Hyssopus officinalis

Hyssopus officinalis

L’Issopo officinale (Hyssopus officinalis L.) è una pianta aromatica della famiglia delle Lamiaceae. È una pianta erbacea molto antica coltivata per le sue proprietà terapeutiche e per gli usi in cucina.

Sistematica –
L’Hyssopus officinalis appartiene al Dominio Eukaryota, al Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Lamiales, Famiglia Lamiaceae, Sottofamiglia Nepetoideae, al Genere Hyssopus e quindi alla Specie H. officinalis.

Etimologia –
Il nome Issopo deriva dalla parola latina hyssopu o dal greco hyssopos che a loro volta sarebbe derivato dall’ebraico ezob o esob che significa «erba santa».
I nomi dialettali sono: erba odorosa, isopiglio, isopo, esopo,Issepo, pericò, isop, soleggio, issepo, lissope, issòpu, ippese, erba sopu, locasi, erva ssopu.
Nel linguaggio comune è conosciuta come erba odorosa.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Si tratta di una pianta erbacea originaria delle regioni mediterranee che si ritrova fino alle zone montane dell’Europa meridionale (fino ai 1200 m s.l.m.), nell’Asia occidentale, nel Marocco e in Russia. In Italia cresce spontanea soprattutto nel nord, nei terreni sassosi, calcarei, nelle zone assolate e aride.

Descrizione –
Il genere Hyssopus appartiene alla grande famiglia delle Lamiaceae dove ritroviamo piante aromatiche molto famose quali la menta, la salvia, la maggiorana, la lavanda, il basilico, l’origano, il timo e tante altre. Sono piante perenni a portamento cespuglioso che si sviluppano tra i 30 ed i 60 cm di altezza, provviste di un breve rizoma, con fusto legnoso alla base, molto ramificato e lievemente pubescente.
Le foglie, prive di picciolo, sono molto profumate e provviste di una leggera peluria, lanceolate ed opposte, lunghe fino a 3 cm e con le nervature in rilievo.
I fiori sono tubolari, tipici del genere, bilabiati alle estremità della corolla, raccolti in spighe molto dense che si sviluppano all’ascella delle foglie superiori. Sono di colore azzurro – violetto e sbocciano da luglio a settembre.
Anche se per lo più si trova la varietà a fiori azzurro-violetto, esistono anche varietà a fiori bianchi (Hyssopus officinalis varietà albus) e a fiori rosa (Hyssopus officinalis varietà roseus).
Il frutto è composto da quattro acheni che racchiudono al loro interno un solo seme.
Tutte le parti aeree della pianta hanno un forte profumo aromatico ed un sapore pungente.

Coltivazione –
Per la tecnica di coltivazione consulta la scheda seguente.

Usi e Tradizioni –
L’issopo è una eccellente pianta aromatica grazie al suo forte profumo aromatico e al suo sapore pungente.
Ha un sapore di menta un po’ amaro e può essere aggiunto alle minestre, alle insalate o alle carni, anche se dovrebbe essere usato con parsimonia poiché il sapore è molto forte.
Entra nella composizione del liquore Chartreuse e di alcuni tipi di assenzio.
L’issopo è un ingrediente dell’acqua di Colonia.
Viene usato anche in alcune celebrazioni liturgiche della Chiesa cattolica per aspergere l’assemblea di fedeli.
Dell’Hyssopus officinalis si utilizzano i fiori e le foglie che sono le parti più aromatiche; questi contengono: olio essenziale, tannino, colina, glucosidi.
L’olio essenziale di issopo è molto aromatico, di odore gradevole e di colore giallo scuro e contiene pinene, limonene, geraniolo, tuione, pinocanfone, isopinocanfone, estragolo, mircene, cariofillene, nopinene, issopina, tannino, resina, un glucoside, acido malico, gomma, zolfo.
Le sommità fiorite dell’issopo contengono oltre ai flavonoidi ed ai tannini una sostanza amara (marrubina) e un gradevolissimo olio essenziale, responsabile della maggior parte delle sue proprietà balsamiche ed espettoranti per le vie respiratorie. In fitoterapia si utilizza per sedare la tosse e gli attacchi d’asma, perché fluidifica e aiuta a eliminare il catarro soprattutto dei bronchi e dei polmoni.
Sempre grazie all’olio essenziale possiede proprietà digestive: stimola la secrezione dei succhi gastrici, favorisce i processi digestivi, elimina i gas intestinali.
La presenza dei flavonoidi conferisce all’issopo un’azione diuretica e antisettica per le vie urinarie, in grado di aumentare la diuresi e mantenere libero da batteri il condotto urinario, utile nelle infezioni batteriche e infiammazioni, per curare la cistite.
L’olio essenziale viene estratto dalle foglie e dai fiori mediante distillazione in corrente di vapore.
L’infuso o il decotto preparato con fiori e foglie di issopo viene utilizzato per portare benefici ai problemi polmonari ed alle vie respiratorie. Utile contro il il raffreddore, la bronchite, il catarro e l’asma.
La pianta ha proprietà sudorifere. Un impacco fatto con foglie e fiori, posizionato direttamente sul petto, ha proprietà espettoranti sul catarro.
Se applicato sulle ferite, l’olio essenziale previene le infezioni e rende più veloce la guarigione.
L’olio essenziale di issopo è utile per stimolare diverse parti del nostro corpo tra cui anche il sistema digestivo. Questo, grazie all’issopo, riesce ad assorbire meglio i nutrienti.
Grazie alle sue proprietà sudorifere la pianta viene anche utilizzata per abbassare la febbre.
Si può utilizzare per il trattamento dei foruncoli e dell’acne ma anche per apportare benefici in caso di punture di insetti.
Due gocce di olio essenziale aggiunte all’acqua calda del bagno contribuiscono a rilassare il corpo e la mente.
In cucina si utilizzano le foglie che possono essere raccolte tutto l’anno anche se le migliori, le più aromatiche, sono quelle che si raccolgono appena prima della fioritura. Possono anche essere essiccate per essere utilizzate nel tempo perché mantengono il loro aroma.
I fiori possono essere utilizzati per decorare i piatti e dar colore a diverse pietanze.
Oltre che come pianta aromatica l’issopo è anche utilizzato per formare piccole siepi.
E’ un’eccellente pianta mellifera anche se il miele rimane intensamente profumato.
In Persia l’acqua distillata ottenuta dall’issopo viene usata per la pelle in quanto ha fama di renderla luminosa.
L’issopo è una pianta che viene citata nell’antico testamento e precisamente Esodo 12, 22 che recita: «Poi prenderete un mazzetto d’issopo, lo intingerete nel sangue che è nel catino e con il sangue che è nel catino spruzzerete l’architrave e i due stipiti delle porte; e nessuno di voi uscirà dalla porta di casa sua fino al mattino» per segnare le case delle famiglie israelitiche per non subire l’ira divina che avrebbe portato all’uccisione dei primogeniti egiziani.
È citato ancora nel Libro dei salmi (51, 9): «Purificami con issopo e sarò mondo, lavami e sarò più bianco della neve».
Lo ritroviamo in Ebrei 9, 19: «Difatti, quando tutti i comandamenti furono secondo la legge proclamati da Mosè a tutto il popolo, egli prese il sangue de’ vitelli e de’ becchi con acqua, lana scarlatta ed issopo, e ne asperse il libro stesso e tutto il popolo».
Dal Libro di Giovanni 19, 29, che lo cita per indicare il ramo che fu usato per bagnare la spugna con l’aceto da dare a Gesù Cristo sulla croce: «Or c’era là un vaso pieno d’aceto. Inzuppata dunque una spugna nell’aceto e postala in cima ad un ramo d’issopo gliela accostarono alla bocca».
Nel Levitico 14, 6 viene indicato nella purificazione del lebbroso: «Poi prenderà l’uccello vivo, il legno di cedro, il panno scarlatto e l’issòpo e li immergerà, con l’uccello vivo, nel sangue dell’uccello sgozzato sopra l’acqua viva».
Nel libro dei Numeri 17-18 a chi si contamina toccando un cadavere o altre cose che lo rendono impuro recita «E per una persona impura si prenderà della cenere della vittima arsa per purificare dal peccato e si verserà su di essa dell’acqua corrente, in un vaso; poi un uomo puro prenderà dell’issopo, lo intingerà nell’acqua e ne spruzzerà la tenda, tutti gli utensili, tutte le persone che si trovano là e colui che ha toccato un osso o l’ucciso o il morto di morte naturale o il sepolcro».
C’è da precisare però che molti studiosi manifestano seri dubbi sul fatto che l’issopo citato nella Bibbia sia lo stesso che conosciamo e di cui parliamo in questa scheda questo perché l’Hyssopus officinalis non cresce in Palestina per cui sono più propensi ad associarlo all’origano (Origanum maru) che cresceva abbondante in quelle terre all’epoca dei fatti narrati.
L’issopo è citato da Plinio come rimedio contro i pidocchi ed il prurito in testa e contro il morso dei serpenti. Ippocrate lo consigliava per le pleuriti mentre Dioscoride (medico, botanico e farmacista greco vissuto tra il 40 ed il 90 a.C. circa che esercitò a Roma ai tempi dell’imperatore Nerone) lo raccomandava nei casi di asma e catarro e bevuto come infuso con il vino per combattere l’avvelenamento da mercurio e da piombo.
Santa Ildegarda (Badessa Hildegard von Bingen, vissuta in Germania dal 1098 al 1179, studiosa di medicina) lo consigliava assieme alla cannella ed alla liquirizia come rimedio delle affezioni dei polmoni e del fegato e come cura per l’uomo divenuto lebbroso assieme ad altri medicamenti.
Trotula de Ruggiero, medico italiano che nel XI secolo, lavorò presso la scuola medica salernitana, lo raccomandava per purificare i polmoni unito al fico «Per fredda tosse vale il vino ove issopo e fichi secchi saranno stati cotti».
La stessa Scuola Medica Salernitana (la prima e più importante istituzione medica d’Europa nel Medioevo) lo cita nei suoi testi: «L’issopo purifica il petto dal catarro nocivo. Si usa l’estratto della pianta mescolato con il miele».

Modalità di Preparazione –
I fiori vanno raccolti all’inizio della fioritura, quindi nel periodo estivo (luglio-agosto) perchè se raccolti in questo momento, hanno il maggior contenuto di oli essenziali così come le foglie.
Una volta raccolti possono essere subito essiccati in luoghi ventilati e bui e conservati all’asciutto in sacchetti di carta all’interno di vasi chiusi ermeticamente.
Con l’Hyssopus officinalis si può preparare un infuso.
L’infuso si prepara a partire da un cucchiaio raso di sommità di issopo ed una tazza d’acqua.
Si versare l’issopo nell’acqua bollente e si spegne il fuoco. Si Copre e si lascia in infusione per 10 min. Infine si filtra l’infuso per berlo in caso di meteorismo, tosse e per problemi digestivi.
Per uso esterno si possono fare degli impacchi con compresse di garza sterile imbevute di infuso, sono ottime per gli occhi stanchi, per purificare la pelle e per cicatrizzare le ferite.
I gargarismi con l’acqua dell’infuso aiutano nelle infiammazioni della gola.
Come tutti i vegetali anche l’issopo può dar luogo a reazioni allergiche. È sempre meglio quindi provarne prima una piccola dose per poterne osservare in anticipo gli effetti. Se si notano eruzioni cutanee, gonfiore della pelle o della lingua o difficoltà respiratorie va subito consultato un medico.
L’olio essenziale di issopo contiene pinocanfone, un chetone che può causare crisi epilettiche e convulsioni se assunto in dosi eccessive. Si sconsiglia quindi di assumere l’olio essenziale in dosi elevate e per più di dieci giorni. Sconsigliato in gravidanza.
3 gocce di olio di issopo, aggiunte ad un olio vettore, possono essere utilizzare per massaggi ai muscoli doloranti. Lo stesso composto, strofinato sullo stomaco, apporta benefici in caso di problemi gastrointestinali.
2 gocce aggiunte ad una crema per il corpo rendono meno visibili le cicatrici.
L’Issopo si può utilizzare in cucina utilizzando le sue foglie e di preferenza quelle raccolte appena prima della fioritura.
Queste hanno proprietà aromatiche migliori. Il suo sapore è amarognolo e ricorda quello della menta. Si può utilizzare per cucinare la carne o può essere aggiunto alle minestre ed alle insalate.

Guido Bissanti

pubblicato il 17/04/2017

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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