Centranthus ruber

Centranthus ruber

La valeriana rossa (Centranthus ruber (L.) DC.) è una pianta della famiglia delle Valerianacee. Pianta spontanea tipica dei climi caldi, delle scogliere e delle pietraie, continua a conquistare spazio e oggi è possibile incontrarla in diverse regioni del nostro paese come pianta naturale o spontaneizzata.

Sistematica –
La Valeriana rossa appartiene al Dominio Eukaryota, al Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Dipsacales, Famiglia Valerianaceae, Genere Centranthus e Specie Centranthus ruber.

Etimologia –
Il nome del genere deriva dal greco kéntron = sperone e anthos = fiore, per la sua corolla speronata, il nome della specie ruber = rosso è chiaramente ispirato al suo colore. Il termine Valeriana si è invece formato nel medioevo dal verbo latino “valere”(guarire).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La specie è originaria dei paesi del bacino del Mediterraneo (Europa meridionale, Nord Africa e Asia minore.) Introdotta come pianta ornamentale in Europa settentrionale, Nord America, Australia, si è naturalizzata anche in molte aree fuori dal suo bacino d’origine.
In Italia si trova prevalentemente nelle regioni del centro-sud e nelle isole, ma anche nelle zone pedemontane più calde delle Alpi.
Cresce nell’intervallo altimetrico tra 0 e 1200 metri s.l.m. Sulle rupi, nei muri a secco, ambienti ruderali.
Specie protetta in alcune regioni italiane (Piemonte e Abruzzo) e in numerosi Parchi e Riserve naturalistiche.

Descrizione –
La valeriana rossa è una pianta perenne, camefita suffruticosa, con fusti legnosi solo alla base, eretti, alti sino a 150 cm. Fusto ramoso, ascendente, legnoso in basso, di colore verde con sfumature rosse. Foglie di colore verde glauco, inferiori picciolate con lamina da ovale a lanceolata, le superiori sessili, triangolari, opposte, con base abbracciante il fusto. Fiori in densi corimbi, piccoli, di colore roseo-porporino, raramente anche bianchi, corolla con tubo di circa 1 cm, a 5 lobi disuguali e sperone lungo il doppio dell’ovario.

Coltivazione –
Per la tecnica di coltivazione consulta la seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
Contiene al pari della Valeriana officinalis: zucchero, mucillagine, gomma, resina ed enzimi. Olio essenziale di colore azzurro-verdastro, che ha diversi componenti quali il borneolo, canfene, pinene, acido formico ed acido acetico .
Può essere utilizzata per uso alimentare; i germogli e le foglie giovani, nelle insalate, cotte e saltate in padella. Le radici bollite possono entrare a far parte degli ingredienti di zuppe e minestre. Non tutti ne apprezzano il sapore, alquanto amaro, ma esistono testimonianze storiche dell’uso alimentare di questa pianta nel Sud dell’Italia e in Francia.
Per uso cosmetologico si sottolinea come l’odore di Centranthus ruber è assai meno aggressivo di quello di Valeriana officinalis e la pianta può venire utilizzata nell’acqua del bagno per i suoi effetti calmanti e lenitivi o, come decotto, per bagni facciali. L’estratto alcolico ha un effetto antiforfora ed è utile contro irritazioni della pelle e brufoli.
In farmacologia, essendo parente povera della Valeriana officinalis, ne ha tutte le proprietà. Viene usata come sedativo degli spasmi, cura sindromi nevrasteniche, insonnia, nevrosicardiache (associata al biancospino) dismenorrea, spasmi dell’apparato digerente (unita alla passiflora). E’ un ottimo succedaneo degli ansiolitici, perché non è tossica e non dà assuefazione. Deve essere precisato che numerosi fitoterapeuti indicano come non sostituibile la più nota Valeriana officinalis con la Centranthus ruber (nota come valeriana rossa), in quanto al momento esistono pochi e scarsamente documentati riscontri scientifici per quest’ultima essenza.
Tutti i trattamenti farmacologici e sanitari devono sempre essere eseguiti sotto stretto e diretto controllo medico.
In erboristeria le radici amare sono considerate toniche, stimolanti, sudorifere, antispasmodiche, vermifughe. Della valeriana rossa si può utilizzare anche la tintura madre della parte aerea, in associazione con la lavanda che ne potenzia l’azione. Nella tradizione popolare di alcuni paesi europei era considerata una pianta che ispira sentimenti amorosi e dalle proprietà afrodisiache: infatti veniva usata nella composizione di filtri d’amore. In omeopatia la troviamo presente in numerose preparazioni.
Le prime notizie del suo utilizzo si hanno da un medico egiziano che descrisse le proprietà della V. officinalis. Da allora, sino alla fine del 1700, a queste piante, furono attribuite, oltre alle proprietà medicinali, anche virtù miracolose, come quella di guarire la peste, i morsi degli animali velenosi, l’asma, la tosse, e l’epilessia. Ad affermare ciò, furono illustri medici e botanici, uno di loro affermò che queste erbe lo guarirono dall’epilessia.
Era usata in erboristeria per le sue proprietà sedative, antispasmodiche e antinevralgiche, a volte come sostituto della valeriana, mentre in gastronomia, come detto, vengono consumate le foglie in aggiunta all’insalata.
Grazie ai suoi principi attivi quali tannini, resine, olii essenziali e alcaloidi le sue radici hanno proprietà sedative, antispasmodiche e antinevralgiche e in passato sono state usate quali succedanee della valeriana. I suoi semi pare fossero utilizzati in passato per ricavare pozioni adatte per imbalsamare.
Le credenze popolari attribuivano a questa pianta poteri magici, le sue radici essicate e polverizzate, conservate in sacchetti erano usate per proteggere la casa dai fulmini e le sue foglie erano usate per placare gli animi nei litigi amorosi e riconciliare gli innamorati.

Modalità di Preparazione –
La Valeriana rossa ha proprietà officinali: Antinevralgiche, Antispasmodiche, Ipnotiche e Sedative.
I principi attivi sono l’olio essenziale (costituito principalmente da acido valerianico, valerianato di bornile, aldeide valerianica, pinene, borneolo), l’alcaloide catenina, resine e tannini.
La Valeriana rossa è una pianta tipica delle zone vicino al mare e viene perciò impiegata dalle popolazioni rivierasche in sostituzione della Valeriana comune rispetto alla quale ha, tra l’altro, un odore meno sgradevole. Benché taluni principi attivi siano presenti in proporzioni un poco diverse, le proprietà delle due piante sono praticamente identiche; la Valeriana rossa pare a taluni autori ancora più innocua e meglio tollerata della più importante specie officinale. A proposito dei principi attivi delle valeriane, va detto che studi molto recenti hanno messo in evidenza che le proprietà sedative sono in gran parte dovute a particolari esteri denominati valepotriati. Le loro caratteristiche sono tali che è facile allontanarli durante la preparazione di decotti o infusi, per cui le preparazioni ottenute possono risultare poco efficaci; da questo deriva il suggerimento di impiegare polvere o succo del rizoma, quali parti integrali della droga, oppure le preparazioni medicinali (estratti o tinture) che sono ottenute attraverso rigorosi procedimenti che ne salvaguardano le proprietà. Anche per la Valeriana rossa si suggerisce cautela nell’applicazione, dosaggio e durata del trattamento, chiedendo sempre consiglio al medico.
Nell’uso interno si può utilizzare il rizoma. Per conciliare il sonno. Succo (del rizoma fresco): 2-5 g al giorno. Polvere: 1-4 g al giorno in un’ostia.
La tisana alla valeriana è una ricetta per realizzare una bevanda buona e rilassante. Per creare questa tisana ti consigliamo di procurarti la valeriana direttamente in erboristeria oppure, se ne hai la possibilità, di usare quella coltivata ed essiccata proprio da te e di non utilizzare le bustine già preparate.
In soggetti che soffrono di depressione si consiglia l’assunzione di macerato di valeriana per circa una settimana.
In caso di insonnia, cattivo riposo o disturbi del sonno in generale, si consiglia una tazza di tisana alla valeriana prima di coricarsi.
Si può utilizzare la valeriana anche in caso di stati di nervosismo e stress.
La valeriana esercita le sue proprietà anche all’esterno. Delle compresse imbevute in un decotto fatto di fiori e radici di valeriana, aiuteranno a lenire i dolori muscolari e articolari.
Bisogna però fare attenzione: se assunta in eccesso e per più di 8 giorni consecutivi può provocare palpitazioni e mal di testa oltre a dare assuefazione. Se necessario, può essere reintegrata dopo due settimane. La valeriana è consigliata ai bambini e alle donne in gravidanza e allattamento.
Di seguito una modalità di preparazione:
Per 1 litro: 4 cucchiaini di foglie e fiori di valeriana essiccata, 1 litro di acqua minerale naturale e dolcificante naturale per dolcificare.
Per la preparazione:
1. In un pentolino portare ad ebollizione 1 litro di acqua.
2. Aggiungere la valeriana essiccata e lasciare bollire per qualche minuto poi spegnere il fuoco.
3. Lasciare riposare l’infuso per circa 10-15 minuti.
4. Filtrare l’infuso versandolo in una bottiglia di vetro.
5. Consumare la tisana ad occasione, possibilmente dopo i pasti.

Guido Bissanti

pubblicato il 03/04/2017

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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