Fonti Energetiche del Futuro: la rivoluzione democratica

Fonti Energetiche del Futuro: la rivoluzione democratica

Il futuro è iniziato o è ancora lontano?
Il futuro è domani perché ogni giorno che viene dobbiamo comprendere come creare una società a misura del Pianeta. Una società ecosostenibile. Di seguito facciamo una panoramica completa delle fonti energetiche alternative che alimenteranno il nostro futuro.
1. Energia Cinetica – È l’energia prodotta da tutti gli esseri umani attraverso il movimento, come per esempio quando si fa una pedalata in bicicletta. I centri fitness di tutto il mondo già sfruttano questa energia con le macchine di cardio-fitness, che vengono alimentate dal movimento umano. Nel futuro, esisteranno pavimenti attrezzati per catturare l’energia delle persone che camminano sulla loro superficie, collocati per esempio all’interno di un centro commerciale, al quale forniranno l’energia elettrica necessaria al suo funzionamento.

 

2. Energia dei parchi solari, eolici e bio-diesel – La produzione di energia eolica, solare e bio-diesel concentrata in un unico luogo, permetterà l’ottimizzazione del rendimento energetico. La combinazione di tutte queste fonti rinnovabili offrirà molte opzioni. Per esempio, il sistema per spruzzare l’acqua sui pannelli solari, disseterà le piante per il bio-diesel attraverso l’acqua che cola.
3. Energia dell’idrogeno – Le attuali centrali elettriche a idrogeno utilizzano un mix tra combustibili rinnovabili e fossili. Nei prossimi anni, attraverso turbine ad energia solare, verrà eliminata la necessità di bruciare combustibili fossili per produrre idrogeno.
4. Energia del moto ondoso – Le onde non si limitano alle zone costiere ma si formano soprattutto in mare aperto. Nel 2008, in Portogallo, è stato costruito un parco energetico situato a circa 5 chilometri dalla costa.
5. Energia mareomotrice – Viene prodotta da turbine che utilizzano la forza delle maree per generare elettricità. In Bretagna, alla foce del fiume Rance, esiste una centrale che sfrutta la marea che in questa zona raggiunge anche i 13,5 metri di dislivello.
6. Energia geotermica – Questa energia proviene dal nucleo della Terra, a circa 4.000 metri sotto la superficie. È certo che questa fonte energetica durerà a lungo, molto di più di tutti i combustibili fossili. In Islanda, con soltanto cinque impianti geotermici, riescono a soddisfare il 25% del fabbisogno energetico nazionale.
7. Bioenergia – È una fonte energetica derivante da organismi biologici. Attualmente i bio-combustibili liquidi vengono impiegati in tutto il mondo, dall’etanolo al bio-diesel.
8. Energia solare – È una fonte energetica diffusa e i costi nel 2014 sono del 99% inferiori di quanto lo fossero nel 1977.
9. Energia idroelettrica – È una fonte energetica molto utilizzata in tutto il mondo e in alcuni paesi copre fino al 75% del fabbisogno energetico, grazie al fatto di essere poco costosa, pulita ed efficiente. Per esempio, in Paraguay, la diga di Itaipu fornisce il 90% dell’energia del paese e il 20% dell’energia del Brasile.
10. Energia eolica – I primi impianti, nella storia recente, per ricavare energia dal vento risalgono al 1980, quando in California vennero installati i primi parchi eolici. Il più grande parco eolico su terraferma (on-shore) è Alta Wind Energy Center, negli Stati Uniti, con una produzione di 1020 MW.
Analizzando queste fonti potrebbe sembrare che una volta trovato il modo per produrle od elaborale la questione è risolta.
Invece il futuro energetico non appartiene solo ad aspetti tecnologici ma soprattutto ad aspetti sociali, organizzativi, dove produzione , conservazione, distribuzione e consumo di ogni fonte energetica dovrà essere delegato non solo a grandi strutture multinazionali ma soprattutto a microsistemi.
Tali microsistemi potranno risolvere anche il basso rendimento legato al trasporto delle energie prodotte in quanto più prossima è la distanza tra produzione e consumo più alto sarà il rendimento della fonte energetica.
E qui si solleva una questione essenziale: l’odierna civiltà con le sue distribuzioni sociali (rapporto città/campagna) organizzazioni demografiche, trasporti, ecc. nasce da un modello sociale industriale e post industriale. Ipotizzare una rivoluzione energetica senza una corrispondente rivoluzione urbanistica ed organizzativa è battaglia persa ed approccio errato.
Negli ultimi tempi si assiste molto a seminari e simposi dove vengono presentati dati più o meno interessanti su energie rinnovabili, ecc. ma il vero lavoro, quello che renderà il Pianeta meno caldo, è fondamentalmente in un’altra direzione e non basta l’approccio iniziato con le Smart City per ritenere sufficiente questo metodo. Bisogna ripensare ad un nuovo modello sociale basato su una democrazia dell’Energia (vedi http://antropocene.it/etica/democrazia-energocratica/) dove ogni uomo sia messo nelle condizioni di produrre il massimo fabbisogno dell’energia a lui disponibile. Una specie di vero e proprio conto corrente con crediti e debiti. Insomma una vera e propria rivoluzione della democrazia planetaria, dove il dislivello tra grandi detentori dell’energia e singoli cittadini sia abbattuto.
Una sfida proiettata anche ad un differente approccio tra ecologia umana ed ecologia naturale dove, sempre più, il distacco creato dall’illusione della rivoluzione industriale venga colmato a favore di una nuova sincronia. L’Ecologia Umana dovrà polarizzarsi all’Ecologia Naturale.
Se la ricerca delle fonti rinnovabili e l’approccio olistico a questa materia faranno questo salto culturale allora potremmo dire che il futuro è prossimo.

Guido Bissanti




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