dunque le nostre nespole, ma ricordiamoci che sono i frutti di quell’aristocratico albero importato dal Giappone, e non di quell’altro saggio e secolare guardiano delle case contadine.
Tra le proprietà e particolarità del Nespolo ricordiamo che questa è una pianta mellifera, anche se si ha solo in zone del meridione dove la fioritura è consentita dal clima mite, essendo a dicembre-gennaio e inoltre le api devono avere temperature non troppo rigide che permette di uscire e bottinare durante la fioritura. Si può dire che per le Api il Nespolo del Giappone svolge un ruolo importante: fornisce l’ultimo nutrimento prima dei freddi invernali. I fiori di nespolo del Giappone sono molto profumati, il profumo è simile a quello del biancospino; i fiori sono molto ricercati quindi dalle api che cercano nettare e polline fresco, dato che durante il periodo di fioritura del nespolo del Giappone, per soddisfare le poche api o i bombi circolanti ci sono pochissimi fiori. Inoltre è utilizzata come albero ornamentale in giardini e parchi.
Il miele di nespolo del Giappone è particolarmente apprezzato in Sicilia e ad Alicante (Spagna).
I frutti sono eduli e generalmente vengono consumati freschi, hanno una polpa succulenta agro-dolce, profumata e rinfrescante, contengono molte vitamine (A,B,C) sali minerali importanti (calcio, potassio, magnesio, ecc). Possono essere inoltre utilizzati per la preparazione di marmellate, succhi, sciroppi e bevande alcoliche.
I frutti del Nespolo del Giappone (che sono più o meno dolci a seconda del grado di maturazione e della varietà) hanno molteplici proprietà benefiche: ricchi di sali minerali, che li rendono ideali per gli sportivi e per chi pratica attività fisica prolungata,  hanno proprietà antinfiammatoria e diuretica, aiutano la regolarità intestinale ed epatica, sono un blando antipiretico, hanno proprietà lassative se mature o astringenti, quindi utili in caso di diarrea, se acerbi. Ipocalorici, proteggono dal cancro al colon, riducono il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, migliorano la pressione sanguigna, riducono i livelli di colesterolo nel sangue, contribuiscono a migliorare la vista, contrastano gli effetti dannosi dei radicali liberi grazie alla loro azione antiossidante.
Le foglie sono inoltre espettoranti e mucolitiche, per cui il loro estratto, in fitoterapia, è impiegato nel trattamento della tosse o come collutorio. Le stesse foglie, in cosmesi, sono usate per produrre creme antinfiammatorie e anti rossore per la pelle. Come conservare le nespole giapponesi? Quelle acerbe, a temperatura ambiente,  per massimo 4 giorni, mentre quelle mature  in frigo per massimo 3 giorni. È possibile consumarle al naturale, in macedonia con poco miele e limone oppure a pezzi, nello yogurt magro per un’ottima colazione primaverile. Sono ottime nella preparazione di dolci, frullati, sorbetti, semifreddi, marmellate  e liquori.

Modalità di Preparazione –
Molti sono gli utilizzi quindi, non solo dei frutti ma di parti della pianta del Nespolo. Qui ci limitiamo invece a citare due ricette.
Torta di Nespole: Scaldate 15 g di zucchero con 60 g di acqua; al primo bollore unite 3 g di fiori di sambuco, togliete la casseruola dal fuoco, copritela con la pellicola e fate raffreddare. Scaldate una casseruola vuota sul fuoco medio, versatevi 40 g di zucchero, poco alla volta, mescolando per evitare che si bruci: dovrà risultare appena imbiondito. Quando lo zucchero sarà sciolto (ci vorranno circa 5’), togliete dal fuoco e unite il succo di 1/4 di limone, poco per volta, e mescolate bene, ottenendo un caramello. Foderate di carta da forno una tortiera (ø 22 cm), quindi versatevi il caramello e livellatelo bene sul fondo. Sbucciate le nespole (a piacere potete sostituirle con albicocche), apritele a metà e privatele del nocciolo, quindi distribuitele a raggiera sul caramello, con la parte concava rivolta verso l’alto. A questo punto mescolate 3 tuorli con 80 g di zucchero usando una frusta, quindi incorporatevi l’infuso al sambuco, dopo averlo filtrato, la farina di mandorle, la farina 00, il burro fuso e un po’ di scorza di limone grattugiata; mescolate bene il composto per alcuni minuti. Montate a neve gli albumi e incorporateli delicatamente al composto, quindi distribuite sulle nespole e livellate. Infornate nel forno ventilato a 180 °C per circa 35’. Sfornate la torta, lasciatela intiepidire e rovesciatela per sformarla, aiutandovi con un altro piatto. Decorate la superficie della torta con alcune mandorle tritate, listerelle di nespola fresca e fiori di sambuco a piacere.
Cheesecake di amaretti e nespole: per la ricetta della cheesecake di amaretti e nespole, frullate gli amaretti finemente, poi unite 120 g di burro fuso, 15 g di miele millefiori e un pizzico di cannella in polvere. Mescolate ottenendo un composto sabbioso che, se pressato, mantiene la forma data. Imburrate e infarinate uno stampo a cerniera (ø 18 cm, h 8 cm) e foderatelo con il composto sabbioso di amaretti coprendo fondo e bordi. Mettetelo in frigo mentre preparate il resto. preparate la farcia mescolando la robiola, il formaggio fresco, la farina, le uova, lo yogurt, 100 g di zucchero, la scorza grattugiata di un limone e la panna non montata. Versate la farcia nello stampo appena tolto dal frigo e infornate a 170 °C per 35’. Sfornate il cheesecake e lasciatelo raffreddare al fresco per 3 ore. Pelate e private le nespole del nocciolo, dividetele a metà, raccoglietele in una padella con 50 g di liquore all’amaretto e 200 g di zucchero e cuocetele sulla fiamma media per 7-8’. Servite il cheesecake completandolo con le nespole al liquore.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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