I Pesticidi: Molecole dei Moderni ma invisibili Lager

I Pesticidi: Molecole dei Moderni ma invisibili Lager

Come evidenziato in altre parti di questo portale voglio sottolineare il ruolo ed il funzionamento che i Pesticidi svolgono sugli equilibri della Vita e quindi anche sugli equilibri umani e sociali.
Tutti sappiamo che i pesticidi sono prodotti chimici concepiti dall’uomo e intenzionalmente liberati nell’ambiente per uccidere o danneggiare altri organismi viventi. Tutta la grande famiglia dei pesticidi, è identificabile dal suffisso “cida” (erbicida, fungicida, ecc.), che deriva dal latino “cœdere”, che significa “uccidere” o “abbattere”. Quindi pesticidi, secondo l’etimologia sono dei sterminatori di “pesti” (dal latino “pestis” che indica un flagello o una malattia contagiosa).
Questo è uno dei motivi perché nell’ambiente industriale e delle multinazionali, si evita accuratamente di parlare di pesticidi, preferendo la dicitura prodotti fitosanitari, o l’ancor più edulcorato, prodotti fitofarmaceutici, il che non è solo un gioco di prestigio semantico che rassicura tutti, ma ha l’obiettivo fondamentale di ingannare sia i coltivatori che i consumatori.
La maggior parte degli agricoltori e ancor di più dei consumatori disconosce i principi e le dinamiche di funzionamento di queste molecole ed una campagna mediatica appositamente messa in atto ha di fatto sminuito gli effetti devastanti che questi principi attivi svolgono nei riguardi dell’Ecosistema e quindi dell’Uomo.
I pesticidi, pur se utilizzati dall’antichità ma con molecole molto semplici, conobbero un primo balzo in avanti grazie alla chimica inorganica del XIX secolo. Bisognerà attendere però la Grande Guerra perché siano gettate le basi della loro produzione di massa grazie allo sviluppo della chimica organica e della ricerca sui gas bellici.
Non tutti sanno che l’origine storica dei pesticidi e dei chemioterapici, è intimamente legata alla guerra chimica, la cui paternità si deve attribuire al chimico tedesco Fritz Haber, i cui lavori sul processo di fissazione dell’azoto atmosferico, serviranno per la produzione dei famosissimi concimi chimici azotati, ma anche degli esplosivi. Con l’inizio della 1° guerra mondiale, Haber è alla direzione del prestigioso Kaiser Wilhelm Institute a Berlino, e il suo laboratorio viene sollecitato a partecipare allo sforzo bellico. La sua “missione” sarà quella di sviluppare gas irritanti per stanare dalle trincee i soldati nemici, e questo in barba alla Dichiarazione dell’Aia del 1899 che vieta l’uso di armi chimiche. Tra i gas studiati uno solo emerge per caratteristiche utili allo scopo: il cloro, estremamente tossico, caratterizzato da un odore soffocante che penetra violentemente le vie respiratorie. Il 22 aprile 1915 l’esercito tedesco scarica 146 tonnellate di gas di cloro (detto dicloro o diossido di cloro) a Ypres in Belgio: le truppe francesi, britanniche e canadesi, prese alla sprovvista caddero come mosche, cercando di proteggersi le vie aeree con banali fazzoletti.
Questo fu il primo uso di pesticidi con la differenza che gli obiettivi non erano insetti o funghi ma uomini.
Intanto gli Alleati, avevano imparato ad usare le maschere antigas, per cui i composti a base di cloro non furono più un problema. Così i tedeschi misero a punto il fosgene, costituto da una miscela di dicloro e monossido di carbonio. Meno irritante per naso e gola del cloro stesso, ma rappresentanti della più letale arma chimica preparata a Berlino, poiché attacca violentemente i polmoni riempiendoli di acido cloridrico.
Pochi sanno che questa arma chimica, il fosgene, continua ad essere largamente utilizzato come composto dei pesticidi, ed è uno dei componenti del “sevin”, l’insetticida che sta all’origine della catastrofe ambientale e umanitaria di Bhopal del dicembre del 1984. Verso al fine della Guerra, quando le vittime dei gas si contano a decine di migliaia, viene lanciato l’ultimo ritrovato, il gas mostarda, detto anche “iprite”, che prende il nome dalla località in cui è stato sperimentato, come il gas cloro: le trincee di Ypres in Belgio. Gli effetti del gas mostarda sono terribili: provoca vastissime vesciche sulla pelle, brucia la cornea causando cecità permanente e attacca il midollo osseo inducendo la leucemia. Proprio la distruzione del midollo, darà lo spunto di partenza alla grande ricerca medica per sviluppare il prodotto principe dell’oncologia: la chemioterapia.
Un nuovo rapporto della American Cancer Society ha rilasciato una rivelazione allarmante: i tassi di decesso per cancro al fegato sono raddoppiati negli Usa (e anche in Europa) a partire dalla metà degli anni ’80. Identici sono i dati allarmanti per altri tipi di tuomore e per la malattia dell’ Alzheimer.
Fritz Haber, dopo l’armistizio, fu iscritto nella lista dei criminali di guerra e per questo si rifugiò in Svizzera fino a quando nel 1920, e questo è orribile, ricevette addirittura il Premio Nobel per la chimica. L’ironia della sorte è che Fritz Haber era ebreo, ed è stato pure l’inventore del Zyclon-B, il gas usato nei campi di concentramento. Muore il 29 gennaio 1934 e non saprà mai che una parte della sua famiglia morirà asfissiata dal gas che lui stesso ha inventato. Mentre sviluppava queste terribili armi, si dedicava anche a confrontare la tossicità dei gas formulando una legge che permettesse di valutarne l’efficacia, ossia la loro potenza letale. Questa legge, usata ancor oggi, ha preso il suo nome: “legge di Haber”, ed esprime la relazione tra la concentrazione di un gas e il tempo di esposizione necessario a provocare la morte di un essere vivente. La “legge Haber”, ha anche ispirato direttamente la creazione di uno degli strumenti più crudeli, dal punto di vista morale, e più assurdi da quello scientifico, per la valutazione e la gestione dei rischi chimici: la “Dose Letale-50” o semplicemente DL-50. Questo paradossale indicatore di tossicità, misura la dose di sostanza chimica necessaria per sterminare la metà degli animali usati nei laboratori.
Ricordiamoci quindi e sempre che quando veicoliamo nell’ambiente questi principi attivi stiamo veicolando morte e sapete perché? Perche una cultura creata ad hoc ha cancellato nei moderni agricoltori quelle leggi e quelle regole di conoscenza dell’ecologia attraverso le quali l’uso dei pesticidi si rivelerebbe inutile.
Alla fine degli anni ‘80 alcuni docenti dell’Istituto di Entomologia Agraria dell’Università di Palermo, insieme al sottoscritto, avevamo messo a punto tecniche di controllo biologico di alcuni parassiti delle produzioni agricole e dimostrato che con l’uso oculato di rotazione e dei fertilizzanti riduceva a zero l’impiego dei pesticidi.
Il risultato fu che invece di ricevere il Premio Nobel il CNR chiuse la Ricerca.
Ancor di meno sono coloro che sanno che pesticidi ed erbicidi si accumulano nelle ghiandole endocrine che, essendo ricche di grassi, sono il bersaglio preferito delle sostanze chimiche; esse si accumulano e restano in questi organi per anni, provocando squilibri ormonali che si ripercuotono su tutto l’organismo. Per esempio lo squilibrio del pancreas (una delle ghiandole endocrine) può provocare disturbi diabetici mentre lo squilibrio delle ghiandole surrenali, che regolano con i loro ormoni la vitalità dell’organismo, procurano sintomi come: stanchezza, scarsa adattabilità a situazioni stressanti, tensione. Anche le ghiandole riproduttrici, testicoli e ovaie, ricche di lipidi, favoriscono la concentrazione dei pesticidi con una diminuzione drastica della fertilità di uomini e donne.
L’accumulo di pesticidi nelle ovaie può causare cisti ovariche e alterazioni del ciclo mestruale nelle donne. Anche il fegato, i reni e il sistema nervoso sono sede di accumulo dei pesticidi che, col tempo, causano danni irreparabili. La Larc (International agency for research on cancer – agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) di Lione, dopo uno studio sui pesticidi e gli erbicidi ha concluso che molti di essi sono cancerogeni. Possono anche causare variazioni nell’embrione o nel feto e nei caratteri ereditari dell’individuo. I composti organofosforici e la formaldeide possono causare malattie allergiche, in particolare quelle della prima infanzia (riniti, congiuntiviti, dermatiti e asma bronchiale sono i sintomi più comuni di allergie) che sono in notevole aumento in questi ultimi anni proprio a causa della massiccia presenza di pesticidi nei cibi. Il problema della violenza nei ragazzi in età scolare sembra collegato, oltre che a fattori familiari o di stile di vita, anche all’azione dei pesticidi sulle ghiandole endocrine, in particolare la tiroide.
Esiste una normativa che fissa la “dose massima consentita” dei residui di pesticidi negli alimenti, stabilita in base al principio che, per ogni sostanza tossica, è possibile stabilire una quantità che non danneggia l’organismo. Questo principio non ha alcuna base scientifica perché non tiene conto degli effetti a lungo termine dei pesticidi, né del fenomeno dell’accumulo delle sostanze tossiche negli organi, che produce effetti non sempre prevedibili.
Eppure ancora oggi le rassicuranti indicazioni sui prodotti pesticidi e sulle soglie di tolleranza inducono agricoltori e consumatori nella convinzione che tutto ciò sia necessario e non dannoso.
Invece stiamo determinando la corruzione della Vita con effetti a breve, medio e lungo termine di inestimabili dimensioni.
Ed intanto troppi Scienziati e Politici dormono sonni tranquilli non sapendo che sono loro ed i loro familiari le prime vittime di questa guerra senza distinzione di classe e razza.
Tutti siamo figli del più grande inganno dei tempi moderni.
Guido Bissanti



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