Veronica officinalis

Veronica officinalis

La Veronica officinalis è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae ed è inoltre conosciuta anche con i nomi di “tè svizzero” o “tè nostrale europeo”, è una pianta molto apprezzata nell’antica farmacopea.

Sistematica –
La Veronica officinalis appartiene al Dominio: Eukaryota , Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione, Spermatophyta, Divisione Angiospermae o Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida , Sottoclasse Asteridae, Ordine Plantaginales, Famiglia Plantaginaceae e alla specie Veronica officinalis.

Etimologia –
Il nome del genere, fu fissato nel XVIII secolo da Linneo. Questo era già stato adottato in Inghilterra (1527) e in Francia (1545), dal nome dell’italiana Santa Veronica (1445-1497). Alcune fonti ritengono invece che il nome derivi da Betonica per traslitterazione da V a B, nome che appartiene ad un genere della famiglia delle Labiate, altri vedono una radice in “verus” ed “unicus”,o in una fantasiosa unione fra “vires” latino e “nike” greco, ipotizzando “forze vittoriose”. Ciò che appare improbabile è che il nome del genere in questione, abbia a che fare con la Veronica che, per pietà, asciugò con un panno il volto di Cristo sulla via del Calvario, la figura della “santa” Veronica, che appare nella sesta stazione della Via Crucis, non è presente nei quattro Vangeli. Popolare nelle sacre rappresentazioni alla fine del Medio Evo, potrebbe derivare il nome dalla storpiatura di “vera ikona”,la “vera immagine”.
Il nome specifico fa riferimento alle proprietà officinali della pianta.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Veronica officinalis è una pianta originaria dell’Europa, nord-est America e dell’Asia dell’ovest. Nasce in terreni fertili e leggermente umidi. Si trova abbondantemente nelle zone montane fino ai 2000 m.slm, nei margini dei boschi, nei pascoli e nei prati aridi.
La Veronica, volgarmente chiamata anche Tè svizzero, Tè d’Europa, Erba del Tai, preferisce il terreno secco e cresce nei boschi, nei luoghi disboscati, vicino alle siepi, a recinzioni, ad arbusti, nei fossi, lungo i sentieri e ai margini delle foreste. Si presenta con un fusto peloso dalle foglie dentate dai riflessi d’argento che terminano in alti grappoli di spighe fiorite il cui colore varia dal celeste al viola. Al tocco perde facilmente le foglie. Il periodo di fioritura è tra maggio ed agosto.

Descrizione –
Pianta perenne, erbacea, con fusti pubescenti, prostrato-ascendenti, lunghi 10-40(50) cm, radicanti ai nodi. Le foglie sono opposte, munite di corti piccioli, ovato-ellittiche, a margine finemente dentato, pubescenti. All’ascella delle foglie superiori si sviluppano racemi fioriferi eretti (1÷3 ) a 15÷25 fiori, con peli ghiandolari allungati. I fiori (6-8 mm di Ø) portati da corti peduncoli sono disposti all’ascella delle brattee lineari, hanno calice diviso in quattro lobi; la corolla lunga circa il doppio del calice, è composta da 4 petali irregolari di colore azzurro chiaro o lilla o roseo violetta, percorsi da venature più scure. Due stami di colore blu malva sono saldati alla corolla. L’ovario munito di un lungo stilo (3-4 mm) e di uno stimma piatto. Il frutto è una capsula di 4 x 4 mm, triangolare, obcordata, appena smarginata, pubescente; semi (15-20) lenticolari, ellissoidi, bruno giallastri.

Coltivazione –
La coltivazione della Veronica officinalis non è complessa. Predilige intanto i luoghi soleggiati o semi-ombrosi. Predilige terreni sciolti, fertili e ben drenati. Le annaffiature devono essere regolari ma non troppo abbondanti dalla ripresa vegetativa.
Se in vaso si possono usare concimi specifici per piante da fiore a lento rilascio.
La moltiplicazione avviene per seme in primavera e per divisione dei cespi in autunno.
La semina della Veronica si effettua in primavera in contenitori posti in luoghi ombrosi. I semi, molto piccoli, non vanno interrati ma sparsi sul terreno umido e leggermente pressati con le mani. Quando le piantine avranno messo 6 – 7 foglioline si diradano e si trapiantano a distanza di circa 20 cm luna dall’altra.
La Veronica non necessita di essere potata ma per stimolare nuovi getti e quindi nuovi fiori si consiglia di cimare i rami sfioriti.

Usi e Tradizioni –
Erba amara, sudorifera, espettorante, astringente, leggermente diuretica, depurativa, tonica. In passato era utilizzata, per uso esterno in caso si distrubi bronchiali, artritici, reumatici, contro il mal di stomaco. Per uso esterno indicata nei casi di eczemi, bruciature, infiammazione delle gengive e nel trattamento delle piccole lesioni. L’infusione delle cime bollite è un ottimo tonico per la pelle del viso. L’uso del suo infuso che veniva chiamato the svizzero, si diffuse alla fine del XVII° secolo, in sostituzione del the cinese, allora molto costoso; la sua diffusione si ebbe ad opera del medico farmacologo Frederich Hoffmann.
Oggi, purtroppo, gli erboristi la considerano obsoleta. Il gusto amaro la può far apprezzare come tisana aperitiva.
Le proprietà farmaceutiche della Veronica officinalis sono: aromatizzanti, aperitive, digestive, tossifughe, antiinfiammatorie emollienti. In cucina può essere usata come bevanda  di conforto per favorire l’appetito e la digestione.
Della Veronica officinalis si raccolgono le sommità fiorite delle quali hanno maggiore efficacia quelle crescenti ai margini dei boschi e sotto le querce. Questa pianta medicinale, trasmessaci sin della remota antichità, è un buon additivo alle tisane depuratrici e, insieme ai freschi germogli d’Ortica, serve a guarire completamente gli eczemi cronici. Le persone deboli e sensibili la sopportano bene come curativo dello stomaco ad azione stimolatrice della digestione. Guarisce inoltre le mucosità dello stomaco ed i disturbi intestinali. La Veronica produce un effetto notevole nei confronti dei sistemi nervosi fragili a causa di fatiche intellettuali. Una tazza bevuta la sera, prima di coricarsi, fa miracoli a causa del suo effetto tranquillante. Favorisce la buona memoria e disperde sensazioni di vertigine. Mescolata a radice di Sedano, elimina le oscillazioni d’umore e la malinconia. Agisce in modo eccellente persino contro l’itterizia e la renella, contro i dolori articolari, reumatici e gottosi.
Quando i Romani occuparono la Germania, impararono a conoscere dalla popolazione indigena la Veronica, pianta medicinale apprezzata più di ogni altra presso i Teutoni. Era infatti chiamata «l’elisir di tutti i mali» e volgarmente viene a tutt’oggi chiamata «panacea universale». In un vecchio libro erboristico si leggeva una volta, che anche i Romani si erano persuasi del suo grande potere curativo. Allorché desideravano fare un complimento particolare ad un amico o conoscente, solevano dire che le sue buone qualità equivalevano alla glorificatissima Veronica.
Durante il medioevo, la Veronica officinalis era nota per le sue proprietà medicinali, conosciuta come herba Veronica majoris. Nel 1690 fu oggetto di un trattato “Polchresta Herna Veronica” di Jhoannes Francus. Nel XIX secolo veniva impegata soprattutto per infusi in sostituzione del tè, in Francia era famosa con il nome di “thé d’Europe”.
In Francia era conosciuta come “Herbe aux ladres” = erba dei lebbrosi.
L’uso del suo infuso si diffuse alla fine del XVII° secolo, in sostituzione del the cinese, allora molto costoso, veniva chiamato the svizzero, la sua diffusione si ebbe ad opera del medico-farmacologo Frederich Hoffmann.
Anticamente usata per curare un lungo elenco di malattie, dalla tosse alla tubercolosi, dalla febbre alla lebbra; oggi si sa che queste proprietà terapeutiche in effetti non esistono.

Modalità di Preparazione –
La Veronica officinalis ha varie applicazioni; persino nei catarri bronchiali secchi la Veronica, come riportano alcuni testi del passato” ha saputo fare dei miracoli”. Come tisana pettorale ci si serve di un miscuglio di Polmonaria (volgarmente chiamata anche «Erba macchiata»), foglie di Farfara, Piantaggine e Veronica, in parti uguali, dolcificando con un po’ di miele, oppure si possono scottare le erbe con acqua bollente nella quale sia stato sciolto un po’ di zucchero candito.
Contro l’itterizia e i mali di fegato e della milza, viene raccomandata la seguente tisana:
50 g di radici di Tarassaco, 25 g di fiori di Cicoria, 25 g di Asperula e 50 g di Veronica. Mescolare bene. Sorseggiarne due tazze al giorno (per ogni litro d’acqua un cucchiaino da dessert colmo di questa miscela).
Dalla pianta in fiore si può ottenere anche un succo fresco, consigliabile nelle malattie croniche della pelle e soprattutto negli eczemi. Se ne prende un cucchiaino colmo, due o tre volte al giorno. La Veronica officinalis, negli antichi libri di erboristeria, viene raccomandata anche come erba vulneraria e consigliata per le ferite infiammate e a lenta guarigione, soprattutto nella zona dello stinco. Innanzitutto si lavano le ferite con una tisana; si coprono, durante la notte, con un impacco permeato di un infuso appena scottato e si fascia con un panno pesante.
Chi soffre di reumatismi e di gotta, dovrebbe provare una volta l’efficacissima tintura di Veronica, facilmente preparabile in casa. Questa tintura viene applicata esternamente sotto forma di frizione, mentre per uso interno se ne prendono giornalmente 15 gocce in poca acqua o nel tè.
In tutti i modi, bevendo ogni anno per un certo periodo di tempo la tisana di Veronica appena colta. Essa non solo diminuisce, ma previene anche l’arteriosclerosi e ridona, attraverso il suo effetto depurativo del sangue, una nuova elasticità al corpo.
Vediamo le modalità di preparazione –
• Tisana: 1 cucchiaino colmo da dessert per ogni 1/4 di litro d’acqua, scottare soltanto e lasciar riposare brevemente.
• Succo fresco: Si lavano le sommità fiorite e bagnate, si spremono con la centrifuga elettrica ad uso domestico. Indi si raccoglie il succo in piccole bottiglie, che si conservano nel frigorifero.
• Tintura: Due manciate di erbe fiorite e tritate si lasciano macerare in un litro di acquavite di grano a 38 – 40° al sole o in luogo riscaldato, per 15 giorni.
• Miscela di tisana: Un cucchiaino colmo da dessert su 1/4 di litro d’acqua; scottare soltanto e lasciare riposare brevemente.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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