Incendi – Un Errore Ecologico

Incendi – Un Errore Ecologico

Come ogni anno, con l’avvento della stagione calda e secca, dobbiamo assistere, nostro malgrado ad una devastazione ambientale dovuta ad incendi che, contrariamente a quanto qualcuno pensi, hanno origine molto più profonde di quanto si possa ipotizzare.

Indubbiamente, in Regioni come la Sicilia, la Calabria o la Sardegna, il fattore climatico è quello che incide in modo preminente nel creare le condizioni favorevoli allo sviluppo ed alla propagazione degli incendi boschivi. Infatti le elevate temperature estive, molto spesso associate a forti venti sciroccali, provocano un notevole abbassamento del grado di umidità della vegetazione, creando, quindi, le condizioni ottimali per l’innesco degli incendi.

Per un maggiore dettaglio dell’informazione è opportuno sottolineare quali sono le cause determinanti gli incendi boschivi. Queste, com’è noto, possono essere raggruppate in cinque distinte categorie:

Incendio di origine naturale;
Incendio di origine accidentale;
Incendio di origine colposa;
Incendio di origine dolosa;
Incendio di origine dubbia;
Da un primo esame dei dati statistici riportati negli ultimi anni, appare evidente, come le cause degli incendi siano nella quasi totalità imputabili all’azione dell’uomo, sia essa volontaria che involontaria.

Del tutto trascurabili, in termini statistici, sono le cause accidentali e naturali.

Al fine di avere una visione più ampia del fenomeno occorre quindi, approfondire il rapporto tra l’azione dell’uomo ed il fenomeno degli incendi boschivi, ricercando, in particolare le motivazioni, che lo spingono a mettere in atto tutti quei comportamenti, siano essi volontari che colposi, che sono alla base del fenomeno.

In base alle informazioni assunte si rileva che fra le cause colpose, sono presenti sia quelle di incendi derivanti da mozziconi di sigarette e fiammiferi, sia quelle derivanti dal mancato controllo o mancata bonifica dei fuochi accesi.

Nel primo caso l’incidenza degli incendi che si sviluppano lungo le reti viarie è di gran lunga superiore rispetto agli altri. Ciò dipende sostanzialmente, sia dal progressivo aumento del volume di traffico veicolare, sia, in molti casi, dalla assoluta mancanza di idonei interventi di ripulitura dei bordi stradali.

Fra le cause di incendi derivanti dal mancato controllo o mancata bonifica dei fuochi accesi quelle maggiormente ricorrenti sono le seguenti:

1) Incendi causati da irregolare bruciamento di stoppie;

2) Incendi causati da allevatori o agricoltori per la ripulitura di coltivi o altro;

3) Incendi causati a seguito di una irregolare gestione delle discariche;

4) Incendi causati dalla ripulitura con il fuoco di scarpate stradali o ferroviarie;

5) Incendi causati da gitanti e campeggiatori.

Ma tra le cause predominanti nella creazione degli incendi e nella loro propagazione si sottace una verità “antica come le montagne”: gli incendi nascono da quell’errore ecologico che ha visto man mano l’allontanamento dell’uomo dalle campagne e determinato da un modello agricolo di tipo industriale e da una gestione e tutela dei boschi di tipo amministrativo.

Queste due cause:

Allontanamento dell’uomo dalle campagne determinato da un modello agricolo di tipo industriale;
Gestione e Tutela dei boschi di tipo amministrativo.
Sono il grande male di un concetto della “modernità” che ha invaso e devastato quel tessuto ecologico, nato nella notte dei tempi, in cui uomo e natura convivevano in forma simbiotica.

È proprio il concetto di un’agricoltura vista solo con obiettivo dei “mercati” e di una gestione del territorio e dei boschi “senza l’uomo” che stanno determinando una devastazione ecologica senza precedenti e che rischia di far sedere non solo l’economia di un Paese nel momento in cui si manifesta ma per i secoli a venire.

Eppure la politica europea e i Programmi di Sviluppo Rurale del settore agricolo parlano un’altra lingua: la lingua del “mercato” e di un’agricoltura sempre meno umana, cioè sempre più meccanizzata e priva dell’unica presenza che da dignità all’uomo ed all’ambiente.

Come ogni anno ci sarà un rimpiattino di responsabilità tra cittadini contro i politici e di Istituzioni contro Istituzioni.

L’unica responsabilità risiede invece nel fatto che abbiamo consegnato l’ecologia (perché questo deve essere l’agricoltura e le foreste) ad economisti ed uomini di affari che non hanno la benché minima conoscenza dell’Economia della Natura la quale si basa su parametri molto diversi dai ROI, ROE, ROS, ecc. e da improponibili Business Plan.

La responsabilità ricade anche su una scuola agraria che ha formato Agronomi e Forestali attestatisi su una scienza (e quindi una tecnica) molto lontane dai bilanci ecologici e dalle leggi dell’ecologia, realizzando un sogno agricolo che è invece un incubo e dove le parole diversità, sobrietà e prossimità (gli indici economici dell’ecologia) non rientrano in alcun bilancio aziendale ed ecologico.

Tutta la Politica Europea, Nazionale e Regionale è da bocciare senza alcun appello perché basata su un errore ecologico senza precedenti, dalla storia egizia ad oggi.

Guido Bissanti




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