Il 100% di energie rinnovabili entro il 2050

Il 100% di energie rinnovabili entro il 2050

Che si dovrà arrivare gioco forza ad un futuro in cui l’energie utilizzate saranno totalmente di natura rinnovabile è fuori questione. Il come sembra più complesso ma intanto c’è da registrare, in occasione del Sustainable Energy for All Forum che si è tenuto a New York, i dati che la rete multi-stakeholder REN21 ha pubblicato, “Renewables Global Futures Report 2017”, sulla possibilità di arrivare a un futuro energetico rinnovabile al 100% e sulle sfide che bisognerà affrontare per riuscirci.
Il rapporto analizza le opinioni di 114 esperti di energia provenienti da ogni regione del mondo. Questo rapporto presenta un vasto range di opinioni di esperti ed è pensato per stimolare la discussione e il dibattito sia sulle opportunità che sulle sfide per raggiungere un futuro energetico rinnovabile al 100% entro la metà del secolo.
Questo rapporto ci fa intuire come il traguardo non sia impossibile ma è necessario che i governi adottino le giuste politiche e gli incentivi finanziari per accelerare il ritmo della sua attuazione.
La maggior parte degli esperti concordano sul fatto che le tecnologie delle energie rinnovabili servono ad abbassare le barriere che impediscono alle comunità più povere di accedere ai servizi energetici. Si stima infatti che, attualmente, circa 100 milioni di persone ricevano energia elettrica tramite sistemi di energia rinnovabile distribuita e i mercati di tali sistemi sono in rapida crescita.
Tra gli esperti c’è un enorme consenso sul fatto che in futuro l’energia rinnovabile predominerà e in molti fanno notare che anche le multinazionali stanno scegliendo sempre più i prodotti dell’energia rinnovabile sia acquistandoli dalle utilities energetiche che con investimenti diretti per produrre energia rinnovabile. Sono già molte le imprese, regioni, isole e città che consumano già il 100% di energie rinnovabili hanno programmi per giungere rapidamente a questo obiettivo.
Per questo motivo, e per una ovvia legge di mercato, ci si aspetta che il costo delle rinnovabili continui a scendere, diventando più economico di tutti i combustibili fossili entro 10 anni, anche perché, nella maggioranza dei Paesi Ocse, eolico e solare sono già competitivi con le energie fossili e Paesi come Cina e Danimarca stanno dimostrando che la crescita del PIL può essere disaccoppiata dalla crescita dei consumi energetici.
Non mancano evidentemente le difficoltà e le sfide da affrontare: in particolare, per quanto riguarda Africa, Stati Uniti e Giappone, gli esperti sono scettici sul fatto che possano raggiungere il 100% di energia rinnovabile entro il 2050, un ritardo in gran parte dovuto agli interessi dell’industria energetica convenzionale che sfrutta la debolezza della governance pubblica in Africa e che condiziona pesantemente la politica economica in Giappone (nucleare) e negli Usa.
Comunque tra i provvedimenti da prendere per raggiungere “l’autonomia rinnovabile” quelli riguardanti i trasporti: passando dai trasporti stradali a quelli su rotaia.
Ad ostacolare lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica in molti Paesi, saranno anche la mancanza di certezza politica a lungo termine e l’assenza di un clima stabile per gli investimenti.
Il dato che comunque diventa confortante è come le prospettive sulle rinnovabili stiano cambiando anche dal punto di vista culturale e di coscienza. Quando si comincio a parlare di energie rinnovabili nessuno avrebbe potuto immaginare che nel 2016 la Cina sarebbe diventata la centrale elettrica di energia rinnovabile del mondo e che più della metà degli investimenti globali nell’energia rinnovabile avrebbero avuto luogo nelle economie emergenti e in via di sviluppo. Negli anni ’90 gli appelli per il 100% di energie rinnovabili non venivano presi sul serio, oggi gli esperti di energia più importanti del mondo sono impegnati in discussioni razionali sulla sua fattibilità e in quale arco di tempo.
Spesso la storia smentisce i nostri pessimismi ma la Storia non consente di dormire sugli allori e, soprattutto, non permette ai politici del futuro di non occuparsi (tra le tante emergenze) di questo tema di assoluta importanza per il Pianeta e per la stabilità sociale e politica dei suoi abitanti.

Guido Bissanti




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